Il Concilio di Nicea I è stata la più grande rissa teologica nonché caso di pazzia collettiva di tutta la storia romana tardoantica. Il concilio verteva sul fatto che una massa di ciarlatani in palandrana, altresì detti vescovi, e un gelataio col cappello da idiota, altresì detto papa, si dovevano una volta per sempre mettere l'anima in pace e decidere quale favola dottrina propinare insegnare alle genti. A scrutare il tutto come un magister iudicis miii penis vi fu l'imperatoreCostantino I, al quale sinceramente nun glie ne poteva frega' de meno di tutto ciò.
Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Concilio di Nicea I
Il concilio nasce con lo scopo di mettere a tacere tutte quelle teste calde che stavano dalla mattina alla sera a litigare su un'improbabile tipo nato il 25 dicembre da una vergine, che compì miracoli per il rotto della cuffia, racimolò 12 idioti, salvo poi essere tradito dal più coglione di questi e che morì crocifisso tre giorni prima di risorgere[1]. In particolare esistevano due fazioni, guidate da due improbabili personaggi:
Il secondo motivo per cui i prelati si erano riuniti era che di Vangeli ce n'erano troppi, e ognuno diceva una cosa diversa, con conseguente mal di testa dei fedeli che, non sapendo da che parte guardare, entravano in una specie di trans ipnotico, oppure si menavano tra loro credendo ognuno di aver ragione, mentre i pagani li guardavano e se la ridevano. Questo portò Costantino I alla decisione che 'sti dannati testi andavano scelti attraverso un'accurata ricerca dei contenuti, degli insegnamenti e delle forme, altrimenti li sceglieva lui a cazzo di cane col rischio di trovarsi Gesù Cristo figlio di Goldrake.
La riunione venne organizzata da Costantino I in una chiesada qualche parte dell'Impero Romano d'Oriente. Il Concilio è stato organizzato secondo lo schema del meeting di Rimini, cioè con tornelli e tendoni dappertutto, per far credere alla gente che non erano quattro gatti; a tal proposito si pensa anche che in realtà sia stato Sacconi a prendersi l'incarico di organizzare la manifestazione, con conseguente manipolazione delle cifre conta dei presenti. Sempre a questo proposito, si stima che i vescovi partecipanti siano stati da 250 a 320, 1800 secondo L'Osservatore Romano e Avvenire.
Recentemente ci è arrivato, insieme alla Pergamena, un verbale, proveniente dalla basilica di San Pistacchio, che rende l'idea di come poteva essersi svolta la riunione, parola per parola, eccovi il testo[2].
Presenzio di Casamia : Appello, siori appello. Ci siamo tutti? Clorentino?
Clorentino : Eccomi!
Presenzio di Casamia : Gerémia?
Gerémia : Eccomi!
Presenzio di Casamia : Costans di Mid... Med... Midnla... Midland?
Costans di Midland : Ekko, zto kvy!
Presenzio di Casamia : Costantino il pagan Grande?
Costantino I: Aoh! Ce sto... ma senti: nun la voi pianta'? Ché tanto lo so io che ce semo tutti. 'O juro!
Christostato : We, nun se jura, piccio'!
Costantino I : E portame 'n poco de rispetto che so l'imperator tuo, galileo!
Presenzio da Casamia : Calma calma, non siamo qui per litigare....
Nicola di Mira e Ario :(sottovoce) Per ora...
Presenzio da Casamia : Allora cominciamo?
Costantino I : Se ve va...
Alessandro da Alessandria : Allora.... li argumenta del dì son... la determinazione della data pasquale, la verginità di Maria... e la natura di Cristo. È quanto.
Per colpa di un tizio chiamato Eusebio di Cesarea, si arrivò alla conclusione che ogni nuovo adepto o fedele dovesse recitare in chiesa un mantra di cui non capiva neanche lui il significato, chiamato "credo niceno", che confermava tutto quello che era stato affermato nel Concilio (o quasi), definendo eretici tutti coloro che non la pensavano così e autorizzando a pestarli finché lo si ritenesse necessario.
Venne dichiarata ufficialmente la nascita virginale di Gesù, nonostante la cosa apparisse solo in un testo, ma a quanto pare gli bastò.
Ario venne pubblicamente dichiarato eretico e quindi stronzo. Fu linciato, umiliato e gli venne fatto cantare "O sole mio" in falsetto, a braccia conserte, saltellando su un piede, vestito da donna incinta.
Altre decisioni prese dal Concilio furono:
Dichiarare brutte e cattive le teorie del vescovo Melezio di Licopoli, al quale toccò la stessa sorte di Ario
Fu decisa una regola ad categoriam per il battesimo degli eretici, i quali dovevano giurare sulla propria stupidità
Si giustificarono i linciamenti di chi, durante le persecuzioni, aveva negato il cristianesimo o lo aveva leggermente criticato.
Alla fine dai vescovi furono stabiliti i seguenti dogmi canoni:
1. Proibizione dell'autocastrazione ai biondi, mori, a quelli alti più di 1,57 metri e ai fun dell'imperatore e del papa, tutti gli altri potevano pure tagliarselo, tanto non gli sarebbe dispiaciuto più di tanto.
2. Definizione di un termine minimo per l'ammissione dei neo-catecumeni nella C.H.I.E.S.A., di modo che diventasse una specie di concorso e si favorissero così i più raccomandati i più meritevoli.
7. Genuflessione verso il vescovo di Gerusalemme, con particolare attenzione nel leccargli il culo.
8. Riconoscimento dei Novaziani, altresì detti niubbi.
9.-14. Provvedimento di clemenza verso gli apostati delle persecuzioni, ma una clemenza che ammetteva l'umiliazione.
15.-16. Proibizione del trasferimento dei vescovi dalle loro città, di modo che potessero meglio gestire "i loro affari".
17. Proibizione dell'usura fra i chierici, ma incoraggiamento al sadomasochismo.
18. Precedenza di vescovi e presbiteri sui diaconi nello sbafarsi il pane azzimo la domenica.
19. Tutte le donne diacono sono da considerarsi come i laici, perché sono inferiori.
20. Proibizione di inginocchiarsi durante la liturgia della domenica e nei giorni pasquali, fino alla Pentecoste, ma dovere di fare i cagnolini del papa ogni qualvolta lo vedessero.
Subito dopo il Concilio i presenti si prostrarono all'imperatore, ballarono la giga e brindarono per il concluso successo, poi chiamarono la Croce Rossa per curare gli infortunati. Dopo questa allegra festicciola, Costantino annunciò l'unificazione della Chiesa e l'acquisto della sua nuova vasca da bagno.
[modifica]Il credo Niceno: scopiazzature e non rispetto al credo cattolico
Una comprensibilissima pergamena contenente il Simbolo Niceno e una macchia d'olio.
Prima della "riunione" ognuno poteva ripetere come un cretino il proprio credo senza che qualcuno gli dicesse niente, e ciò preoccupava molto l'imperatore perché ogni volta che si alzava la domenica gli toccava sentire dieci, cento, diecimilachiacchericci diversi la mattina, il che gli causava spesso forte emicrania. Da qui la decisione di unificare il credo e piantarla una volta per tutte con le aspirine.
Gli elementi di questo credo sono:
Gesù è descritto come Dio da Dio, luce da luce, in pratica un modo subdolo per dire che Ario meritava di averlo messo in culo per sempre, insieme agli Gnostici e compagnia.
La dottrina dice generato e non creato, sempre a proposito di Gesù, e questo è l'ennesimo modo per smerdare Ario[4].
La dottrina dell'homooùsion (vedi dopo), probabilmente dettata da Costantino, che si sentiva in quel momento in vena di cazzate.
Il terzo articolo del Simbolo Niceno è il "Credo nello Spirito Santo", ennesimo modo per discriminare gli Ariani. Tale articolo era stato generato dopo 20 anni di Concili, a dimostrazione che i preti non c'hanno proprio 'na minchia da fare, ma d'altronde anche Costantino non era da meno.
Lo stesso imperatore poi dichiarò che chiunque non accettasse questo credo avesse tutte le carte in regola per essere esiliato. A causa delle scuse espresse da Eusebio di Nicomedia e da Teognis di Nicea, e della frode che secondo Costantino perpetrarono, essi, pur avendo avallato le decisioni conciliari, vennero esiliati in Gallia, costretti a vivere di solo pane, vino e brioche. Tre mesi dopo, Ario fu messo al bando in una remota provincia dell'Illirico, la sua persona e i suoi discepoli furono bollati dalla legge con il nome di porfiriani, ovvero "Coloro che non accettano un equivalente di un decreto-legge fatto apposta per piantarla su un inutile dibattito dall'Imperatore e che meritano quindi di essere eternamente fanculizzati", i suoi scritti furono bruciati e contro chiunque ne fosse stato trovato in possesso fu prescritta con valenza retroattiva la pena capitale.
In pratica l'homooùsios non è filosofia, ma è un concetto matematico di uguaglianze e somiglianze. Infatti prima che il Concilio fosse annunciato c'era chi credeva che Gesù e Dio fossero la stessa cosa, e chi credeva che fossero diversi; ovviamente ai fedeli non importava, ma ogni scusa era buona per perdere tempo.
Gran parte della disputa riguardava la differenza fra l'esserenato o creato e l'essere generato dal Padre. Gli ariani dicevano che i due concetti erano la stessa identica cosa, i seguaci di Alessandro no, perciò la loro tattica in quella discussione fu sorridere e annuire.
Ora: logicamente si potrebbe concludere che nessuno dei due ha ragione, oppure entrambi, ma non essendo la teologia soggetta alle leggi della logica-matematica, e cioè essendo un insieme di seghe mentali, venne deciso dal Concilio la vittoria dell'homooùsios, in quanto la cosa gli sembrava più bella, anche se nessuno era stato a sentire e s'erano addormentati tutti prima. Questo si ritroverà poi nel Credo senza una plausibile spiegazione.
Gesù poco prima di sopprimere violentemente un povero agnellino pasquale per poi sbranarlo, dipinto nella chiesa di Don Bosco a Latina.
La festa della Pasqua è legata alla Pasqua ebraica, festeggiata il 14 del mese di Nissan come stabilito dal calendario ebraico del Mitico Libro del Mostro degli Spaghetti Volante.
Nonostante ciò papa Sotero, un vecchio e sconosciuto papa, decise di non far mai coincidere la Pasqua cristiana con quella ebraica, e affidò ad un gruppo di kapò il calcolo; ancora oggi l'algoritmo di calcolo della domenica della Pasqua è un mistero come la ricetta della Nutella.
« Il motivo di questa decisione era l'opposizione netta e severa al giudaismo, che aveva disonorato la Pasqua con la crocefissione del Signore. »
« ...sembrava una cosa indegna e disonorevole che nella celebrazione di questa santissima festa si dovesse seguire l'oscena pratica dei Giudei, che hanno insozzato le loro schifose mani con un peccato enorme e imperdonabile, e sono stati giustamente puniti con la cecità delle loro anime. »
Il Concilio di Nicea, dunque, non stabilì alcun criterio oggettivo per il calcolo della Pasqua, tranne uno solo: che la Pasqua non potesse mai, assolutamente e per nessun motivo al mondo essere celebrata il 14 di Nissan.
Il concilio prevedeva per il papa l'uso di una spada laser personale.
Subito dopo il Concilio le cose si appianarono, i papaboy cominciarono a starnazzare da una sola parte, i vescovi potevano farsi tranquillamente i cazzi dell'impero e i pagani potevano rosikare in santa pace.
Ovviamente questa è solo una descrizione sommaria del gran bordello ch'è successo poi. In primis: i vescovi, oramai pacificamente unificati, aprirono la più grande fabbrica d'aria fritta dell'Impero Romano d'Occidente, il Vaticano, dove, assieme a un'allegra combriccola di simpaticissimi barbari krukki, diedero vita a quel grande periodo di fioritura culturale, economica e democratica conosciuto altresì come Medioevo.
D'altro canto però bisogna ricordare l'infelice[come no] sorte di Costantino che, oramai non più necessario da questo punto di vista, si ritirò nei suoi palazzi a Costantinopoli, dove la sua discendenza verrà osannata sia come imperatore, sia come papa, a dimostrazione che la religione e la politica non c'entrano nulla l'una con l'altra, salvo poi cadere miseramente sotto le orde turche qualche secolo più tardi.
Nel corso del XVIII secolo, l'atteggiamento di alcuni illuministi nei confronti del concilio di Nicea fu improntato su posizioni critiche, evidenziando gli aspetti politici e sociali che accompagnarono il primo dei concili ecumenici.
Un illuminato storico, giudica il giudicabile con inneffabile intelligenza.
Voltaire amava giocare fra serietà e ironia: riguardo il concilio cita ad esempio l'episodio che sarebbe avvenuto della distinzione fra libri apocrifi e i(n)spirati
«I Padri del Concilio distinsero tra libri delle Scritture e apocrifi grazie ad un espediente piuttosto bizzarro: avendoli collocati alla rinfusa sull'altare vennero detti apocrifi quelli che caddero in terra.»
Come potete vedere da questa citazione, sempre di Voltaire, il quale aveva di sicuro fonti certissime[Certo, certo...], gli illuminati Vescovi del Concilio avevano i loro arguti metodi per decidere i testi sacri da quelli non.
«Hic anunciatio facta est a deretano! (trad: "Un annuncio fatto da cul'!")»
(Risposta alla missiva d'invito al Concilio di Germanico da Mosca)
Come si può già intuire da queste parole, il rapporto tra Germanico e la burocraziaecclesiastica non era quel che si dice ottima. Comunque sia, Germanico presenziò alla riunione, esponendo le sue opinioni, le quali sono principalmente: avversione contro lo gnosticismo, in particolare contro il concetto teologico del Monade e la necessità di scrivere in un modo da tutti comprensibile i documenti ufficiali, ponendo soprattutto l'attenzione sui punti e le maiuscole.
Quando andò al Concilio riuscì a far valere le sue ragioni, ma venne scomunicato in quanto il suo concetto di divinità non era in linea con il resto del gruppo.
Il primo concilio ha assunto una certa notorietà nel 2003, grazie al romanzo di Dan Brown "Il codice da Vinci". Nel romanzo si sostiene che "fino a quel momento, Gesù era visto come un profeta mortale dai suoi seguaci ... un grande e potente uomo, ma sempre un uomo. Un mortale. La sua definizione come "il figlio di Dio" fu ufficialmente proposta e votata al concilio di Nicea. " Il romanzo afferma quindi che la divinità di Gesù è stata ottenuta dopo una votazione al concilio, con un margine stretto, e che Costantino avrebbe condizionato il voto per consolidare il suo potere."
In realtà le affermazioni del romanzo non sono accettate da alcuno storico serio, che può citare come la divinità di Gesù sia affermata dagli apostoli quasi subito dopo la sua morte. Anche uno storico latino come Plinio il Giovane, parlando dei cristiani, afferma che "cantano un inno a Cristo come ad un dio".
La visione più comune degli storici è che Costantino convocò il concilio per risolvere la disputa su Gesù, se fosse "fatto" (cioè creato) o "generato", e non ci furono votazioni, ma piuttosto una discussione, per redigere un "Credo", che fu infine firmato da tutti i partecipanti tranne due.
Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?
Il concilio è stato definito da parecchi storici "Una discussione accesa con toni seri e con parole definibili concrete e lusinghiere, che aveva come punto centrale il rendere la fuffa ancora più inutile"
Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
^Questa almeno è la versione ufficiale: nei Vangeli apocrifi costui non sarebbe stato crocefisso, avrebbe avuto 2 fratelli e un'amante e avrebbe condotto un'infanzia di merda a genuflettersi presso un tempio di una divinità pagana.
^Ovviamete nessuno vi promette che questi siano i nomi e i fatti veri al 100%, ma in fondo che ci si poteva aspettare da gente che crede agli zombye-rambo, figli dell'uomo invisibile?
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