Dittatura del tifosariato

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«Ma quant'è corto questo articolo di politica?!
Mi ricorda il tuo pistolino (o quello di Bush)»
(Condoleezza Rice)

Cosa aspetti? Datti da fare per allungarlo!

La dittatura del tifosariato è una forma di governo prevista dalla teoria politica elaborata da Luciano Gaucci.

[modifica] Tratti essenziali

Nella sua opera "Manifesto del Partito Tifosista" (1848), il filosofo Luciano Gaucci elaborò una teoria politica il cui scopo era la liberazione delle masse tifose e calciatrici dall'oppressione della classe padronale (dirigenti e presidenti). Cruciale nella sua visione politica è infatti la suddivisione della società in tre classi: i padroni, i calciatori e i tifosi; i padroni sfruttano i calciatori facendoli lavorare per paghe da fame, e i tifosi facendo loro pagare biglietti d'ingresso costosissimi. Solo l'alleanza vittoriosa tra i calciatori e i tifosi potrà condurre verso il sol dell'avvenir, cioè la presa del potere.

La liberazione delle masse tifose avverrà in tre fasi, secondo Gaucci:

  1. la fase socialista, in cui le condizioni di vita dei tifosi verranno migliorate mediante opportune riforme (calmieramento del prezzo del biglietto, trasferte gratis per i gruppi organizzati);
  2. la fase comunista, in cui verranno messi in comune i mezzi di produzione (i calciatori);
  3. infine la dittatura del tifosariato, in cui tifosi e calciatori gestiranno insieme il potere in modo dittatoriale ma democratico.

I tentativi di instaurare la dittatura del tifosariato si sono purtroppo spesso infranti contro la brama di potere di alcuni capi ultrà nemici del popolo in combutta con la parte più reazionaria dei presidenti di società.

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