Consenso informato

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Chiunque non voglia seguire l'unica verità lo fa a suo rischio e pericolo.
Consenso informato.png

Un modulo di consenso in attesa di esplicare tutto il suo potenziale informativo (e di essere firmato).

Medico : Quote rosso1.png Per favore, firmi qui, qui e qui! Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png Non sapevo di essere una star! Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png Prego? Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png Con tutti gli autografi che sto firmando da quando mi sono ricoverato, devo per forza essere una star. Devo dirlo a mia moglie! Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png Eh? Ma che dice? Firmi, che non c'è tempo da perdere! Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png Oddio, non mi metta ansia... cosa mi fa firmare? Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png Uh... er... beh... il consenso informato! Le ho detto di firmare! Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png E che significa? Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png Ehm... cioè... il suo consenso, no? Il consenso alle cure... è obbligatorio! E firmi, no? Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png E cosa vuol dire che è obbligatorio? Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png CHE SE NON FIRMA NON POSSO CURARLA! E SE NON POSSO CURARLA TANTO VALE CHE ME NE VADA A PESCARE! Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png NO! NIENTE FIRMA FINCHÉ NON MI SPIEGA PER FILO E PER SEGNO COSA SIGNIFICA! Quote rosso2.png
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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Consenso informato

Nonciclopedia non avrebbe mai potuto sciacquarsi le palle di fronte a simile, accorata richiesta. Di conseguenza in questa sede si enuncerà tutto quello che ogni medico che si rispetti tace riguardo al famigerato consenso informato. Argomento di spinosa attualità, viene spesso affrontato in modo superficiale e frettoloso dagli addetti ai lavori. Sovente considerato una mera procedura burocratica che distoglie dalle concrete attività di diagnosi e cura, in taluni casi è visto come un vero e proprio trituramento scrotale. A parte alcune colorite iperboli, non siamo tanto distanti dalla realtà. Lo scopo di questo articolo è restituire a tale pratica di medicina legale una dignità che in verità non le appartiene.

[modifica] Cos'è, come si fa, ma soprattutto a che serve

Firma del consenso informato.jpg

Uno di questi due ha fornito delle informazioni, ma l'altro le ha capite?

In Italia il consenso informato è - sulla carta - una forma di autorizzazione del paziente a ricevere un qualunque trattamento sanitario, medico o infermieristico, previa la necessaria[citazione necessaria] informazione sul caso da parte del medico proponente: in sostanza il malato ha il diritto/dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute e la propria malattia, potendo chiedere al medico tutto ciò che non è chiaro, e deve avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi a una determinata terapia o esame diagnostico.
Tutto questo, ripetiamo, solo sulla carta.
Nella pratica comune, invece, si tratta della raccolta di un certo numero di firme su moduli prestampati con caratteri microscopici e redatti in forma alquanto criptica. Quando questi moduli vengono letti dalla casalinga di Voghera, ma anche da Lapo Elkan, ne emerge con prepotenza tutta la loro incomprensibilità.

Il consenso informato costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato. Il fine della richiesta del consenso informato è dunque quello di promuovere l'autonomia o libertà di scelta dell'individuo nell'ambito delle decisioni mediche. Ma soprattutto può costituire un ottimo salva-culo in caso di contenziosi giudiziari dovuti a malasanità o errore umano, infatti tra i suoi più accaniti sostenitori figurano i più assidui praticanti della medicina difensiva.

[modifica] Da quando esiste

Consenso infornato.jpg

Una variante poco nota: il consenso infornato.

Il rapporto tra medico e paziente, pur non essendo sessuale in senso stretto, in parecchi casi assumeva connotazioni pericolosamente contro natura. L'Illuminismo si fece carico di questo problema, senza purtroppo evitare di entrare in conflitto di interessi con la consolidata tradizione dell'inganno caritatevole, gradita agli stessi pazienti. Ancora oggi un ammalato pretende di essere dettagliatamente informato e che nulla gli sia nascosto, ma se gli si dice tutta la verità senza adeguata preparazione, specie se si tratta di prognosi infausta, si rischia finanche una denuncia per procurata angoscia pre-morte e per annichilimento colposo delle speranze altrui. Gli illuministi si stavano seriamente impegnando per uscire da questo circolo vizioso, ma a un certo punto nuovi interessi catturarono la loro attenzione.
Quindi il problema è rimasto insoluto e la materia grigia attualmente in circolazione non promette una soluzione in tempi brevi.

Il consenso informato ha valore legale di liberatoria per i medici, relativamente alle richieste di risarcimento per eventuali danni provocati alla salute del paziente dal trattamento sanitario. La liberatoria non ha valore e le richieste sono legittime per le informazioni che sono state omesse e non correttamente riportate. Perciò si verificano tristi siparietti in cui il medico snocciola quattro fogli di informative in poco più di tre secondi, mentre il paziente crede di trovarsi davanti ad un seguace di Patch Adams che improvvisa uno sketch umoristico. Però il paziente non ride. E se non ride, spesso non firma il consenso.

[modifica] Consenso scritto e verbale

Revoca del consenso informato in sala operatoria.jpg

Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento.

Medico : Quote rosso1.png Perché non ha ancora firmato il consenso? Quote rosso2.png
Paziente : Quote rosso1.png Dotto', mi avete amputato entrambe le braccia! Quote rosso2.png
Medico : Quote rosso1.png O porc... Quote rosso2.png

Il consenso deve essere scritto nei casi in cui l’esame clinico o la terapia medica possano comportare gravi conseguenze per la salute e l’incolumità della persona. Se il consenso è rifiutato, il medico ha l’obbligo di piantare tutto e chiudere le cartelle cliniche arretrate. Il consenso scritto è anche obbligatorio per legge quando si dona o si riceve sangue, si partecipa alla sperimentazione di un farmaco o negli accertamenti di un'infezione da HIV, si è sottoposti ad anestesia, trapianto del rene tra viventi, interruzione volontaria della gravidanza, rettificazione in materia di attribuzione di sesso e nella procreazione medicalmente assistita. È addirittura indispensabile in caso di mungitura della prostata.

Negli altri casi, soprattutto quando è consolidato il rapporto di fiducia tra il medico e l’ammalato, il consenso può essere solo verbale ma deve essere espresso direttamente al medico. Cioè, non si può esprimerlo a un Pinco Pallino qualsiasi, come non può essere espresso in tv da Bruno Vespa o Barbara D'Urso.

Il consenso può essere revocato in ogni momento dal paziente e, quindi, gli operatori sanitari devono assicurarsi che rimanga presente per tutta la durata del trattamento: se la cura considerata prevede più fasi diverse e separabili, la persona malata deve dare il suo consenso per ogni singola parte di cura. Per questo motivo a volte capita che il paziente dimentichi il motivo originario del suo ricovero e decida di revocare il consenso, interrompendo a metà il trattamento e costringendo i sanitari, come è capitato, a ricucirgli in fretta e furia l'appendice appena asportata.

[modifica] Delega del consenso

Consenso non informato di Altan.jpg

Un vecchietto impossibilitato a muoversi può delegare una persona di fiducia a riscuotere la pensione. Allo stesso modo il paziente può delegare qualcun altro ad intascarsi la pensione ad esprimere il consenso in sua vece. Titolare del bene giuridico tutelato è il paziente; se minore o incapace di intendere e di volere, il legale rappresentante. Il consenso dei parenti prossimi non ha alcun significato legale, a meno che la questione non venga dibattuta a Forum. In caso di minore, al medico compete la decisione clinica che va adottata tenendo in conto l’opinione dei genitori e, ove possibile, la volontà del soggetto. No, vabbe', quest'ultima frase è una cazzata, ma fa apparire il legislatore assai attento alle istanze dei minorenni e dei minorati. Nell'eventualità di urgenza e necessità, il dissenso dei genitori non deve condizionare l’operato medico. Però anche questa in effetti è una cazzata. Se vi è difformità fra la decisione del soggetto esercente la potestà (genitore o tutore) di rifiuto di cure e diritto alla vita dell’incapace, il medico, non potendosi sostituire a lui, ha il dovere di informare il giudice competente perché adotti i provvedimenti di urgenza e nel caso di impossibilità di un suo intervento, dovrà agire sulla base dello stato di necessità o del consenso presumibile di quest’ultimo. Da qualche tempo, per snellire i tempi, è consentito fare testa o croce.

Se il malato è maggiorenne ma è incapace di decidere, è il tutore legale a dovere esprimere il consenso alla cura. Ma la persona interdetta ha diritto ad essere informata e di veder presa in considerazione la sua volontà.
Minchia, quante cazzate in questo paragrafo!

[modifica] Eccezioni all'obbligo del consenso

Prostituta al lavoro.jpg

In questo caso, il consenso informato non è richiesto.

Le uniche eccezioni all’obbligo del consenso informato sono:

  • le situazioni nelle quali la persona malata ha espresso esplicitamente la volontà di non essere informata. Ciò accade con pazienti particolarmente riservati;
  • le condizioni della persona siano talmente gravi e pericolose per la sua vita da richiedere un immediato intervento di necessità e urgenza indispensabile. In questi casi si parla di consenso presunto. A patto di non avere a che fare con un aspirante suicida, che a quel punto potrebbe anche pretendere il risarcimento del danno;
  • i casi in cui si può parlare di consenso implicito, per esempio per quelle cure di routine, o per quei farmaci prescritti per una malattia nota. Si suppone, infatti, che in questo caso sia consolidata l’informazione ed il consenso relativo. Ad esempio, in caso di ripetute assunzioni di Viagra;
  • in caso di rischi che riguardano conseguenze atipiche, eccezionali ed imprevedibili di un intervento chirurgico, che possono causare ansie e timori inutili. Se, però, il malato richiede direttamente questo tipo di informazioni, il medico deve fornirle. Sono noti e documentati dei casi in cui alcune bionde temevano uno scambio di tette in occasione dell'ennesima mastoplastica addittiva;
  • i Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO). E grazie al cazzo, sono obbligatori;
  • massaggiatrici moldave, agopuntori cinesi, fattucchiere nigeriane e dentisti rumeni sono esentati dalla richiesta del consenso. A condizione che operino in regime di clandestinità.

[modifica] E adesso facciamo un bel gioco

Questo bel gioco potremmo chiamarlo "Indovina cosa ho detto" oppure "Cosa avrà voluto dire?", e consiste nell'interpretare correttamente le principali norme che regolano la pratica del consenso informato. Ecco quindi la spiegazione di direttive scritte in burocratese, ad uso anche di chi ha un livello di istruzione che va da grog a grug. Finalmente alla portata davvero di tutti.

[modifica] Codice di Deontologia Medica

Il Codice di Deontologia Medica dedica alla informazione del paziente e al consenso del paziente l'intero Capo Quarto (articoli da 33 a 38). È troppo lungo da leggere e infatti non l'ha mai letto nessuno, neppure chi l'ha scritto.

[modifica] Responsabilità degli infermieri

Il nuovo Codice Deontologico dell'Infermiere tratta di informazione e consenso in diversi articoli, nell'ottica dell'assistenza olistica alla persona. Tuttavia la maggioranza degli infermieri ritiene tuttora che il termine "olistico" non esista: effettivamente a questa oscura parola non è stato ancora attribuito un significato onnicomprensivo, insomma olistico. Rispetto al vecchio codice deontologico, che prevedeva che l'infermiere si limitasse ad eseguire le prescrizioni mediche "senza rompere i coglioni", in questa revisione viene data ampia enfasi al concetto di ascolto, prima ancora che di informazione. Cioè, l'infermiere è tenuto in primis ad ascoltare le istanze dei pazienti. Il passo successivo, che dovrebbe apparire nella prossima edizione del codice deontologico, prevederà che l'infermiere, oltre ad ascoltare, capisca una volta per tutte le istanze dei pazienti. È un percorso lungo, tortuoso e non privo di ostacoli. Gli articoli di interesse sono:

  • Articolo 20 - L'infermiere ascolta, informa, coinvolge l'assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell'esprimere le proprie scelte.
  • Traduzione - "No, non è possibile sostituire la chemio con l'Aspirina."
  • Articolo 21 - L'infermiere, rispettando le indicazioni espresse dall'assistito, ne favorisce i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, coinvolgendole nel piano di assistenza. Tiene conto della dimensione interculturale e dei bisogni assistenziali ad essa correlati.
  • Traduzione - "HO DETTO CHE NON È ORARIO DI VISITA! NON ME NE FREGA UN CAZZO SE TUO CUGINO È VENUTO APPOSTA DALL'AUSTRALIA."
  • Articolo 22 - L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione con l’assistito.
  • Traduzione - "Con tutto quello che ho da fare figurarsi se mi avanza tempo per leggere le carte. Non so niente e non voglio sapere niente, faccio quello che mi dicono e basta."
  • Articolo 23 - L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multiprofessionale e si adopera affinché l’assistito disponga di tutte le informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita.
  • Traduzione - "Io le ho fatto firmare i moduli per la privacy, che sono di mia competenza. Non è colpa mia se quel mona del medico non le ha fatto firmare il consenso informato, che è di sua competenza."
  • Articolo 24 - L’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
  • Traduzione - "Hai capito, Baluba? Tu dovere fare una colonscopia, tubo-in-culo, capito? Se tu avere capito, battere zoccolo piede due volte su pavimento."
  • Articolo 25 - L’infermiere rispetta la consapevole ed esplicita volontà dell’assistito di non essere informato sul suo stato di salute, purché la mancata informazione non sia di pericolo per sé o per gli altri.
  • Traduzione - "Cioè, ci ha fatto perdere tutto questo tempo per niente?"

[modifica] Codice deontologico dei fisioterapisti

  • Articolo 23 - La persona assistita, o colui che esercita la legale rappresentanza sullo stesso, deve essere debitamente informato della terapia consigliata prima di iniziare le cure. In questo modo egli avrà la possibilità di accettare o rifiutare la proposta terapeutica.
  • Traduzione - "Ci pensi su, ma tenga presente che un po' di massaggi non hanno mai fatto male a nessuno. Accetti, vedrà che ne terrò conto al momento di emettere la fattura. Anzi, potrei perfino dimenticarmi di emetterla."
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