Christopher Butterfield

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Mostro della laguna.jpg
AAAAAAAAAARGH!!!

Il personaggio descritto in questo articolo è in realtà un MOSTRO ORRENDO!!!
PRESTO!! SCAPPA A GAMBE LEVATE!!
Quote rosso1.png URGENTE: ATTENZIONE!!! *** Non accettate una richiesta di amicizia da un CHRISTOPHER Butterfield - si tratta di un hacker. Dillo a tutti sul tuo elenco perché, se qualcuno lo aggiunge, ottiene l'elenco contatti e ID del computer e l'indirizzo. Quote rosso2.png

~ Messaggio che gira su Facebook
Quote rosso1.png Finalmente qualcuno che non prende di mira l'elenco dei contatti di MSN... Quote rosso2.png

~ Bill Gates a proposito di Christopher Butterfield
Quote rosso1.png Una volta lo abbiamo chiuso fuori casa e non gli abbiamo dato le chiavi, per scrupolo abbiamo anche chiuso tutte le finestre, ma è riuscito lo stesso a entrare usando un dizionario. Quote rosso2.png

~ La mamma e il papà di Christopher Butterfield in un'intervista
Quote rosso1.png Le rose sono #FF0000, le viole sono #0000FF, dolce è lo zucchero, ma non quanto sei tu Quote rosso2.png

~ Christopher Butterfield in un attacco di romanticheria


Christopher Butterfield (in italiano "Cristoforo Campodiburro"), è un hacker che ha rivoluzionato il mondo dell'Informatica con la scoperta dell'ID del computer. Su di lui ci sono pareri contrastanti: ad esempio, mentre a causa sua le menti geniali dell'IBM sono a lavoro per individuare da cosa dipenda e soprattutto cosa sia questa nuova scoperta, Rupert Sciamenna pensa ancora che è un coglione.

[modifica] Biografia

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Christopher Butterfield ritratto su un bicchiere del McDonald's

Christopher non è mai nato. Magari in realtà lo avrà fatto, ma non abbiamo trovato un database che lo dimostri in cui non abbia messo mano.

Ha conseguito una laurea Honoris Causa in Informatica all'età di due anni (presumibilmente, visto che era ancora con il bavaglino) per aver messo in ginocchio i maggiori sistemi informatici bancari svizzeri, utilizzando Paint come unico programma e inoltre non disponendo di una connessione ad Internet.

Negli anni seguenti è stato esonerato dall'obbligo scolastico, sia per il titolo di studio già conseguito, che per la sua sproporzionata intelligenza: è stato dimostrato che la percentuale di utilizzo del suo cervello corrisponde al 100% (una persona media arriva al 4%). Alcune malelingue dicevano che in realtà non c'era nulla di anormale, perché il "100" sarebbe stato inteso come la versione binaria del numero decimale "4", ma del resto si sa che la gente comune è solo invidiosa.

È proprio per colpa di queste dure critiche che Chris si è sentito insultato, ed ha sfoggiato la sua repulsione per l'umanità e la sua voglia di rovinare la vita al mondo. La sua grinta gli ha consentito di realizzare diversi obiettivi, incentrati in modo speciale sui bambini (dall'assassinio del Bimbo Sole alla tramutazione del bambino della Kinder in uno squallido bimbominkia truzzo). Poiché i risultati ottenuti sono stati sempre frutto di lavori e conoscenze informatiche senza precedenti, nel corso della sua crescita ha deciso di smettere di danneggiare persone singole e progettare un disastro su larga scala. Sfortunatamente per noi, ha compiuto una delle più imprevedibili gesta che abbia mai potuto ideare, valicando percorsi che nessuno mai avrebbe osato immaginare.

[modifica] Le sue scoperte

[modifica] L'hacking di Facebook

Christopher Butterfield vanta il primato mondiale di hacking distruttivo di un Social Network, non a livello di danneggiamento del database o della struttura del suo server, quanto di quello delle macchine degli utenti iscritti. Il meccanismo è semplice: si basa su un altro oscuro punto dell'Informatica, ovvero l'algoritmo di MSN che infetta l'utente all'inserimento nei suoi contatti di improbabili personaggi, che lo richiedono a scopo malevolo. Inoltre assieme a lui ci rimettono, per un motivo ancora in fase di studio, tutti gli altri ignari contatti contenuti nella sua lista amici, qualunque sia il loro sistema operativo e il client utilizzato.

La procedura è stata riadattata su Facebook, con le stesse caratteristiche unite all'aggravante dell'ottenimento dell'ID del computer (nuova scoperta, vedi più in basso), punto di forza di Butterfield grazie al quale può avvalersi di dati personali e venderli al primo rompicoglioni che glieli richiede (o al massimo al secondo), oppure nel caso più grave far esplodere il sistema individuato rilasciando nell'aria un forte odore di peti. Per questo motivo conviene non farlo mai arrabbiare.

[modifica] L'ID del computer

Al momento in cui questo articolo viene scritto, neanche i progettisti dei sistemi informatici sanno definire con esattezza cosa sia l'ID del computer. Lo sanno solo Butterfield e quello che ha messo in giro la sua notizia, il problema per noi gente comune è che il primo, ovviamente, non ce lo farà sapere mai, mentre il secondo è morto un attimo dopo la pubblicazione dell'avvertimento. Possiamo con certezza dire cosa non è:

  1. Indirizzo IP: è la prima associazione che può venire in mente. In realtà l'indirizzo IP pubblico, che è quello accessibile da Internet e dalle postazioni connesse a reti non locali a un determinato computer, contraddistingue la rete di provenienza e non il computer stesso, quindi sicuramente non è quello di cui stiamo parlando; l'indirizzo IP locale, invece, differenzia in una rete LAN un determinato dispositivo connesso da un altro, può essere barbaramente definito ID ma è anche in questo caso un termine inesatto (oltre al fatto che non è detto che il dispositivo corrispondente all'IP locale sia necessariamente un computer);
  2. Indirizzo MAC: è un indirizzo univoco, corrispondente alla scheda di rete e al suo chipset (ad esempio un dispositivo Wireless ne ha uno determinato, un dispositivo Bluetooth sulla stessa macchina ne ha un altro e uno Ethernet ne ha un altro ancora, sempre considerato che i chipset siano distinti). Per ovvi motivi, neanche questo è quello che stiamo cercando;
  3. Indirizzo di Megan Fox: Butterfield è un nerd, a cosa gli servirebbe?

Definiamo comunque in maniera molto empirica cosa contiene, secondo i primi risultati:

  1. Dati personali: nome, cognome, indirizzo e numero di cellulare del proprietario, di sua mamma e, se esistente, di sua sorella;
  2. Grado di virilità sessuale: percentuale di fertilità o di sterilità delle parti intime del proprietario;
  3. Dati sulla privacy: quante volte in un giorno il proprietario va in bagno (NOTA: è grazie a un exploit su questo punto che Butterfield ha abbondante campo libero su Facebook e riesce a lavorarci bene);
  4. Grado di figosità: quante birre può bere il proprietario prima di collassare;
  5. Chiavi di accesso: lo schema delle serrature di casa del proprietario (pronto per duplicati se si va dal ferramenta).

[modifica] Come evitare di essere sue vittime

Inizio con una precisazione spassionata: una volta che siete nelle sue grinfie, sono cazzi vostri. Noi non ci conosciamo, io non c'ero, niente saccio, se c'ero dormivo... ci siamo capiti.

Premetto che i seguenti metodi sono stati sviluppati e testati da mio cuggino, anche lui è uno che non scherza su queste cose, quindi potete fidarvi ciecamente.

  1. Chiudetevi bene in casa. Serrate bene le porte, chiudete le finestre e le tapparelle, mettete degli strofinacci lungo le fessure della porta principale e non rispondete al telefono per nessun motivo (specialmente se ne avete uno con display e compare il numero di vostra madre).
  2. Non aprite nessuna mail che vi arriva, non aprite nemmeno al postino se ha la gentile accortezza di stamparvele e portarvele a casa in forma cartacea (inoltre, il postino molto probabilmente sarebbe infetto).
  3. Se avete un animale domestico (escludendo voi stessi), uccidetelo immediatamente. Potrebbe esserci nascosto Christopher Butterfield, come Ulisse con il Cavallo di Troia.
  4. Rompete ogni amicizia che avete. Questa è prevenzione e altruismo, dal momento in cui se qualcosa andrà storto e Butterfield si sarà impossessato di voi, anche loro automaticamente saranno infetti. Ecco perché se qualcosa vi va storto noi non ci siamo mai visti.
  5. Soluzione estrema: se avete la sensazione che la vostra ora stia per giungere, potreste negargli l'opportunità di impossessarsi dei vostri dati buttando un po' d'acqua sul dissipatore della scheda video (è da lì che proviene l'ID del computer), o, se l'avete integrata, va benissimo quello montato sul processore. Dopodiché staccate ogni strumento che vi hanno spacciato come "raffreddante": il raffreddamento dei PC è una leggenda metropolitana, non ce n'è bisogno, questi cosiddetti sistemi vi rendono solo più vulnerabili verso gente che vuole farvi del male.

Vi ricordo che se fallirete in qualcuno di questi punti, ve ne accorgerete dall'omino di MSN che vi diventerà Pippo Franco.

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Christopher Butterfield è stato un compagno di merende di Pietro Pacciani.
  • Christopher Butterfield è inodore, incolore, insapore. Non ha forma ma prende quella del recipiente in cui è contenuto.
  • Christopher Butterfield ha fatto uso di Enlarge Your Penis da ragazzino.
  • Christopher Butterfield ha preso possesso dell'ID del cervello di un ragazzo brasiliano in una famosa notte di piacere carnale.
  • Christopher Butterfield masterizza CD a strafottere, masterizzava anche sui vinili e non ha mai comprato un CD originale neanche ai tempi in cui il masterizzatore non era ancora stato commercializzato.
  • Christopher Butterfield ha dato lezioni di programmazione a Steve Wozniak, Steve Jobs, Steve Ballmer e Steve Urkel.
  • Da Christopher Butterfield è nato Pippo Baudo.
  • Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l'albero, per fare l'albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole il fiore, per fare il fiore ci vuole Christopher Butterfield.
  • Christopher Butterfield ha un codice a barre sotto la pianta del piede sinistro; si suppone gli sia stato applicato da Mungo De Mantis dopo una fase di petting pre-accoppiamento.
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