Distributore automatico

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Cartello distributore automatico.jpg

In Giappone è severamente vietato abusare sessualmente dei distributori.

Il distributore automatico è quella macchina che da un utile bene si è trasformato in male necessario.

Mentre i primi distributori automatici distribuivano solamente alimenti ed erano sporadici (bene utile), quelli odierni si sono evoluti riuscendo a erogare servizi di qualsiasi genere: dalle bottiglie di Coca Cola alle bottiglie molotov per i no-global, dai preservativi per i puttanieri alle bambole gonfiabili per gli smanettoni come te. Grazie alla loro costante presenza nelle strade e nei posti di lavoro la popolazione umana, ormai assuefatta da tali congegni diabolici (male necessario), non ha più bisogno di vivere in casa trasformandosi da sedentaria a popolazione semi-nomade ripercorrendo i passi dei mitici barboni di strada.

[modifica] Storia e funzionamento

Codeste macchine nacquero a cavallo tra l'ottocento e il novecento; voci senza fondamenta affermano che i primissimi distributori furono quelli che erogavano caffè ed erano caratterizzati dalla funzionalità semiautomatica: essi presentavano all'interno uno schiavo africano che, dopo aver inserito la monetina, preparava il caffè al momento. La loro specialità non era l'espresso bensì il caffè marocchino. Le prime macchine erano abbastanza ingombranti, ma riuscirono a renderle più piccole sostituendo gli schiavi africani con i bambini cinesi. In questo modo poterono installarle nelle poste, nelle banche e nei bordelli d'alta qualità.

Questo sistema durò fino a quando, negli anni '60, Martin Luther King riuscì a ottenere il riconoscimento per i diritti umani. A questo punto i distributori si evolvono e grazie alle idee di Archimede Pitagorico e di McGayver diventano totalmente automatici. Grazie all'automazione le vendite di caffè decuplicano, i distributori cominciano a soppiantare i bar che per sopravvivere si specializzano in lounge bar e spray bar dove si servono cocktail e stuzzichini di vario genere (ovvero luoghi dove la sbronza diventa un lusso).

Nello stesso periodo la famiglia Illy su consiglio di Quicky il portavoce della Nestlé, la multinazionale principe del rifornimento per i distributori automatici, prende l'occasione al volo e fonda la più grande azienda italiana che rifornisce caffè per le macchinette, ora riconosciuta in tutto il mondo per le sue caratteristiche aromatiche tra le quali spicca, secondo gli esperti del settore, un leggero sentore di calzino e peli bruciati, caratteristica inconfondibile del prodotto. Oggi i migliori distributori automatici vengono prodotti in Giappone, patria della tecnologia e degli hentai. Un modello spicca tra i tanti per tecnologia e funzionalità: la Doraemon che grazie alla sua elevata disponibilità di oggetti utili e non, ficcati tutti dentro una specie di marsupio (invenzione sotto brevetto), diventa presto la più venduta in tutto il mondo.

[modifica] Tipologie di distributori

Distributore robot.jpg

Un distributore robot programmato dal governo nipponico per vendere zucchero ai bambini trasformandoli in futuri obesi che pagheranno molti soldi al servizio sanitario nazionale per essere curati. Geniale no?

Grazie all'evoluzione tecnologica e ai commercianti senza scrupolo possiamo trovare distributori automatici che erogano servizi di qualsiasi genere.

Ecco un elenco dei possibili distributori che potete trovare ovunque:

  • Distributore di caramelle e dolci per i bambini obesi e diabetici.
  • Distributore di vagine con capelli di Frank Zappa, per veri intenditori.
  • Distributore di cazzate (fruibili sopratutto da politici e magistrati).
  • Distributore di alibi, imparentato con quello delle cazzate.
  • Distributore di anime (il patto con il diavolo non è mai stato così semplice).
  • Distributore di felicità da cui prese ispirazione Gabriele Muccino per il suo film.

[modifica] Davanti ai distributori

Distributore di bevande EPIC WIN.gif

Questo è un caso unico, a te andrà bene se ti restituirà metà dell'importo dopo non averti dato nulla.

A scuola e al lavoro, quando manca un niente per una piccola pausa, la gente freme e non vede l'ora di riposarsi un poco. Punto di ritrovo per questi felici ed effimeri momenti, come un'oasi in mezzo al deserto oppure come un cesso quando hai bisogno di cagare dopo aver mangiato olio di ricino, sono ovviamente i distributori. Dopo aver sperimentato il riflesso condizionato sui cani, il famoso etologo e fisiologo nonché miglior amico di Rasputin, Ivan Pavlov fece un esperimento anche sugli umani determinando la loro dipendenza nei confronti delle macchinette. Avendo accuratamente sperimentato più volte e su differenti soggetti, dai neonati ai dirigenti in carriera, i comportamenti di queste scimmie pelate riuscì a trarre le seguenti conclusioni:

  • Qualche minuto prima delle pause i soggetti in questione tremano, si agitano e guardano più volte l'orologio sbuffando e imprecando contro il tempo affermando che questo sembra rallentare prima delle pause; questa parte dell'esperimento sarà poi confermata da Albert Einstein nella sua teoria della relatività spazio-temporale.
  • La maggior parte dei soggetti corre verso l'obbiettivo per evitare le code chilometriche, talmente lunghe che quelle delle poste nei periodi di ritiro delle pensioni sono molto più corte.

Inoltre i ricercatori dell'università dello Zambia hanno scoperto che esiste un limitato vocabolario che i distributori-dipendenti riescono a formulare. Ecco quali sono i suddetti vocaboli:

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«Per caso hai da cambiare? Hai qualche spicciolo?»
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«La macchinetta mi ha fregato i soldi!»
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«Merda! Si è incastrata!»
(seguito poi da violente percussioni al distributore)
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«Perché non ti prendi quella barretta ai cereali?»
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«No, preferisco Kinder Bueno.»

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • L'autore, terminato l'articolo, ha fatto una pausa ed è andato a prendersi un caffè dalle macchinette sotto casa sua.
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