Classificazione dei clienti del benzinaio

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~ Benzinaio alla fine del turno di lavoro

Luoghi dimenticati da Dio.
Lande selvagge in cui vige la legge del più forte.
Microcosmi che pullulano di una fauna ringhiante e spietata.
Questo sono i distributori di benzina.
Fare il pieno e riuscire a sopravvivere per raccontarlo? Pura utopia, fino a ieri. Ma da oggi una rinnovata speranza riscalda il cuore dell'uomo contemporaneo: la Classificazione dei clienti del benzinaio, un pratico manuale di sopravvivenza redatto dalle migliori menti dell'autogrill di Roncobilaccio Ovest.
Di seguito sono elencate le principali specie animali da cui guardarsi nel malaugurato caso di una sosta in una stazione di servizio.

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Articolo della Settimana
dal 22 ottobre 2012 al 29 ottobre 2012.

[modifica] I clienti

[modifica] Il tizio al telefono

Macchine in coda davanti a distributore.jpg

La causa di questa coda? Un tizio al telefono, naturalmente!

Il tizio al telefono è la nemesi per eccellenza del benzinaio. Sotto questa denominazione si cela una variegata gamma di esemplari umani: uomini d'affari, massaie, pensionati, chiunque può trasformarsi in un tizio al telefono, a patto che sia dotato di:

Il suo modus operandi consiste nell'occupare una piazzola di rifornimento, nell'incollarsi un cellulare all'orecchio e nel cominciare a ripetere a intervalli di dieci secondi la seguente litania:

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«Sì, certo, mi rendo conto, sì, sì, ma io sono il primo a dirlo, certo, guarda ci sentiamo domani, ti mando tutto via mail, sì ciao, anche tu, stammi bene, ciao...»

Il tutto accompagnato da vigorosi cenni del capo e da sguardi infastiditi al benzinaio, che si sta sbracciando nel disperato tentativo di attirare la sua attenzione. Gli altri automobilisti in coda, nel frattempo, stanno prendendo accordi con la mafia giapponese per farlo assassinare.
In alcuni casi il tizio al telefono, pur di rompere i coglioni, si mette a chiacchierare col cellulare spento. È a quel punto che il benzinaio, rassegnato, decide di stanarlo dando fuoco alla macchina.

[modifica] Il vecchietto in cerca di attenzione

Il vecchietto in cerca di attenzione è tra le specie più diffuse e letali. Evoluzione automobilistica del vecchietto che ha bisogno di parlare con qualcuno, questo amabile esemplare di matusa ha eletto il distributore a personale riserva di caccia.
Il vecchietto in cerca di attenzione si presenta al distributore alle sette e mezza in punto, di ritorno dal fornaio (dove ogni giorno va a comprare del pane che poi butta via in quanto troppo duro). Dopo aver fatto cinque euro di benzina, occupazione che lo impegna fino alle nove e mezza, passa tutto il resto della mattinata a cercare di attaccare bottone con il benzinaio, i clienti o, se nessun altro risponde ai suoi approcci, con il compressore dell'aria.
È facilmente riconoscibile per la coppola in testa, le bretelle e la logorrea che, in coppia con un principio di Alzheimer, lo spinge a ripetere cinque volte ogni frase.

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Donne e rifornimenti di benzina, due cose che difficilmente si conciliano.

[modifica] La signora che non sa se ha la macchina a benzina o gasolio

Capello cotonato, età variabile tra i trenta e i sessantacinque anni, ignoranza assoluta su qualsivoglia particolare tecnico della sua vettura (che di solito è un SUV giapponese), la signora che non sa se ha la macchina a benzina o gasolio è la causa primaria di esaurimenti nervosi tra i benzinai.
Celeberrima è la sua risposta alla domanda «Benzina o gasolio?»:

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«Cosa vuole che ne sappia io? Non è mica il mio lavoro!»

Pur di scoprire se la macchina va a benzina o gasolio, questa cliente telefona al marito, ai parenti, alle amiche, al parroco e talvolta chiede l'aiuto del pubblico. Se tutto questo non basta, ordina imperiosa al benzinaio:

- Signora: “Abbiamo perso fin troppo tempo. Lecchi il tappo e lo scoprirà!”
- Benzinaio: “Ma la benzina è nociva, signora!”
- Signora: “Beh, se è fortunato leccherà del gasolio.”

Due ore dopo aver fatto rifornimento, telefona al benzinaio incazzata nera, accusandolo di aver messo il carburante sbagliato, perché la macchina va pianissimo e si sente puzza di bruciato. Un esame approfondito rivelerà poi che la signora ha dimenticato di togliere il freno a mano.

[modifica] L'arraffone

Uomo tiene in mano tante pistole di benzina.jpg

In mancanza di meglio, il vero arraffone sgraffigna le pistole della benzina.

Altrimenti detto Lo spazzino delle stazioni di servizio, l'arraffone è quel particolare cliente che ha sacrificato la sua vita a una sola causa: spogliare il benzinaio di turno di ogni bene terreno, mutande incluse. Solitamente l'arraffone, dopo aver speso in carburante una cifra micragnosa, si guarda attorno per accertarsi che nessuno sia in ascolto e con fare da cospiratore sussurra nell'orecchio del benzinaio:

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«Avete una penna? Un bloc notes? Un portachiavi? Un berretto? Una sciarpa? Un giubbotto? Quindici litri di olio motore? Un coprisedile? Un TomTom? Una Lamborghini Murciélago?»

È importante sottolineare che in ogni caso l'arraffone non sarà soddisfatto, in quanto:

  • se il benzinaio non gli regala nulla, esclamerà offeso: «Io vengo qui tutti i giorni e voi non mi date niente in omaggio? Non mi vedrete più!»
  • se il benzinaio gli regala qualcosa, esclamerà offeso: «Tutto qui? E io che vengo qui tutti i giorni! Non mi vedrete più!»

In realtà il giorno dopo, dimentico delle proprie parole, sarà di nuovo là a chiedere gadget.
Un recente studio ha dimostrato che un vero arraffone, in tempo di omaggi natalizi, è in grado di andare a fare benzina nello stesso distributore anche venti volte in un giorno.

[modifica] Il sommelier

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«Sapore corposo, profumo intenso, colore torbido. Non c'è alcun dubbio: questo è un diesel prodotto in Arabia Saudita nel 1973!»

Vero e proprio degustatore di carburanti, il sommelier pretende di ordinare alla carta. Il suo tormentone è:

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«Quanti ottani ha questa benzina?»

Non è raro che si informi sulle specifiche tecniche della V-Power o del Blu Diesel, o che, davanti a uno sbalordito benzinaio, estragga di tasca un flûte e richieda un assaggio.
I sommelier più raffinati sono in grado di stabilire dopo un semplice esame papillifero, se un carburante è stato addittivato con oli sintetici e in quale percentuale. Per arrivare a questi livelli servono tuttavia anni di gavetta e un'assidua frequentazione del Reparto Gastroenterologia.

[modifica] Il tizio che vuole il resto come dice lui

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«Allora, mi dia cinquanta euro così suddivise: una banconota da venti, due banconote da dieci e cinque monete da due euro, grazie.»
Il tizio che vuole il resto come dice lui è il cliente che fa dieci euro e al momento di pagare estrae dal portafoglio una banconota da cinquecento. Il benzinaio, dopo averlo mandato affanculo telepaticamente, prende una carriola e inizia a riempirla con una quantità di denaro sufficiente a ripianare il debito greco.
Il tizio che vuole il resto come dice lui però non ci sta: vuole solo banconote da cento, non sgualcite, senza macchie e scarabocchi e possibilmente stampate nel 2008.
Se il benzinaio dice di non averne, risponde con un laconico: «Posso aspettare.» E si mette là, a braccia conserte, in attesa.
Gli esemplari più insistenti arrivano a seguire il benzinaio a casa pur di farsi cambiare i soldi.
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Il sospettoso va sempre a fare benzina in compagnia di uno stuolo di avvocati.

[modifica] Il sospettoso

Appassionato di complottismo e grandi intrighi internazionali, il sospettoso ha saputo da fonti affidabilissime che i benzinai sono una casta di speculatori assoggettati alle lobbies plutocratiche. Se ti affidi a un benzinaio, puoi star certo che ti piscerà nella vaschetta del radiatore, ti venderà carburante annacquato e forse ti aspirerà pure quello che hai già in serbatoio. È tutto provato!

Per questo motivo, quando il sospettoso va a fare benzina perde dieci minuti a guardare il display della pompa per sincerarsi che il prezzo al litro sia corretto, e altri dieci a guardare in cagnesco il benzinaio, reo secondo lui di volergli rubare la radio, le spazzole tergicristallo e i cerchioni delle ruote. A volte lo riprende con una videocamera, in modo da poterlo denunciare in caso di illeciti.
Tornato a casa, trascorre la serata in complicati calcoli algebrici al fine di stabilire se i litri pagati corrispondono a quelli erogati e finalmente si addormenta sereno.

[modifica] Il frignone

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«Stai attento a non rigarmi la macchina con la canna perché l'ultima volta che ho fatto benzina qui poi ho trovato sulla carrozzeria due graffi di ventidue millimetri che PRIMA NON C'ERANO!»
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«Sono assolutamente sicuro che prima di venire a fare il pieno da voi la macchina non avesse neanche un graffio!»

Evoluzione del sospettoso, il frignone è fermamente convinto che il benzinaio sia il responsabile morale e penale di ogni danno, imperfezione, rottura o malfunzionamento del suo veicolo. Si rompe il carburatore? È colpa del benzinaio. Scoppia una gomma? È colpa del benzinaio. Un piccione gli smerda il parabrezza? È colpa del benzinaio.

Il frignone porta sempre con sé un libricino in cui annota i danni subiti, e almeno un paio di fatture del meccanico/carrozziere/elettrauto di cui pretende il rimborso.

[modifica] Il meteorologo mancato

Alfiere della banalità, il meteorologo mancato ha due sole occupazioni nella vita: guardare le previsioni del tempo e andare a riferirle al benzinaio.
Solitamente arriva, fa venti euro e, non appena il benzinaio si distrae un attimo, gli piomba alle spalle da vero rapace urlando:

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«Hanno previsto pioggia per domani, ma io non ci credo. Secondo me ci sarà un bel venticello e una temperatura attorno ai 22-25°.»

È infatti da sottolineare che il meteorologo mancato, forse per un latente sentimento di invidia nei confronti del colonnello Giuliacci, non è mai d'accordo con i dati Epson Meteo.
Al benzinaio, per evitare di perire sotto quel diluvio di retorica, non resta che chiudersi la mano dentro alla portiera (anche più volte) e poi allontanarsi con la scusa di dover andare in ospedale.

Camper contro pompa di benzina.jpg

L'anarchico è famoso per il suo stile di parcheggio sportivo.

[modifica] L'anarchico

L'anarchico ha ingaggiato una personalissima battaglia contro il codice della strada, battaglia poi vinta per sfinimento dell'avversario. Quando arriva in un distributore entra rigorosamente contromano e a volte pure in retromarcia. Così, tanto per fare l'alternativo.
Dopo aver superato in gimcana tutti gli altri automobilisti che aspettavano il proprio turno, provvede a parcheggiare. Ovviamente storto, e ovviamente con il serbatoio sul lato opposto rispetto alla pompa, dimodoché il benzinaio per arrivarci è costretto ad allungare il tubo, tra sforzi disumani e bestemmie agghiaccianti. È solo dopo che il pover uomo ha riavvolto il tubo e si è accasciato sulla colonnina colto da infarto che l'anarchico chiede:

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«Ci arriva o vuole che sposti la macchina?»

[modifica] Lo straniero

Qui è opportuno operare delle sottoclassificazioni:

[modifica] Il cinese

Il cinese arriva su un furgoncino in cui sono stipati illegalmente cinquanta connazionali, fa il pieno, paga in contanti e in tutto dice tre parole.

Tre neri su un auto.jpg

I gangsta nigga non vanno mai al distributore, perché quando finiscono la benzina rubano un'altra auto.

[modifica] L'africano

L'africano arriva su una Punto tenuta insieme col fil di ferro, fa cinque euro, paga in monetine e se il benzinaio non sgocciola bene la pistola inizia a urlare: «Razzista, ce l'hai con me perché sono nero!»

[modifica] Il tedesco

Il tedesco fa il pieno, chiacchiera in un ottimo italiano e lascia sempre la mancia.

[modifica] Il francese

Il francese fa il pieno, chiacchiera in un ottimo italiano e, da bravo mangiarane snob, non lascia mai la mancia.

[modifica] L'inglese

L'inglese entra contromano.

[modifica] Il rumeno

Il rumeno arriva su una BMW di dubbia provenienza e se il benzinaio lo guarda male, o semplicemente lo guarda, gli buca la pancia.

[modifica] Il tizio che vuole fare da solo

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Il tizio che vuole fare da solo a volte va a procurarsi la benzina direttamente in Kuwait.

Il tizio che vuole fare da solo è la personificazione della taccagneria. Balza subito all'occhio perché ha la simpatica usanza di fare quattro o cinque volte il giro dell'impianto alla ricerca della pompa self service. Se la trova, si arrangia e il pericolo si può dire scampato.
Se la pompa self service non c'è, le cose iniziano a peggiorare: il tizio che vuol fare da solo comincerà a sbraitare contro la categoria dei benzinai, a parer suo dei maledetti affamatori che costringono la povera gente a pagare il servizio, e prometterà di rivolgersi al più presto al Codacons, ai Carabinieri, all'Esercito e all'ONU.
I guai peggiori si hanno però se il benzinaio si offre di aiutarlo: il cliente lo guarderà con odio per una buona mezz'ora, prima di sibilare altezzoso:

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«E chi mi assicura che lei è davvero un benzinaio e non un impostore?»

Se il benzinaio porta la barba il tizio che vuole fare da solo cerca di strappargliela, per accertarsi che non sia posticcia. Accetta l'aiuto del benzinaio solo se il distributore non prevede alcuna differenza di prezzo tra self service e servito. In quel caso gli schiaffa la pistola in mano dicendo: «Toh, fai tu!»

[modifica] Il tizio che non sa fare da solo

Se da una parte c'è il tizio che vuole fare da solo, dall'altra c'è il tizio che non sa fare da solo. Costui si aggira in stato confusionale tra le colonnine, con in faccia un'espressione da vitellino condotto al macello. Ferma chiunque incontri sul suo cammino, lo strattona per una manica e con fare implorante mormora: «Scusi, lei... per caso potrebbe aiutarmi a fare benzina? Non sono capace!»
Ciò detto, scoppia in lacrime, allo stesso tempo umiliato per la propria inettitudine e felice di essersi tolto un peso.

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Quando un tizio che non sa fare da solo prende l'iniziativa può succedere questo.

Quando trova un benzinaio, lo bacia e lo abbraccia con trasporto, esclamando: «Mio salvatore!» Dopodiché, mentre il benzinaio lo serve, prende diligentemente appunti, in modo da potersi arrangiare la volta successiva. Cosa che non avverrà, perché il tizio che non sa fare da solo ha il cervello di un criceto. Un criceto stupido, tra l'altro.

[modifica] L'indeciso

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«Aspetta che guardo quanto ho in tasca... fammi venti euro, dai... no, aspetta, fammi il pieno... anzi no, fermati a cinquanta... però forse cinquanta non ci stanno, fai il pieno però fermati prima di trenta... senti, lascia stare, fammi cinquanta! SESSANTA! OTTANTA! PIENO! VENTI! TRENTASETTE!»

Unico nel panorama faunistico dei distributori, l'indeciso è a sua volta una vittima, lacerato com'è da interrogativi destinati a non trovare mai risposta.
Egli sa che deve fare benzina, ma non sa quanta: se ne fa troppa, c'è il rischio che trabocchi dal serbatoio, il che sarebbe uno spreco.
Viceversa, se ne fa troppo poca, potrebbe trovarsi a piedi in mezzo alla strada. Peggio ancora, sarebbe costretto a fermarsi in un altro distributore, e il calvario avrebbe di nuovo inizio!

Basta l'innocua frase «Quanto facciamo?» per gettarlo nella disperazione più nera: l'indeciso inizia ad accusare ipersudorazione, aritmia, perdita di equilibrio e incapacità fonetiche. Nell'80% dei casi, rimonta in macchina e scappa via. Nel restante 20%, è talmente confuso che scappa via con la macchina di un altro.

[modifica] L'uomo tanica

Raduno di persone al distributore.jpg

Gli uomini tanica non disdegnano di darsi appuntamento al distributore per fare rifornimento tutti assieme.

L'uomo tanica è un cliente apparentemente inoffensivo che scende dall'auto e pronuncia cinque, semplici parole:

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«Ho delle taniche da riempire.»

Il benzinaio, che ha già capito cosa lo aspetta, inizia a sudare freddo. Nel frattempo l'uomo tanica, che a differenza degli altri mortali è esentato dall'obbedire alle leggi della fisica, riesce nell'impresa di estrarre una ventina di taniche dal suo veicolo, che di solito è una Smart o una Graziella.
Nota bene: per taniche si intende qualunque recipiente più o meno atto a contenere corpi liquidi. In questa macrocategoria rientrano quindi bottiglie di plastica, fustini di detersivo, lattine, bicchieri, barattoli e boccali sgraffignati all'Oktoberfest.
Non è raro che l'uomo tanica si faccia riempire di benzina anche le tasche del cappotto e l'abitacolo della macchina.

[modifica] Quello che vuole una lavata ai vetri

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Più che una lavata, servirebbe un esorcismo.

Quello che vuole una lavata ai vetri è uno sfortunato cliente che durante il tragitto casa - distributore è stato bersagliato da uno stormo di pterodattili con la diarrea. Risultato, si ritrova a guidare un enorme stronzo a ruote. Il benzinaio, dopo aver provato con lo spazzolone e averlo visto risucchiato in quel mare magnum di merda, va nella rimessa e ne esce con un badile. A sua discrezione lo userà poi per pulire l'auto o spaccare la testa al cliente.

[modifica] Quello che vuole una controllatina all'olio

Quello che vuole una controllatina all'olio ha la straordinaria capacità di comparire solo se il distributore:

  • è pieno di clienti;
  • sta per chiudere;
  • è senza tettoia ed è in corso un nubifragio.

Ovviamente non si accontenta di una controllatina veloce. No, sarebbe troppo semplice e indolore. Questo cliente pretende che il benzinaio gli elenchi tutti i tipi di olio motore presenti in magazzino, suddivisi in base al costo, alle prestazioni e all'indice di viscosità. Pretende anche che l'olio sia versato con un imbuto, e accompagna l'operazione strillando isterico:

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«Ancora un goccio... ancora... ancora... un altro po'... BASTA! HO DETTO BASTA! ADESSO È TROPPO! VADA A PRENDERE UNA POMPETTA E ASPIRI L'OLIO IN ECCESSO!»

In genere il benzinaio lo spinge con l'inganno a guardare dentro il motore e gli cala con forza il cofano sul cranio.

[modifica] Quello che vuole una controllatina alle gomme

Parente stretto dei due casi precedenti, quello che vuole una controllatina alle gomme in realtà non ha affatto bisogno di controllarle. Le sue gomme sono sempre gonfiate alla giusta pressione e non hanno alcun difetto.
Ciononostante, segue le operazioni del benzinaio divorandosi le unghie dall'apprensione:

- Cliente: “Allora? Erano sgonfie?”
- Benzinaio: “(non volendo deluderlo) Sì, beh... l'anteriore destra era un po' giù...”
- Cliente: “Lo sapevo! Avevo sentito che in curva la macchina tirava da un lato!”

[modifica] L'impaziente

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Un impaziente si scaglia su un automobilista che ha perso tempo a cambiare frequenza alla radio.

L'impaziente suona il clacson. Sempre. Perché non ha tempo da perdere. Ha da fare, lui. Probabilmente andare in un altro distributore a suonare il clacson.
Ma non si limita a quello: se la macchina davanti a lui ci mette troppo a lasciar libera la pompa della benzina l'impaziente sbraita sputazzando sul cruscotto, sbatte la testa sul volante, dilania coi denti la cintura di sicurezza, si strappa la camicia a mani nude, apre il finestrino e inizia a ripetere:

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«E allora? Eh? Ci muoviamo? Che io ho fretta. Facciam notte? Eh? Oh? Allora?»

L'impaziente inizia a suonare il clacson un chilometro e mezzo prima di arrivare al distributore, per avvertire la gente di spicciarsi; spesso lo suona anche mentre sta facendo benzina lui. Così, per tenersi in allenamento.
Ha talmente fretta che a volte parte con la pistola ancora attaccata e il benzinaio aggrappato ai tergicristalli.

[modifica] L'ex benzinaio

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Melchiorre Sfruculioni, il benzinaio più vecchio (e cuozzo) d'Italia. Aprì la sua attività nel 1932, quando la benzina costava venti lire al litro e veniva data come calmante ai bambini iperattivi.

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«Io ho fatto questo lavoro per quarant'anni, sai? E ai miei tempi non usavamo i litri. NO! Usavamo i galloni! E altro che 'ste pompe automatiche di oggi! Il pieno lo facevamo a occhio, e guai a sbagliare!»

L'ex benzinaio è una presenza fissa e inquietante nei distributori. Passa le sue giornate a importunare i colleghi più giovani, ricordando loro che ai suoi tempi era tutto diverso, anche se magari è andato in pensione il giorno prima. A perenne memoria del suo glorioso passato indossa sempre un cappellino con il marchio della sua vecchia compagnia petrolifera e una tuta sporca di grasso (la stessa che ha usato in quarant'anni di lavoro).

Ogni benzinaio che va in pensione si trasforma in un ex benzinaio, sempre che non venga stroncato prima da un'intossicazione da benzina o falciato da un patentando che non sa dov'è il pedale del freno.

[modifica] Il timbratore ossessivo-compulsivo

Il timbratore ossessivo-compulsivo è quel cliente che arriva con un tir carico di schede carburanti e chiede di poter fare un paio di timbri. Opporsi alla sua richiesta è completamente inutile, visto che il timbratore non contempla nessun'altra risposta all'infuori del sì.
Dopo aver timbrato le schede arretrate dal 1988 ad oggi, il timbratore agguanta il benzinaio per il bavero e lo costringe a compilarle tutte. Va da sé che le firme devono essere una diversa dall'altra, per fregare quei coglioni della Guardia di Finanza.

Finalmente soddisfatto, il timbratore se ne va, mentre il benzinaio, stremato dalla prova calligrafica, dovrà sottoporsi a un delicato e dolorississimo trapianto di tendine.

[modifica] L'orgoglioso

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Talvolta l'orgoglio può sfociare in vero e proprio amore carnale.

L'orgoglioso è quel cliente profondamente innamorato della propria macchina, sia essa un'Audi da cinquantamila euro o una Tempra priva di servosterzo, sedili e portiere.
Ha la fastidiosa abitudine di fermarsi al distributore esclusivamente per parlare della sua auto per ore intere, a volte senza nemmeno prendere fiato, tanto che l'unico modo per zittirlo è infilargli in bocca la pistola della benzina. Se il benzinaio non gli presta la dovuta attenzione lo rapisce e lo costringe a un giro di prova:

- Orgoglioso: “Guarda qua che lusso! Sedili riscaldati, interni in pelle, fari al led, chiusura centralizzata. Dove la trovi una macchina così? DOVE?”
- Benzinaio: “Hai ragione ma ti prego, lasciami andare! Sono quattro giorni che giriamo!”

Quando però si imbatte in una macchina identica alla sua è divorato dalla rivalità: l'orgoglioso va dal proprietario dell'auto e lo incalza con una serie di domande tecniche atte a dimostrare la superiorità del suo modello. Se non ottiene soddisfazione, ricorre a una soluzione estrema:

- Orgoglioso: “Beh complimenti, hai comprato proprio una bella macchina. Peccato per quel fanalino rotto...”
- Automobilista: “Quale fanalino rotto?”
- Orgoglioso: “QUESTO! (sfascia il fanale con un calcio)”

[modifica] Il metanista

Tizio piscia nel serbatoio di un'automobile.jpg

Il metanista è sempre pronto a sperimentare carburanti alternativi.

Simile all'orgoglioso ma ancor più selettivo, il metanista passerebbe ore e ore a parlare della sua auto a metano. E in effetti è quello che fa.
Il suo esordio è sempre lo stesso:

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«Oh, ma sai quanto risparmio io con la Panda a metano?»

Se il benzinaio non si allontana in tempo, lo inchioda al muro e inizia a elencare dettagliatamente i motivi che fanno della sua macchina il mezzo più economico, confortevole, affidabile, sicuro e sensuale mai concepito da essere umano.
Vagamente fazioso, non riesce ad ammettere che il metano ha anche alcuni difetti, tra cui la poca autonomia o le scarse prestazioni in montagna, che fanno sì che per andare avanti sia necessario mettere la prima e far scendere tutti i passeggeri.

L'unico modo per sfuggire dalle grinfie di un metanista è dirgli: «Sai che oggi ho visto un Hummer a benzina che faceva venti metri con un litro?» Attenzione, però: lo shock potrebbe ucciderlo.

[modifica] Il camionista che chiede informazioni stradali

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I camionisti non disdegnano di bivaccare nei pressi delle stazioni di servizio, dove si esibiscono in spettacolari abluzioni mattutine con l'Amaro Montenegro.

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«Io cerkare Viale dell'Industria, tu puole aiutare, sì?»

Il camionista che chiede informazioni stradali ha un accento incomprensibile e si esprime a gesti, il che lo identifica come proveniente dai paesi dell'Est. O dalla Calabria.
Guida abitualmente bisarche, semiarticolati e altri mezzi pesanti che, come ci ricorda quel lussurioso di Freud, non sono altro che goffi e malcelati sostituti fallici. La sua specialità è causare chilometri di coda incastrandosi nel piazzale del distributore. L'incresciosa situazione verrà risolta alcune ore dopo da un team di meccanici che provvederanno a smontare il camion e a rimontarlo in strada.
Tra i suoi tratti distintivi secondari, ricordiamo:

[modifica] Il tizio a cui non funziona il bancomat

Uomo arrabbiato mangia carta di credito.jpg

Una reazione comprensibile.

Il tizio a cui non funziona il bancomat scende dall'auto con tracotanza e ordina il pieno. Al momento di pagare il conto, però, il suo bancomat non vuol saperne di funzionare e si trincera dietro alle enigmatiche frasi di rito: Transazione rifiutata, Disponibilità insufficiente e Sei a secco, barbone!
Questo tipo di cliente è solito reagire con stizza:

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«Non è possibile! L'ho usato dieci minuti fa per pagare un conto di ventimila euro e i soldi c'erano!»

Al fastidio subentra poi la vergogna: presi dal panico, alcuni tra i tizi a cui non funziona il bancomat tentano di restituire il carburante appena acquistato aspirandolo con una canna o forando il serbatoio con un martello pneumatico.
A volte il bancomat funziona ma è il cliente ad aver dimenticato il PIN. Per ricordarselo prova a prendere a capocciate il parabrezza, con l'unico risultato di abbassare di diversi punti un QI già deficitario in partenza.

[modifica] L'aristocratico

L'aristocratico arriva in Porsche, Ferrari o Maserati, guida indossando guanti bianchi e ghette e ha la simpatica abitudine di guardare il benzinaio con la stessa benevolenza con cui una persona normale guarderebbe un antiestetico pezzettino di stronzo di cane finito sul proprio spazzolino da denti. L'aristocratico non apre bocca, perché sarebbe disdicevole rivolgere la parola a un rappresentante delle classi inferiori, e si limita un unico, elegante gesto della mano che potrebbe voler dire qualunque cosa, da «Mi faccia il pieno» a «Non mi è ancora andata giù quella fastidiosa Rivoluzione Francese».
Da bravo nobile, non maneggia i soldi e delega l'ingrato compito al suo maggiordomo in livrea, seduto sul sedile passeggero. A volte va via senza pagare e alle proteste del benzinaio esclama indignato: «Ma come! Vi onoro con la mia presenza e pretendete addirittura che paghi il conto? Inaudito!»

Briatore scende dalla sua macchina.jpg

L'industrialotto guida con una mano fuori dal finestrino in modo che tutti possano vedere il suo cronografo da ventimila euro. A volte, per bullarsi ulteriormente, ne porta al polso due o tre.

[modifica] L'industrialotto

L'industrialotto è il borghese arricchito, il self made man che si è costruito da solo. Tenendo il libretto di istruzioni alla rovescia.
Ha iniziato a lavorare presto, di solito a cinque anni, sacrificando così all'altare del successo faccenduole secondarie quali l'istruzione (non ha la licenza media e forse neanche la patente), il bon ton e le più elementari regole di igiene personale. Come l'aristocratico si presenta al distributore in Porsche, ma senza avere un'unghia della sua dignità. La sua battuta d'approccio è:

- Industrialotto: “Buongiorno, poveraccio! Quanto costa qua?”
- Benzinaio: “La benzina? 1,720 al litro...”
- Industrialotto: “Non la benzina, tutta la baracca. (Indica con un dito la stazione di servizio)”

L'industrialotto è riconoscibile per la sua classe innata. Tra i suoi comportamenti tipo:

  • inveire come uno scaricatore di porto;
  • scaracchiare per terra;
  • grattarsi lo scroto e annusarsi la mano;
  • prendere a pizzoni il benzinaio se questi non gli dà i tre centesimi di resto che gli spettano di diritto.

[modifica] L'uomo terrorizzato dal mondo esterno

Auto anti-zombie.jpg

Il mondo esterno è una giungla e non bisogna lasciarsi trovare impreparati.

L'uomo terrorizzato dal mondo esterno soffre evidentemente di agorafobia e ipocondria, tanto da ridursi a vivere nel confortevole e rassicurante abitacolo della propria auto. È convinto che il benzinaio sia uno stupratore seriale affetto da tutte le malattie veneree conosciute e non. Pertanto ne rifugge il contatto fisico e comunica con lui a gesti, e solo dopo essersi assicurato di avere il finestrino ben chiuso, il bloccoportiere inserito e una Beretta col colpo in canna a portata di mano.
Questo cliente va regolarmente nel panico al momento di pagare. Per evitare che il benzinaio gli passi la gonorrea o la peste suina, indossa guanti in lattice sterilizzati, a cui accompagna una maschera antigas, per cautelarsi contro l'aria nociva del mondo esterno. Così bardato, è finalmente pronto ad alzare il finestrino di quei tre millimetri che gli sono sufficienti per gettare fuori le banconote. Per evitare che il contatto fisico si prolunghi, richiude subito e rinuncia ad avere il resto.
A volte pretende di pagare con il bancomat. Via fax.

L'uomo terrorizzato dal mondo esterno vive in uno stato di perenne tensione, perciò è importante evitare di fare movimenti bruschi in sua presenza. Il benzinaio non deve mai offrirsi di lavargli i vetri perché il cliente, scambiando il gesto per un tentativo di aggressione, reagirebbe sparando all'impazzata attraverso il cruscotto o stirando l'incauto benzinaio.

[modifica] Voci correlate

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in data 22 aprile 2013
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