Donnola

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Donnola

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Il mammifero quando era latitante

Stato di conservazione

Basso rischio di estinzione.png
Alla cazzo di cane

Classificazione scientifica
Regno: Animali pericolosi
Phylum: Ricercato
Famiglia: Corleonesi
Genere: Criminale
Scopritore: Joe Petrosino

Mike La Donnola, alias Mustela Nivalis (Mykonos, 1891 - Chicago, 1938), è stato un pericoloso mammifero di origini greche emigrato in America.

A 27 anni era già nella lista FBI - Ten Beast Wanted.

Morì a 47 anni vittima di una trappola tesagli da Al Cappone.

I suoi discendenti continuano a percorrere la via del crimine, degli antichi fasti è tuttavia rimasto ben poco: le donnole attuali sono praticamente ladri di polli.


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«Sei solo zanne e pelliccia! Con me non ce la fai! Tu non hai niente, buffone!»
( Al Cappone al suo rivale Mike La Donnola)


[modifica] Le origini

Nato nel 1891 a Mykonos, emigra a New York nel 1895 insieme alla sua famiglia. Con sua madre Carmela Volpe (di origini calabresi) e suo fratello, raggiunge il padre emigrato alcuni anni prima. Vanno ad abitare nell'East Harlem.

All'età di 13 anni Mustela entra in una gang giovanile del quartiere chiamata Fox and the City. Assieme a Nick "Faina" Pollay e Berthold Wolf, inizia a commettere piccoli crimini. Usufruisce presto del "Prison Education Programmes". A seguito di un tafferuglio, avuto con un rivale appartenente al clan di Joe Gallina, vince un soggiorno premio al riformatorio T.J. Marshall di Staten Island.
Nei 3 mesi che passa in quell'ambiente, Nivalis si guadagna le attenzioni di molti ospiti.
Tra questi vi è Tore Lucania (detto "Lucky" Pulcino), che dirige la biblioteca ed è appassionato di testi in latino. Affibbia a Mustela il soprannome Donnola dal latino Dominula (donzella, signorina). Molti criminologi sono tuttora perplessi sul perché del nomignolo. Mustela, per assonanza decide di cambiare nome in Mike: diventa il temuto Mike La Donnola.

Nel 1916 comincia a lavorare per Ciro Terranova, un potente mafioso del West Side. Terranova è il vicecapo della Famiglia Galletti (di origini Amburghesi). Nello stesso anno, scoperto a contrabbandare Vov, finisce a Sing Sing. Dopo 3 anni esce di prigione e sposa una furetta irlandese di nome Samantha Fox, sorella di un suo amico.

[modifica] Carriera criminale

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La ferocia fatta pelo.

Mike diventa un membro della cosca Galletti controllando lo spaccio di uova marce. L'amicizia particolare con Lucky Pulcino e i suoi soci Feather Lansky e Eggs Siegel, gli apre nuovi scenari. Questa alleanza prospera con il passaggio, nel 1920, ai combattimenti clandestini di galli. Il successo dei giovani consiste nell'allearsi con animali di altre specie, tra i quali Donald "Duck" Schultz (capo della banda irlandese dell'Hells Chicken).

L'ascesa è repentina. In 5 anni Mike assume il controllo del contrabbando di becchime, oramai è uno dei capi.

[modifica] Ai vertici della mafia

Per avere la città in pugno, nel 1931 uccise gli ultimi due grandi boss: Joe Masseria e Salvatore Gallinaro.
Il boss di Chicago Al Cappone non gradisce molto. Gallinaro è lo zio della moglie del cugino della sorella del... (mi sono perso). Insomma è un'amichetto suo, gli giura vendetta. Da quel momento saranno acerrimi nemici.
Intanto La Donnola ricicla i proventi illegali, con investimenti legittimi che includono ristoranti e locali come il club Uovacubana di cui è il proprietario segreto.
In seguito espande le operazioni criminali a Las Vegas (detta la Città del Peccato) e Chattanooga (detta ma dove minchia sta?).
Nel 1934 La Donnola ha oramai la completa attenzione della polizia newyorkese. Con una votazione in sala mensa ad alzata di mano, viene nominato Stupraminchia Pubblico N.1.

[modifica] La caduta

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Mike La Donnola (Sing Sing, 1919).

Nei 4 anni che seguono continua la sua ascesa. Oramai i suoi interessi malavitosi valicano i confini dello stato ed entrano in contrasto col boss dell'Illinois. Al Cappone gli tende una trappola e lui ci casca. L'esca è una partita di mais proveniente da Oklahoma City, da introdurre nel mercato californiano.
L'esecutore materiale è Vito Corleone, un giovanotto che commercia in olio a tempo perso, appassionato collezionista di batuffoli di cotone e, nel dopolavoro, killer senza scurp strup vergogna. Crivellato di colpi, da un Thompson M1921, Mike ebbe appena il tempo di dire le sue ultime parole:

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« Isaac, preparami una Piña Colada come la sai fare tu»
(Mike La Donnola colpito al Lobo parietale.)

Dopo comprensibili attimi di perplessità, Vito Corleone (su precise istruzioni del capo) passò alle esequie. Versò una latta di cherosene sul corpo, gli diede fuoco e si cucinò un paio di marshmallow che si era tolto dalle guance. A lui venne affidato il controllo di New York.

[modifica] La cronaca dell'epoca

Una lettera anonima, avvisò le redazioni dei quotidiani della morte del boss newyorkese.
Questi i titoli delle maggiori testate:

Quote rosso1.png Si è spento La Donnola, ardeva da 3 giorni! Quote rosso2.png

~ New York Times
Quote rosso1.png Il re è morto, lunga vita al Re! Quote rosso2.png

~ The Sun (nel tentativo di ingraziarsi Don Vito)
Quote rosso1.png E' schiattato finalmente un infamone! Quote rosso2.png

~ Daily News (dopo un'offerta di Don Vito che non potevano rifiutare)

[modifica] Voci correlate

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