Documentari di Pasolini del 1970

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FILM DI CUL...TO

Qualcuno ha definito questa pellicola "capolavoro inarrivabile".
Qualcun altro ha pensato che fosse "spazzatura intollerabile".
È il momento di agire! Rendi il Cinema migliore: accoppa un critico!

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Documentari pasoliniani del 1970
Film Pasolini documentari 1970 locandina.jpg
Venite donneeee! Tre al prezzo di uno!
Paese: Italia
Regista: Pier Paolo Pasolini
Casa produttrice: Du' palle Film
Sceneggiatura: Pierpy Facciodasolo
Anno: 1970
Genere: Documentario
Colore: Macché...
Suono: A volte
Interpreti e personaggi
Nessuno

Nel 1970, quando sembrava che Pasolini avesse iniziato finalmente a fare qualche film normale[1]... vabbe', brutto (Porcile) ma normale (Medea), il regista sorprese tutti con tre documentari[2].

  • Appunti per un'Orestiade africana, un sopralluogo per ambientare l'Orestea di Eschilo in Africa, cambiando però la trilogia Agamennone-Le Coefore-Le Eumenidi nella più coerente Zì BBuana-I Licaoni-I Nusbari.
  • 12 Dicembre Lotta continua, girato ad un anno dalla strage di piazza Fontana per parlare del suici assass incid tuffo di Giuseppe Pinelli dalla finestra della questura di Milano.
  • Appunti per un romanzo sull'immondezza, girato dopo uno sciopero dei netturbini per illustrare la loro difficile vita, le loro ambizioni, i loro sogni nel cassetto... (ma che "cassetto" sto dicendo?!)

Insomma, per chi non l'avesse ancora capito: Pasolini stava sempre con la cinepresa sul groppone, pronto a filmare la realtà in tutti i suoi aspetti più insoliti. E a farsi le vacanze a spese del produttore.
Gian Vittorio Baldi, che finanziò il primo, ebbe col regista una lunga discussione riguardo la necessità di una ricognizione in Africa, cosa già avvenuta in passato per Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo, film girato poi a Matera.

Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Cosa speri di trovare in Uganda che non puoi trovare in Molise? Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png Paesaggi desolati, natura incontaminata, tribù selvagge! Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Finora hai descritto er Tufello. Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png E le tribù selvagge? Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Il campo nomadi della Bufalotta, è proprio in quella zona. Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png Pure questo è vero... ma come la mettiamo con le genti di colore? Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Ambulanti nei dintorni della Stazione Termini. Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png E gli sguardi smarriti delle donne nere sfruttate? Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Nigeriane a Tor di Quinto. Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png Leoni, zebre, elefanti? Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Bioparco. Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png Gianvy, orsettino bello, se dico quella cosa a tua moglie? Quote rosso2.png
Gian Vittorio Baldi : Quote rosso1.png Quanto ti serve? Quote rosso2.png
Pier Paolo Pasolini : Quote rosso1.png Ce la dovrei fare con una dozzina di milioni. Grazie. Quote rosso2.png

[modifica] Personaggi principali

... no scusate, ci siamo confusi con Apocalypse Now.

[modifica] Appunti per un'Orestiade africana

Durante il viaggio di ritorno Pasolini ha modo di ripensare alle parole del produttore, con gli ambulanti della Stazione Termini sarebbe andata di certo meglio.

[modifica] 12 Dicembre Lotta continua

Film 12 Dicembre Lotta continua.jpg

La parte filmata da Pasolini.

La pellicola nasce da una collaborazione tra Pasolini e il collettivo di Lotta continua, attivissimo nella contestazione di quegli anni. Un gruppo di estrema sinistra, talmente a sinistra che era praticamente la destra di quello a fianco. L'idea è quella di raccontare lo stato della lotta in Italia, ad un anno esatto dall'episodio che segnò l'inizio della cosiddetta strategia della tensione. Gli animi erano ancora infiammati. I poliziotti continuavano ad infiltrare agenti nei cortei allo scopo di provocare la pioggia di manganellate, l'unica cosa che poteva "ammorbidire" agli aridi animi degli operai, sempre insoddisfatti e con l'ossessiva pretesa di non essere trattati da schiavi.
La parte del documentario girata da Pasolini è quella iniziale, che raccoglie le interviste ai familiari e agli amici di Giuseppe Pinelli, l'anarchico che l'anno prima era disgraziatamente morto[citazione necessaria] durante un interrogatorio presso la questura di Milano. Nei primi piani, quelli sulla madre e sulla moglie di Pinelli, si riconosce la mano del regista, nell'intricata vicenda della strage di piazza Fontana si riconosce invece quella dei servizi segreti. Pasolini avrebbe voluto intervistare anche Cornelio Rolandi, il tassista che quel giorno aveva accompagnato in auto l'uomo con la valigetta carica di esplosivo, ma aveva rifiutato temendo di essere "il prossimo della lista", cosa di cui ebbe conferma esattamente l'anno seguente. Il resto del documentario tratta di operai incazzati, manifestazioni, cortei e scontri con la polizia. Era chiaramente pellicola sprecata, in quel periodo per vedere queste scene bastava affacciarsi dalla finestra.

[modifica] Appunti per un romanzo sull'immondezza

Film Appunti per un romanzo sull'immondizia.jpg

Un capolavoro inedito riciclato.

In realtà questo documentario è stato montato nel 2005 da Mimmo Calopresti, dopo averlo recuperato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico, una scatola di cartone con altre cianfrusaglie dentro oramai inutilizzate da decenni, tra le quali le palle. La lodevole iniziativa, intrapresa in occasione del trentennale della scomparsa del regista, è stata premiata col Ma non avevi un cazzo da fare? XXI edizione al rinomato Festival dei filmati storici risparmiati incautamente dalla discarica.
Il filmato è però di Pasolini, realizzato a partire dal 24 aprile 1970, giorno del primo grande sciopero dei netturbini romani. Durò tre giorni ed ebbe adesioni elevatissime, ma alla fine riuscirono in una delle più grandi conquiste della loro storia: far abolire la raccolta della spazzatura porta a porta, ossia quella che stiamo facendo oggi. Stando a quanto affermarono allora: "...era diventato preoccupante l'aumento dei topi, nonché la diffusione di germi e malattie". Ovviamente stiamo parlando di gente ignorante, oggi menti di ben altra levatura vedono nella raccolta differenziata porta a porta la soluzione all'emergenza rifiuti. A questo punto siamo di fronte a due possibilità:

  1. negli anni '70 erano tutti cretini e abolire il porta a porta fu un grosso errore;
  2. oggi si è tornati al porta a porta perché in qualche modo conviene a qualcuno, ma il grosso errore è continuare a votarli.

Una cosa è certa: almeno a Roma, non si sono mai visti prima tanti sorci a zonzo. E tanti indagati.

[modifica] Note

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[modifica] Voci correlate

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