Ciprì e Maresco

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Franco Maresco e Daniele Ciprì alla premiere di Lo zio di Brooklyn 2.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Ciprì e Maresco
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~ La prima cosa che ti chiedono Ciprì e Maresco.

Ciprì & Maresco Inc. è un duo di importanti[citazione necessaria] registi e filantropi siciliani, formato da Daniele Ciprì e il suo padre adottivo Franco Maresco.

Si occupano soprattutto di documentari nei quali ritraggono personaggi vittime della società moderna, tra cui spiccano barboni, poveri stupratori e petomani. Le loro produzioni vorrebbero far parte del filone del cinema postmoderno, ma alcuni critici screanzati le hanno definite solo come "scorregge in bianco e nero".

[modifica] Biografia

Totò che visse due volte prostituta.png

Questo è uno dei pezzi di sticchiu che si possono vedere nei film di Chip & Chop.

Tutto iniziò nel 1986 quando Franco Maresco vinse 200.000 lire al Lotto e si comprò una cinepresa con pellicola postmoderna (B/N) e con Daniele Ciprì cominciò a girare per gli ospizi di Palermo per filmare i migliori casi umani che trovavano. Nel 1990 il loro padrino Totò li mandò a Roma con due panini e 50.000 lire per trovare fortuna. Dopo sei mesi Enrico Ghezzi li trovò affamati e depressi che chiedevano l'elemosina sotto la sede della Rai e li prese sotto la sua ala protettrice, conivolgendoli nel suo programma postmoderno Blob.

Dal 1992 al 1996 Ciprì e Maresco hanno condotto Cinico TV, che la Rai mandò in onda probabilmente sotto la minaccia di qualche boss di Cosa Nostra. Il programma era una sorta di documentario in cui i due intervistavano alcuni poveri disadattati di Palermo tra i quali c'erano anche diversi individui affetti da ritardi mentali che essi pagavano con una birra e un calcio in culo al giorno. Nei video che venivano mandati in onda i sadici registi si divertivano a mettere alla berlina i poveracci con domande imbarazzanti e costringendoli ad essere filmati con indosso solo biancheria intima, non sempre maschile. Dopo quattro lunghi anni Amnesty International riuscì a far chiudere il programma ma in realtà non fece altro che spingere Ciprì e Maresco ad approdare al cinema con tre lungometraggi che gli valsero ben tre David di Donatello nella categoria Miglior scena di Zoofilia.

Nel 2006 La7 decide di dare un duro colpo alle sue rivali Rai e Mediaset e affitta per pochi spiccioli Ciprì e Maresco che recuperano dagli ospizi i loro attori migliori e creano i programmi I migliori nani della nostra vita e Ai confini della pietà che riportano in TV la desolazione umana e la dislessia.

Negli ultimi anni Franco Maresco ha svezzatto il Ciprì e ognuno ha intrapreso strade differenti, e probabilmente non rivedremo più opere cult del calibro di Totò che visse due volte, grazie a Dio.

[modifica] I lungometraggi

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La scena iniziale del film, inserita per far capire subito allo spettatore di che razza di film si tratti ed eventualmente fargli spegnere la TV.

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Paletta si gode il paesaggio dalla sua comoda postazione.

[modifica] Lo zio di Brooklyn

Lo zio di Brookyln è il primo lungometraggio postmoderno della coppia di terroni, uscì nel 1995 e fu proiettato in sole cinque sale. Alla visione di tale film seguivano sempre risse e furia collettiva e si decise di distribuirlo solamente via VHS con il titolo di Via col vento 2. Il film è ambientato in una Palermo post-apocalittica dominata da bande di cani randagi che sono stati inseriti nel film solo perché i registi non riuscivano a levarseli di torno mentre giravano. Trama: due nani malefici e malavitosi costringono i fratelli Gemelli a nascondere a casa loro lo zio di Brooklyn, un vecchietto probabilmente affetto da Alzheimer: infatti di lì a poco costui scompare e loro lo devono ritrovare. Il film in realtà è tutto un susseguirsi di nonsense postmoderno dominato da uomini in mutande. Neanche una donna appare nella pellicola, e se vi sembra di vederne una aguzzate la vista per accorgervi che ha i baffi.

[modifica] Totò che visse due volte

Non si sa né come né perché, ma nel 1998 Ciprì e Maresco riuscirono ad ottenere dei finanziamenti pubblici per girare il loro secondo lungometraggio: Totò che visse due volte. C'è chi dice che ci sia stato dietro lo zampino del loro padrino Totò (guarda caso), ma l'ipotesi più plausibile è che la commissione pensava che fosse un film con Antonio De Curtis, nonostante questo fosse morto da quasi vent'anni. Il film è quanto di più postmoderno i due registi abbiano mai fatto. All'inizio fu censurato e Ciprì e Maresco furono scomunicati dalla Chiesa Cattolica. Il film fu considerato offensivo verso la Chiesa, la religione, Dio, la Sicilia, le galline, i ritardati, gli anziani e la mafia. La trama si sviluppa nella solità Palermo post-apocalittica abitata solamente da sessuomani e mafiosi. Il film contiene così tante oscenità e blasfemie che se ne consiglia la visione solo ai non vedenti.

[modifica] Il ritorno di Cagliostro

Nel nuovo millennio (2003) C & M tornarono a mietere vittime con Il ritorno di Cagliostro. Questa volta i due registi poterono avvalersi di una cinepresa decente e dell'attore hollywoodiano Robert Englund, che si ritrovò costretto a recitare nel film come riscatto per alcuni debiti che aveva contratto giocando a trentuno. Il film parla dei due fratelli La Marca e il loro fallimentare tentativo di girare una pellicola con un attore americano. Praticamente tutto quello che è successo a Ciprì e Maresco lavorando a quello stesso film.

[modifica] Filmografia

[modifica] Scorregge lunghe

  • L'ozio dei broccoli (1995)
  • Totò che venne due volte (1998)
  • Il riporto di Ariosto (2003)
  • Il film più postmoderno della storia (in produzione)

[modifica] Peti televisivi

  • Cinofilo TV (1991 - 1996)
  • I migliori cani della zia Rita (2006)
  • I golfini della pietà (2007)


[modifica] Curiosità

  • Nessuno dei personaggi che appaiono nei loro filmati è un attore, quelli che si vedono sono i loro atteggiamenti naturali.
  • Nelle loro produzioni non compare mai una donna, questo perché tutte le attrici avevano paura di essere stuprate dal terribile Rocco Cane.


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