Clamoroso al Cibali

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Sandro ciotti clamoroso al Cibali.jpg

Sandro Ciotti, in preda allo sgomento, pronuncia la storica frase.

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Helenio Herrera si porta via i due palloni dei gol subiti, per mangiarseli come promesso.

Clamoroso al Cibali è una celebre frase pronunciata dal radiocronista italiano Sandro Ciotti il 4 giugno 1961 (durante la trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto) per commentare uno degli episodi più sorprendenti della storia del calcio italiano: la vittoria del Catania sull'Inter per 2-0 allo stadio Cibali.
Trattandosi dell'Inter la cosa oggi non ci sorprende, però ci fu un tempo in cui era una squadra davvero temibile, incontrandola avevi la stessa probabilità di vincere che ha oggi la Nazionale di calcio di San Marino su quella spagnola.
La vittoria dei nerazzurri era quotata 0.000000083, puntando 200 milioni di lire potevi vincere un pacchetto di Big Babol o un supplì in rosticceria.
Alla guida della squadra milanese c'era Helenio Herrera, detto il Mago perché prima di ogni incontro comperava 3 kg di tarocchi.
Allenatore del Catania era invece Di Bella, che aveva maggiori possibilità di sconfiggere il cancro che l'Inter.
Le loro dichiarazioni alla vigilia della partita scatenarono reazioni contrastanti:

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«Inter vinserà esta partida porché è muy fasile, se no capita esto me magno el balòn!!»
(Uno spavaldo Helenio Herrera.)
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«...mater Dei, ora pro nobis peccatoribus..»
(Un religioso Carmelo Di Bella.)

Sandro Ciotti prima di questa partita aveva una tonalità vocale da mezzo soprano, a forza di gridare "Clamoroso al Cibali" arrivò ad avere quella che l'ha caratterizzato successivamente, ossia somigliante al rumore di un'Alfasud fuori carburazione. La frase è poi entrata a far parte della terminologia calcistica per indicare un risultato a sorpresa, in cui a prevalere è la squadra sfavorita.

[modifica] Il contesto

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Sebastiano Pattavina - Il più anziano puparo vivente all'epoca dei fatti.

In certi casi la statistica può essere davvero spietata. A quanto risultava, dagli archivi dei giornali, il Catania non aveva mai vinto con l'Inter, ci si affidò al patrimonio orale dei cuntastori. Secondo Sebastiano Pattavina, il più anziano dei pupari viventi, anche spulciando nel ciclo carolingio non si aveva menzione di precedenti a favore dei catanesi.
Il risultato della partita sembrava già scritto in partenza, ma i giocatori del Catania non avevano dimenticato la partita di andata, conclusasi sul 5-0 con quattro autoreti dei giocatori etnei, tre espulsi, sei ammoniti, venti minuti di pernacchie e Di Bella in preda a una crisi di pianto che si protrasse per due settimane. La cosa che più li aveva inalberati fu la dichiarazione di Herrera a fine partita:

Quote rosso1.png Sono una squadra di postelegrafonici! Quote rosso2.png

~ Dichiarazione di Herrera, riportata sul giornale sportivo catanese Elefantino & Fottebbol.

La partita Catania-Inter si giocò all'ultima giornata del campionato di serie A 1960-1961, con l'Inter seconda in classifica a due punti dalla Juventus capolista, ma con una partita da recuperare (proprio contro la Juventus) e pertanto ancora in corsa per lo scudetto. Il Catania era tranquillamente assestato a metà classifica, la notte prima la squadra aveva festeggiato fino all'alba al Zibbibbu liccu, una balera-enoteca-mignotteca nei pressi di Agrigento.

[modifica] Le formazioni iniziali

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La squadra del Catania stagione 1960-61.

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La squadra dell'Inter stagione 1960-61.

[modifica] Il Catania

Il Catania per non subire un'altra umiliazione, che avrebbe condotto l'allenatore alla forca, schierava un prudente 4-5-1.

  • Gaspari
  • Michelotti, Corti, Giavara, Grani
  • Ferretti, Biagini, Prenna, Castellazzi, Morelli
  • Calvanese (ancora con un Martini in mano)

A disposizione: Tonfi, Babbacini, Allonsanfan, Tingilopene, Pittalafava e la moglie del presidente Piermatteo Lezzi Riccobono.

[modifica] L'Inter

Rispondeva l'Inter col 4-3-3 della sua formazione tipo. L'obiettivo era di chiudere la partita nel primo tempo e fare turnover in vista del recupero.

  • Da Pozzo
  • Facchetti, Picchi, Guarneri, Bolchi,
  • Balleri, Lindskog, Corso,
  • Bicicli, Firmani, Morbello

A disposizione: Buffon, Bicchierai, Fongaro, Masiero, Angelillo, Rancati, Guglielmoni, tutto il settore dei Cadetti, sei aggregati dalla De Martino e due promettenti ragazzotti dell'orfanotrofio Gloria Dei delle Orsoline Incappucciate di Novara.

[modifica] La partita

L'arbitro Malnutriti invita i capitani allo scambio dei gagliardetti, Facchetti stringendo la mano a Calvanese gli dice: "Avete portato il pallottoliere?". Il bomber catanese, dopo un istante di perplessità, ringhia e gli sputa l'oliva del Martini in un occhio. Fischio d'inizio.

Primo tempo:

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La complessa manovra che portò in gol Castellazzi.

  • 2' : Herrera al grido di "Taca la bala!" incita la sua squadra. Balleri recupera a centrocampo e lancia per Firmani che, dai 30 metri, fa partire un bolide che finisce leggermente alto, esce dallo stadio e cade a Messina durante l'incontro con l'Atalanta, Pizzaballa (portiere della squadra ospite) si esalta in una prodigiosa parata.
  • 8' : Corso parte da centrocampo su appoggio di Facchetti, dribbling ubriacante su quattro giocatori catanesi, tre dei quali gli vomitano sugli scarpini, si porta al tiro ma il suo magico destro (reso viscido dalla pepata di cozze mangiata da Biagini) ciabatta il pallone e la sfera finisce al lato.
  • 9' : Giavara sta ancora vomitando, l'arbitro interrompe il gioco e verifica se il pallone rimbalza correttamente nella sua zona.
  • 13' : Lindskog ruba un pallone a centrocampo, il guardalinee fa la spia alle forze dell'ordine e viene arrestato. Subentra Fongaro detto "piccone", la partita si incattivisce.
  • 19' : Picchi entra scomposto su Ferretti, frattura della tibia e della buona amicizia creatasi in Nazionale. Al suo posto si rifiuta di entrare Babbacini, che ha già prenotato una settimana di sci estivo al Tonale e teme di farsi male. Si offre Pittalafava, che è ancora ubriaco e sottovaluta il delicato momento.
  • 25' : Da sei minuti i giocatori del Catania si liberano frettolosamente del pallone per non subire la sorte di Ferretti. L'inusuale abilità di palleggio disorienta i giocatori dell'Inter che non riescono ad intercettare. Castellazzi, nel tentativo di sfuggire alle ire di Fongaro che lo insegue, si ritrova improvvisamente la palla sul destro, la calcia per liberarsene ma un'improvvisa folata di libeccio imprime una traiettoria diabolica alla sfera, che si insacca all'incrocio dei pali: 1-0.
  • 26' : I devoti di Sant'Agata, pensando al miracolo, escono dallo stadio e raggiungono la Cattedrale camminando sulle ginocchia.
  • 37' : L'inter fatica ad impostare, i giocatori del Catania (galvanizzati dal risultato) vanno su tutti i palloni. Corso sfodera la sua classe e scarta Biagini, Prenna, Castellazzi, Morelli, Corti, Giavara e Grani, solo davanti al portiere viene accecato da un raggio di sole, perde l'orientamento e torna verso la sua porta dribblando Morbello, Bolchi, Bicicli e Picchi, fortunatamente viene falciato da Facchetti prima del tiro. Ammonizione severa ma ineccepibile!
  • 44' : Lancio perfetto di Guarneri che scavalca il centrocampo catanese, la palla arriva a Firmani che scaglia un diagonale perfetto, la palla colpisce il palo, sbatte sulla schiena di Grani, il portiere smanaccia, Bicicli tira ma la sfera colpisce in volto Prenna, tiro di Morbello, traversa!
  • 45' : Informato telefonicamente, il parroco di Sant'Agata accende un cero alto sei metri portato dai fedeli. Si va al riposo.

Secondo tempo:

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L'azione del secondo gol di Calvanese. Secondo alcune voci, l'Inter aveva in quel momento 23 giocatori in campo.

  • 49' : Herrera distrae il guardalinee: "Mira! Ella nebula me pares un serbiatto!", non visti entrano: Masiero, Angelillo e Guglielmoni, tutti con la maglia numero 6 per ingannare l'arbitro.
  • 54' : Forte della superiorità numerica l'Inter ha impugnato saldamente le redini della partita, ma il Catania si difende in modo ordinato con un ingegnoso modulo 9-0-1. Calvanese, isolato in attacco, parla col suo amico immaginario Santuzzo.
  • 59' : Calcio di rigore per l'Inter! Michelotti stava guardando in cagnesco Firmani e l'arbitro lo vede. Sul dischetto parlottano per un minuto Angelillo e Balleri, entrambi col numero 6, l'arbitro interviene prontamente: "Se uno dei due non si raddrizza la maglia rovesciata non ve lo faccio battere!". Angelillo ora ha il numero 9, si incarica della battuta ma calcia fuori.
  • 63' : I minuti scorrono ed Herrera gioca il tutto per tutto. Si cala i pantaloni davanti al guardalinee e inizia a masturbarsi. Il piano funziona, entrano di nascosto: Buffon, Bicchierai, Rancati, cinque cadetti e la suora dell'orfanotrofio.
  • 70' : Raddoppio del Catania. Sul rinvio difettoso di Facchetti la palla, nella fitta compagine nerazzurra, colpisce la nuca di Bolchi e torna indietro, ne approfitta Prenna che passa indietro a Castellazzi, passagio filtrante e Calvanese se la trova sui piedi. Santuzzo sta ancora parlando con lui: "Tira deficiente!!", Calvanese insacca il 2-0.
  • 71' : Mancano ancora 20 minuti. Il parroco di Sant'Agata, per scongiurare la rimonta, offre lo scemo del villaggio come sacrificio umano alla dea Kali.
  • 78' : Calcio di punizione al limite dell'area per l'Inter. Corso aggira la barriera con un tiro ad effetto, la palla scende inesorabilmente verso l'incrocio alla sinistra di Gaspari, un colpo di lupara (proveniente dai distinti) disintegra il pallone.
  • 86' : Firmani, approfittando di un fuorigioco non segnalato, si invola da solo verso la porta del Catania. Da tutto lo stadio si solleva un assordante suono di scacciapensieri, l'attaccante esita, per un attimo la mente corre alla moglie, a suo figlio, e ai vicini di casa originari di Paternò, calcia debolmente sul portiere.
  • 90' : L'inter sta per battere un calcio d'angolo, legate alla bandierina ci sono una dozzina di strane candele marroni con annessa una sveglia. Tic-Tac... Tic-Tac... i secondi passano nell'indecisione, arriva il triplice fischio. Il Cibali esplode in tutta la sua gioia, mentre Sandro Ciotti continua a ripetere alla radio:
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«Clamoroso al Cibali!... Clamoroso al Cibali!!»
(Sandro Ciotti al microfono.)

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  • A Catania i baccanali si protrassero per tre giorni. Durante i riti orgiastici notturni fu concepito il talentuoso settore giovanile che, nella stagione 1978-79, fece tornare in Serie A la squadra siciliana.
  • La Juventus si laureò Campione d'Italia con un pareggio casalingo contro il Bari, rendendo di fatto inutile l'ultima partita contro l'Inter e dover comperare l'arbitro.
  • Helenio Herrera fu sottoposto in serata a lavanda gastrica, per una intossicazione da cuoio.
  • I tifosi nerazzurri piansero... molto, come mai avevano fatto prima, ma meno di quanto avrebbero fatto dopo.
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I tifosi del Catania festeggiano l'incredibile evento.

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Angelo Moratti dopo il 2-0 col Catania, Massimo Moratti dopo Inter-Siena 0-2 del 2012.

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I tifosi interisti increduli, nel 1961 e nel 2012. Dopo 50 anni le facce sono più o meno le stesse.

[modifica] Voci correlate

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