Cavalieri dello Zodiaco

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Gli eroici Cavalieri al servizio di Atena, circa cinque secondi dopo l'inizio d'ogni combattimento. Notare la Dea, nella sua posizione preferita: legata.

Quote rosso1.png Il mio colpo ti ha privato del senso del gusto. Questo influirà negativamente sulle tue doti combattive. Quote rosso2.png

~ Shaka di Barbie, poco prima di essere massacrato da Ikki
Quote rosso1.png Per il sacro Neo! Quote rosso2.png

~ Bruno Vespa dopo la quinta canna
Sirio : Quote rosso1.png Maestro, come mai gli alberi qui intorno sono pieni di buchi? Quote rosso2.png
Doko : Quote rosso1.png Eh, so' secoli che 'sti cazzo di Cinque Picchi rompono i coglioni! Quote rosso2.png

I Cavalieri dello Zodiaco è l'opera più famosa ed amata dell'artista giapponese Masami Kurumada. Nato come manga e trasformato in seguito in serie di cartoni animati e giocattoli per bambini acquistati da adulti.

Il titolo originale dell'opera è "Saint Seiya", e si riferisce al prestigioso titolo di Santo che il protagonista, Seiya di Pegasus, riceve da Papa Francesco in persona per l'aver sopportato Lady Isabel per tutta la storia.

[modifica] La nascita

Un bel giorno il futuro autore, Masami Kurumada si svegliò e, con fare deciso, disse a sé stesso: "Voglio fare un manga a base di colpi di Karate e scintille!". Che, per quanto possa sembrare strano, è la realtà. Fortunatamente, durante una vacanza in Grechia, il fumettista fu colpito in testa da un capitello, che lo scaraventò in un violento trip mistico. Al risveglio Kurumada cambiò totalmente l'idea alla base del suo fumetto, facendola diventare un'opera a base di divinità elleniche, galassie, atomi e roba del genere. Il resto è storia.

In futuro, il buon Kurumada farà lo stesso il manga a base di colpi di karate ed esplosioni: nonostante I Cavalieri dello Zodiaco fu l'opera che gli diede fama e gloria, l'autore ritiene decisamente superiore la sua opera sulla boxe, Ring ni Kakero, basata su combattimenti realistici, con tanto di esplosioni intergalattiche sul ring. Una serie così tanto famosa ed amata che, probabilmente, non la vedrete mai. Se siete fortunati.

Secondo la critica l'idea alla base della creazione de I Cavalieri dello Zodiaco fu una geniale intuizione. Ma noi, che non siamo sofisticati ed acculturati critici ma gente di mondo, preferiamo chiamarla una gran botta di culo.

[modifica] La storia

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Ti ricordi quella volta che per sbaglio hai toccato la vagina a tua madre? Ecco, se continui a leggere te ne pentirai allo stesso modo.

L'età della leggenda

Narra la leggenda che nella Grecia Antica, gli Dèi erano afflitti da una noia mortale da quando Bacco, completamente sbronzo di ambrosia, inciampò sul Wii di Zeus, rompendolo. In quel momento Zeus propose agli dei di sfidarsi ad intense partite a Risiko, utilizzando le popolazioni terrestri come pedine. Seguirono applausi e urla di consenso e, di lì in poi, le genti del mediterraneo furono sempre in guerra. Poiché la giovane Atena vinceva sempre, gli altri partecipanti, in particolare Ares e Hades, iniziarono a rosicare di brutto. Giunti al culmine della loro rabbia, decisero dunque di usare qualunque mezzo pur togliere di mezzo Atena. E, già che c'erano, sterminare tutti gli esseri umani, colpevoli di aver inventato lo yaoi.

Quello fu l'inizio d'una guerra sacra che si perpetrò per millenni.


Il passato
Gran Sacerdote Cavalieri dello Zodiaco.jpg

Il terribile Gran Sacerdote, le sue disastrose decisioni porteranno la Grecia sull'orlo della bancarotta nel 2008.

Negli anni '70, un ricco Giapponese di nome Alman di Thule[1] si recò in Grechia per godersi una vacanza a fini culturali. Ovviamente, dato che stiamo parlando d'un ricco magnate, per vacanza intendiamo andare alla ricerca di simpatiche donnine che offrivano amore in cambio di denaro, mentre culturale equivale a scoprire nuove lingue in cui farsi dire "vecchio porco". Durante la disperata ricerca d'un distributore di pilloline blu, il buon Alman incontrò un Santo d'Oro morente, che gli affidò il compito di proteggere una poppante col pannolino sporco. Il Santo sosteneva che ella fosse la reincarnazione della Dea Atena, giunta sulla terra per combattere la guerra, le ingiustizie e le smagliature. Il riccone aveva passato la sua vita ad inseminare donne in ogni parte del mondo sfornando centinaia di figli, rigorosamente tutti maschi, perciò alla vista d'una femminuccia diede di matto, prendendo fin troppo sul serio il compito.

Alman, da bravo padre premuroso, decise dunque di inviare tutti i suoi figli a sottoporsi ad allenamenti in diverse parti del mondo per diventare Santi, per esser Cavalieri[2]. In genere questi allenamenti si concludevano con la morte tra atroci sofferenze del baldo giovine, ma era pur sempre meglio che passare le giornate a casa a farsi riempire di mazzate dalla giovane Lady Isabel/Saori/Atena, diventata nel frattempo una dominatrice sadomaso in miniatura, il cui senso dell'umorismo sfiorava quello del Bagaglino.


La Guerra Galattica
Armatura cavalieri dello zodiaco Ikea.jpg

Seiya ha finalmente acquistato conquistato l'armatura di Pegasus. Impiegherà due settimane per indossarla e gli avanzeranno tre pezzi.

Dopo anni ed anni di duri allenamenti e qualche dozzina di morti, i vari figli di Alman tornano a casa. Nel frattempo il ricco magnate si è suicidato per non pagare gli alimenti alle centinaia di mogli da lui ingravidate. Non che qualcuno dia peso alla faccenda. Comunque, per festeggiare la riunione della famiglia, Lady Isabel organizza un torneo tra i suoi fratellastri, la Guerra Galattica, per scoprire chi è il più forte. Del centinaio di figli mandati in giro per il mondo ne sono tornati solo una decina, eppure questi, piuttosto che chiedersi che fine abbiano fatto i loro fratellastri, partecipano senza farsi troppe domande al torneo organizzato da Lady Isabel. Tutti sembrano ansiosi di far vedere quanto sia figa la propria armatura e nessuno può resistere ai premi, un simpaticissimo ornamento da salone in vero finto oro a forma di Sagittario ed un pompino da Isabel in persona, da riscuotere in diretta televisiva.

A torneo iniziato, uno dei figli di Alman fa inaspettatamente un casino della Madonna; si tratta di Ikki di Phoenix, che pur essendo riuscito a sopravvivere ad un terribile Erasmus nell'Isola della Regina Nera, ha dato di matto dopo essersi trombato una ragazza identica a suo fratello. Ikki irrompe nella kermesse, ruba l'ornamento da salotto e, fuggendo, fa la pipì sopra gli antipasti per gli ospiti, mandando a passeggiatrici l'intero torneo.

I quattro Santi di Bronzo rimasti più o meno in piedi uniscono le forze per recuperare l'ornamento del Sagittario; nasce così l'inseparabile quartetto delle prime donne dei protagonisti dalla storia. Dopo una serie di combattimenti, giustizia, amicizia, fratellanza, simpatia e convenienza trionfano, l'ornamento da salone si rivela una potentissima armatura destinata ai leggendari Santi d'Oro ed Ikki rinsavisce, mentre il quartetto dei Bronzini riceve ufficialmente l'investitura e la raccomandazione di Atena.

Ikki però muore, ma si tratta di una condizione reversibile.


Tra la Guerra Galattica ed il Grande Tempio
Passaggi segreti nelle 12 case.jpg

Ma allora sono davvero degli idioti.

Beh, sì, tra Santi d'Argento che muoiono senza ritegno ed Ikki che resuscita, qualcosa effettivamente è successo, ma ad esser sinceri, questa parte della storia è talmente inutile che nessuno neanche la ricorda. Passiamo alla parte successiva, che è più figa.


Le Dodici Case

Ebbene sì, la causa di tutti i mali è il Gran Sacerdote in persona, ossia il capo delle forze di Vatikan in Grechia. Ai bronzini non resta che recarsi alle Dodici Case, il celebre condominio situato in zona Grande Tempio, per trovare il Sacerdote e punirlo. Per rendere la vacanza in Grechia più entusiasmante, appena Lady Isabel arriva sul luogo accompagnata dai suoi quattro schiavetti decide a farsi ferire a morte da un Santo così inutile che viene fatto a pezzi da un attacco tirato per sbaglio da uno dei Santi di Bronzo. E meno male che è una Dèa.

I Cavalieri devono sbrigarsi e fare interminabili sequenze di scalinate per raggiungere l'unico oggetto in grado di salvare l'incarnazione della dèa, lo scudo di Atena. Il tutto entro dodici ore; fortunatamente la pubblicità, le scalinate e tutto il tempo passato in flashback, monologhi interiori e siparietti comici di Mylock non viene considerato dal cronometro. Purtroppo, per arrivare allo scudo i Santi devono superare il posto di blocco delle forze d'élite della Dèa, i Santi d'Oro. Nessuno, a memoria d'uomo, è mai riuscito ad attraversare tutte le case ed a bussare alla porta del Grande Sacerdote; né i feroci guerrieri di Marte, né gli immortali servitori di Ade, né gli inarrestabili Testimoni di Geova. Persino i tizi che vogliono proporti di passare al mercato dell'energia libera fingendosi dell'Enel si tengono al largo da quel luogo.

Teoricamente i Santi d'Oro dovrebbero essere al servizio di Atena, e quindi di Lady Isabel, però un po' perché bastardi, un po' perché fessi, decidono quasi tutti di schierarsi dalla parte del Grande Sacerdote. E tutto ciò nonostante il Sacerdote vada regolarmente in giro a palesare i suoi occhi rossi[3] da maniaco omicida e la sua risata satanica. Alla fine, uno dopo l'altro, tra litri di sangue, fiumi di lacrime, tragici ricordi d'infanzia, scalinate ed un attacco suicida dopo l'altro, i bronzini vengono sterminati, con l'eccezione di Seiya; anche Ikki, sbucato fuori dal nulla come suo solito, si estingue in un mondo di luce al termine d'un terribile scontro col temibile Shaka della Barbie. Ma, fortunatamente, Seiya riesce a salvare Atena, che li resuscita tutti, probabilmente facendogliela annusare. Alla fine anche il Grande Sacerdote, che si rivela essere il Santo dei Gemelli, dopo aver riammazzato Ikki e massacrato di botte gli altri bronzini, inaspettatamente mostra il suo lato emo e si esibisce in uno spettacolare suicidio.

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Il cast dei Cavalieri al gran completo.

Il pezzo con Poseidone

Julian Sorel è uno che per la sua igiene orale non scende a compromessi. Non essendo riuscito a parlare a zero e nemmeno ad avere Sky a 11 Euro e, soprattutto, non essendo riuscito a rimorchiare Lady Isabel, si incazza come una biscia, risvegliandosi come il Dio del Mare, Poseidone. A causa dei fallaci consigli d'un addetto dei suoi call center, decide di risolvere i suoi problemi dichiarando guerra ad Atena.

La dea[citazione necessaria], come di consueto, si fa rapire senza opporre resistenza. Chi va a salvarla? I potentissimi Santi d'Oro? Ovviamente no, dato che sono perennemente impegnati in altri importantissimi ed inderogabili incarichi, come guardare il cielo, sperando che Atena ce la faccia. Il gravoso compito spetta nuovamente ai quattro Bronzini, che non avevano ancora smaltito la botta dei festeggiamenti fatti dopo la precedente vittoria.

I Bronzini, per la loro missione, ricevono delle nuove armature, vere imitazioni d'armature d'oro create con rimasugli delle vecchie armature, un po' di sangue dei Santi d'Oro, 5CC di epinefrina ed una manciata di zenzero tritato. Fortunatamente, a parte il tizio che aveva combattuto contro il santo del Toro ed un Santo d'Oro munito di armatura e carta d'identità fasulle, i guerrieri del Dio del Mare si rivelano delle pippe immani, incapaci persino di scalfire le catene di Andromeda. I bronzini li massacrano senza troppi complimenti, dopodiché passeranno alla lotta contro Poseidone in persona, stavolta indossando delle vere armature d'oro. Poseidone a questo punto si rende conto che forse avrebbe fatto meglio a restarsene in fondo al mar. I santi d'Atena lo risparmieranno; lui ne sarà felice, ma per un po' non potrà comunque sedersi.


Disco Inferno
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Con l'arrivo di Hades anche i Santi d'Oro sono costretti a scendere in campo.

Tutte le battaglie combattute finora in realtà servivano soltanto come allenamento in vista della battaglia finale; dopo 243 anni, è tornato in vita il peggior nemico di Atena e dei suoi Cavalieri: il Dio degli Inferi, colui che ha giurato di sterminare gli esseri umani. Stiamo parlando Hades, un potentissimo Dio servito da dei 108 guerrieri chiamati Spectre. Questi rappresentano delle costellazioni oscure, foriere di morte e sofferenze; basta pronunciare il nome di una di tali costellazioni per scatenare il terrore tra gli esseri umani. Alcuni esempi di tale sciagura sono le costellazioni dell ranocchio, della lira o di San Valentino.

La saga inizia con il capitolo del Santuario. Questa è una parte un po' atipica della storia, in quanto per la prima volta i Bronzini non sono perennemente tra le balle sotto i riflettori. Addirittura Seiya, poco dopo aver fatto la sua apparizione, viene astutamente allontanato da Mu dell'Ariete, grazie a due biglietti per il privé del P-Gold. I protagonisti di questa fetta di storia sono i Santi d'Oro che, invece di massacrare poveri Bronzini o grattarsi l'interno-coscia guardando il cielo e pregando per la salvezza di Atena, come sono soliti fare, iniziano a lottare. Per davvero. Paura, eh? Persino i Santi d'Oro defunti ritornano in vita in versione darkettona per la eseguire la sacra missione; accoppare Lady Isabel/Atena. Che è quello che vuole Hades, ma anche quello che vuole Atena. Non ci avete capito nulla, vero? Tranquilli. Neanche noi. Neanche i Santi, se è per questo. Loro si limitano ad eseguire gli ordini e piangere lacrime di sangue. Comunque, i Santi d'Oro hanno dodici ore di tempo per sconfiggere i loro colleghi e raggiungere Athena[4] con perdite indiscriminate di sensi e tante, tante mazzate. Moriranno quasi tutti.

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Gli Dei al servizio di Hades, Hypnos e Thanatos.

Nel secondo capitolo della saga, l'Inferno, i vari Bronzini ed i Santi d'Oro rimasti in vita dopo lo sfacelo del capitolo precedente[5] si recano nel regno di Hades; l'inferno stesso. I Santi d'Atena fanno strage dei guerrieri infernali come se stessero andando a coglier fiori. Nel frattempo si scopre che Hades desiderava impossessarsi del corpo di Shun d'Andromeda, ma grazie all'intervento d'una rediviva Atena ed un redivivo Shaka di Barbie, il Dio degli Inferi è costretto ad andare in bianco. I bronzini proseguono così la corsa verso la dimora di Hades; purtroppo la loro avanzata viene bloccata dal Muro del Pianto. Grazie al sacrificio dei Santi d'Oro[6], il muro viene distrutto ed i Santi riescono ad entrare nel sancta sanctorum di Hades, l'Eliseo.

L'accesso alla dimora del dio della Morte, il palazzo di Montecitorio, è bloccato dai due dèi minori al servizio di Hades, i temibili gemelli 892 892 Hypnos e Thanathos. Gli dèi, con un gesto della mano, spaccano le armature d'Oro di cui i bronzini si erano appena appropriati. Nettuno, che era un Dio Maggiore, non era neanche riuscito a scalfirle, ma a due dèi minori basta un gesto. Mi sembra logico. Comunque grazie ad un provvidenziale Level Up delle vecchie armature, giunto casualmente proprio nel momento del bisogno, i nostri eroi umiliano i due dèi e giungono al cospetto di Hades in persona. Lo scontro è feroce ed il dio della Morte si rivela un avversario al di sopra della portata dei bronzini. Fortunatamente, per la prima ed ultima volta nell'intera storia, Atena in persona scende in campo ed affronta personalmente Hades, riuscendo a sconfiggerlo al primo colpo, con grande perplessità del pubblico pagante. Gioia e gaudio! Il mondo è salvo! Purtroppo però Pegasus, nel festeggiare, fa una capriola all'indietro e cade preciso preciso sulla spada di Hades, morendo. Succede.

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La trama è finita, leggete in pace.


[modifica] L'anime

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Se i Cavalieri sono così celebri non lo devono di certo al fumetto ed al suo stile minimal, bensì alla sua trasposizione animata,

I riempitivi

Meglio conosciuti come i mitici episodi filler. Tra un Santo ed un Marine, i Bronzini sono costretti a combattere con alcuni tra i nemici più improbabili, tra cui un sosia di David Bowie e gli addetti alla pulizia dell'acquario di Genova.


La saga di Asgaard

Nell'anime, dopo aver sconfitto Saga dei Gemelli e prima di avventurarsi negli abissi di Nettuno, i Bronzini sono costretti ad affrontare l'ennesima prova, ossia i guerrieri di Asgard.

Nettuno ha infatti fatto il lavaggio del cervello ad Hilda di Polaris, sacerdotessa di Odino, capo dei guerrieri di Asgard e campionessa Norvegese di Burraco, facendola trasformare da pacifista hippie abbraccia-alberi a dittatrice megalomane. Hilda, prima della trasformazione, era l'addetta al controllo del buco dell'orzoro; senza di lei il buco è destinato ad allargarsi e l'effetto serra ne risente. I Bronzini, costretti da Atena a far tornare alla ragione la donna, partono per le lande ghiacciate di Asgard, dove si scontrano contro numerose avversità; il freddo, la neve e le storie tragiche dei loro avversari. Eh, sì, prima di poter sconfiggere un nemico le primedonne di Atena sono costrette ad ascoltare tutto il loro triste, sfortunato passato, ricco di tragedie, solitudine e disgrazie. Ecco cosa succede nel voler per forza far combattere degli orfani.

Durante la battaglia Hyoga rimorchia, Shiryu perde la vista[7], Seiya scala pareti di roccia ed Ikki salva Shun per ben due volte. Incredibile come Alberich di Megres, l'unico non orfano, riesca a far fuori ben due Santi e mezzo grazie all'astuzia. Alla fine della saga Seiya, grazie ai punti ottenuti nei supermercati di Asgard, aggiunge l'armatura di Odino al suo già vasto guardaroba e libera Hilda dal lavaggio del cervello, riportandola al lavoro.

Nel frattempo Atena viene rapita da Nettuno.


Tenkai - La saga di Zeus

Approfittando della distrazione di Kurumada, impegnato a creare per il suo personale godimento un nuovo capolavoro a base di Karate e scintille, gli autori della serie animata crearono l'introduzione per quella che avrebbe dovuto essere la conclusione ideale dell'opera: la saga di Zeus.

Seiya, dopo la battaglia con Hades, è ormai diventato paralitico. Incredibile; per anni i fun si sono chiesti come sarebbe continuata la serie dopo la morte di Seiya. c'era chi ipotizzava una resurrezione divina, chi una guarigione miracolosa con l'ambrosia, chi con un bagno nella Coca Cola Light. Gli autori del Tenkai si sono limitati a far finta di niente: "No, guardate che non è morto, la spadata di Hades non lo ha colpito al cuore". Comunque, al fianco d'un Seiya più morto che vivo resta soltanto Saori, interessata alla cospicua pensione d'invalidità da lui ricevuta. Purtroppo arriva la sorella di Saori/Atena, Artemide, che all'improvviso organizza un colpo di stato e si impossessa del Grande Tempio.

I bronzini dunque si riuniscono per sconfiggere Artemide ed i suoi servi, gli Angeli[8]. Persino Seiya riesce a trovare la forza di volontà per alzarsi dalla sedia a rotelle barcollare fino al Grande Tempio. E venire corcato di mazzate da Shaina e da due santi di Pongo, ma l'impegno è quello che conta. Inizia quindi una strenua lotta tra i Bronzini e gli Angeli, nella quale accade di tutto: Ikki salva Shun[9], Hyoga sembra morto ma non lo è[10] e Marin scopre che uno degli Angeli è suo fratello[11]. Durante tutto questo marasma, accade anche un miracolo: Shiryu non perde la vista.

Sconfitti gli angeli di Artemide, quando tutti si aspettavano lo scontro finale con la dea, compare l'inquisizione spagnola il dio Apollo, intenzionato a far fuori tutti quegli sporchi umani che hanno alzato osare le mani contro un Dio, che rubano i posti di lavoro alle divinità per bene e non pagano le tasse. Atena decide di schierarsi dalla parte degli umani, e, mentre ammiriamo un Seiya completamente nudo e privo dei genitali[12] che assieme alla dea[citazione necessaria] si prepara ad affrontare Apollo, il film termina improvvisamente.

Wikiquote.png
«O mio Dio! Che figata! Voglio sapere cosa succederà! Vi prego ditemelo!»
(Spettatore alla fine del film)
SERIE DI ZEUS CANCELLATA
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«Ma vaff...»
(Spettatore che ha cercato notizie relative al seguito su internet)

Purtroppo Kurumada scoprì il sordido progetto di continuare la serie e la sua collera, di fronte ad un simile peccato, fu enorme. Dopo aver costretto i creatori del Tenkai a stare in ginocchio sui ceci per tre ore, annullò qualunque possibilità di proseguire la narrazione della saga del cielo. Seiya è rimasto per anni ignudo di fronte ad Apollo, ed ancora non sa cosa deve fare. E comincia ad avere freddo.

La saga di Hades

Notare l'altissimo livello grafico del capitolo Inferno.

Gli OAV de li mortacci tua

Sui Cavalieri sono anche stati tratti numerosi OAV[13] ovvero storie parallele al cartone animato svolte in un film. Eccoli:

  1. La saga di Odino
  2. I Cavalieri contro l'IMU
  3. Il destino di un Cavaliere
  4. Il Cavaliere della Casa delle Libertà

[modifica] I fallimenti editoriali di Kurumada

Kurumada tentò molteplici volte di fare storie iniziali o finali al suo manga, ma ogni volta fece incazzare la casa editrice e non riuscì a concludere un cazzo. Ecco le sue prove, iniziate e mai finite.

  1. I Cavalieri dello Zodiaco - Punto G
  2. I Cavalieri dello Zodiaco - Lost Paintshop Pro
  3. Abelarda - L'armatura di Seneca
  4. I Cavalieri dello zodiaco - Uniti contro Paolo Fox
  5. I Cavalieri dello zodiaco - Le armature di Plexiglass

[modifica] La Fisica dello Zodiaco

  • Se i protagonisti non stanno combattendo, o giacciono a terra in attesa di resuscitare, oppure stanno correndo per delle scalinate lunghe come il campo di Holly e Benji.
  • Una tecnica speciale usata contro un Santo per la seconda volta non è più efficace, questo non vale ovviamente per i raccomandati, soprattutto per Seiya che usa sempre lo stesso colpo più e più volte.
  • La forza di un individuo non si basa sull'allenamento o sulla bravura bensì sul pathos. Se fa scena, allora è forte, viceversa no. Ne è un chiarissimo esempio l'episodio 53 della prima serie italiana, dove Cassios, che fu battuto da un giovane Seiya quindicenne e senza armatura, mena senza problemi Shiryu e Shun contemporaneamente ed entrambi in armatura. Se ne ricava quindi il postulato di "se in un insieme finito detto Pathos si verifica che A > B e B > C, ne consegue che A < C se a C girano le palle."
  • L'avversario di turno è assolutamente immune al colpo del Santo per le prime X volte dove X è un numero qualsiasi maggiore di 0. La volta X+1 se la prende in pieno e risulta fatale, anche se contraddice tutto ciò su cui si è discusso fino a quel momento. Ad esempio, Hagen, dopo essere uscito indenne da tre Aurore del Nord di Hyoga, gli spiega che lui è totalmente immune al caldo e al freddo, quindi i colpi di Hyoga, basati sul freddo, non possono avere effetto. Morirà pochi secondi dopo, colpito da un'Aurora del Nord.
  • Quando un protagonista viene colpito la sua testa si ribalta all'indietro in modo spropositato.
  • Per sfuggire alla vista d'uno scudo maledetto non è neanche lontanamente possibile coprirsi gli occhi con una mano, girarsi dall'altra parte o bendarsi. L'unico modo consentito è ficcarsi due dita negli occhi e accecarsi. E poi fa più scena.
  • Se perdi la vista puoi continuare a combattere come se niente fosse.
  • Se perdi il tatto ti potrai muovere ma in preda alle convulsioni.
  • Se perdi il gusto per qualche motivo diventi anche muto, ma non fa niente, puoi sempre sfruttare la telepatia.
  • Se perdi l'udito te ne freghi e senti lo stesso.
  • Se perdi l'olfatto non puoi più sniffarti la candeggina.
  • Se perdi i testicoli sei fregato.
  • Seiya di Pegasus è immortale, nel senso che non può morire; anche se perde litri di sangue e sfonda a craniate pareti e colonne, alla fine vincerà sempre e si rialzerà, come niente fosse.
  • Ikki di Phoenix è immortale. Anche se l'avversario riesce ad ucciderlo, dopo qualche episodio ricomparirà, più bello e fresco che mai.
  • Hyoga/Crystal del Cigno è immortale. L'avversario può estirpargli il cuore, congelarlo o avvelenarlo a morte, ma alla fine in qualche modo riuscirà a salvarsi.
  • Shun di Andromeda non è immortale, ma per lui non è necessario esserlo; ogni volta che giunge al punto di morte arriva alla riscossa suo fratello Ikki, che lo salva per poi scomparire e ritornare qualche dozzina di puntate più tardi.
  • Shiryu del Dragone non è immortale. Ma l'autore dimentica, o forse finge di dimenticarlo, il patto fatto con il Santo dell'Ariete: se perde una sola goccia di sangue per lui è finita. Si dice che gli ettolitri versati copiosi ad ogni puntata siano infatti solo una trovata pubblicitaria. Shiryu è il nuovo testimonial della Heinz. Inoltre per essere di qualche minima utilità egli deve: perdere la vista e qualche altro senso, liberarsi dell'armatura e farsi rompere lo scudo indistruttibile, cosa che accade fin troppo spesso.

[modifica] L'adattamento italiano

Vincenzo Monti2.jpg

Il direttore dell'adattamento dei dialoghi italiani dei Cavalieri dello Zodiaco.

Quote rosso1.png Sirio, sento il tuo spirto guerrier ch'entro mi rugge. Quote rosso2.png

~ Pegasus di Pegasus leggendo I sonetti
Quote rosso1.png Si tratta d'un antica arte marziale cinese, la chiamiamo Contraddizione. Utilizzando una lancia, è possibile distruggere lo scudo avversario. Quote rosso2.png

~ Crystal del Cigno in un fantastico esempio d'adattamento
Quote rosso1.png Eh? Quote rosso2.png

~ Il pubblico sulla spiegazione di Crystal
Quote rosso1.png La morte atroce... È dunque così che il crudele fato m'impose d'andarmene, pervadendo le mie membra da codesta sensazione, constringendomi a non esser fautore de le azion ch'io promisi a guisa d'uno squallido fellone, oh ahi lasso, il mio gemito di tristezza a te s'invoca oh Lady Isabel. Futilmente... Quote rosso2.png

~ Pegasus di Pegasus sulla morte atroce, mentre esala l'ultimo respiro

Vi siete mai chiesti perché questo manga/anime è conosciuto come I Cavalieri dello Zodiaco e non Santo Seiya?[14] Quando quest'opera approdò nel nostro simpatico paesino, la sua traduzione ed adattamento venne affidata alle mani di abili nippologi come Ugo Foscolo, Vincenzo Monti e Chic Bipapo.

Costoro pensarono che in un'opera basata sulla Grechia fosse necessario elogiare la letteratura classica. Già che c'erano, fecero sparire tutti quei nomi impronunciabili e quegli antipatici riferimenti all'Oriente, al Giappone ed a tutta la robaccia che potrebbe traviare le menti dei pampini. Fu così che in Italia i Santi di Atena alternano mazzate a monologhi costruiti con terzine degne della Divina Commedia, per la gioia dei bambini che non capivano un cazzo di quello che dicessero i loro eroi.


I Nomi
I Cavalieri dello Zodiaco versione Sailor Moon.jpg

Le sapienti mani che si sono occupate dell'edizione italiana hanno ovviamente anche rimosso scene come queste.

Perché lasciare nomi strambi ed impronunciabili ai vari personaggi? Insomma guardate nomi come Saga, Aldebaran e Camus, così estranei, così equivoci. Molto meglio chiamare quasi tutti i personaggi con i nomi delle loro costellazioni: ecco che nascono così Pegasus di Pegasus, Andromeda di Andromeda, Phoenix della Fenice, Fish dei Pesci, Toro del Toro e tutti gli altri nomi che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Inutile dire che questo ha dato un fascino particolare alla serie in alcune occasioni:

- Spettatore 1: “Oggi si sfidano per vincere l'armatura di Pegasus.”
- Spettatore 2: “Secondo te chi vincerà, Pegasus o Cassios?”
- Spettatore 1: “Hmmm, non lo so. Probabilmente Cassios.”
Quote rosso1.png No, Andromeda, non puoi andare nell'isola di Andromeda a prendere l'armatura di Andromeda, devi andare all'isola della Regina Nera per prendere l'Armatura di Phoenix! E tu, Phoenix, non puoi andare all'isola della Regina Nera per prendere l'armatura di Phoenix, devi andare sull'isola di Andromeda per prendere l'armatura di Andromeda! Quote rosso2.png

~ Mylock smistando i poveri orfanelli


Il Buddhismo

Quando videro Shaka e la sua propensione al Buddhismo, l'arguto team di adattatori pensò di nascondere ogni riferimento a quella scomoda religione orientale. Nella versione italiana il ciccione con gli occhi socchiusi che si vede sullo sfondo non è Buddha ma Bud Spencer.


Elucubrazione ingannevole
Seiya shun caronte cavalieri dello zodiaco.jpg

Un tipico dialogo dell'edizione italiana.

Come si fa a rendere prolisso, aulico e classicheggiante anche il più semplice dei dialoghi? Semplice, basta complicarlo a più non posso utilizzando il collaudato metodo dell'Elucubrazione Ingannevole. Per trasformare a dovere qualunque scambio di battute in un capolavoro della letteratura epica, basta applicare le seguenti regole;

  • Inserire il nome del nemico in questione anche se è già stato citato;
  • Inserirlo nuovamente, finché perde il suo significato;
  • Rendere il tutto talmente prolisso da apparire logorroico al punto da far seccare le balle;
  • Inserire arcaismi, parole derivanti dal latino che in italiano solitamente non si usano e parole che ormai non sono più utilizzate nella lingua odierna;
  • Inserire termini dotti e termini tecnici relativi alle varie occasioni, creando espressioni come "maledetto, sta cercando di usucapire la mia forza!" oppure "tecnica della metempsicosi deflagranteee!";
  • Inserire spiegazioni che rasentano la difficoltà di comprensione dei testi filosofici dei grandi padri della scolastica;
  • Rendere la storia molto più complessa inserendo discorsi che nella versione originale non erano presenti, senza però cambiarla minimamente;
  • Cambiare i dialoghi tra i personaggi inserendone altri che non c'entrano nulla;
  • Tagliare miriadi di scene. Anche quelle non offensive, violente o contrarie al buoncostume.
  • Spezzare la tensione facendo dire frasi idiote ai personaggi anche se nella versione originale stavano zitti.

Vediamo quindi la tecnica dell'elucubrazione ingannevole all'opera, esaminando un semplicissimo dialogo tratto dall'anime originale.

- Seiya: “È fortissimo! Come faremo a batterlo?”
- Hyoga: “Tienilo occupato, utilizzerò un metodo che mi ha insegnato il mio maestro!”
Perplesso.gif

Tipica reazione dello spettatore medio di fronte all'elucubrazione ingannevole.

Una volta applicati i punti sopra esplicati, il dialogo si trasforma in questo modo:

- Pegasus: “Maledizione, il microcosmo di Docrates supera il macrocosmo universale. Battere Docrates sarà un'utopistica speranza. Possiamo costringere Docrates alla resa ma, eufemisticamente parlando, sarà piuttosto complesso. Crystal, hai tu qualche strategia a riguardo?”
- Crystal: “Accidenti Pegasus, Docrates è un gigante[15], la sua potenza rasenta quella di una furia divina incarnata in un corpo di roccia non scevro di bruta forza, se l'aver vinto avversari forti ci ha a nostra volta fortificati, sconfiggere un così possente colosso, dalle proporzioni titaniche, come Docrates, ritengo sia oltre ogni umana speme. Ma si, certo, quando mi allenavo col mio maestro mi disse che l'unico modo di sconfiggere i giganti è quello di congelar loro le gambe! Renderò ghiaccio i sui polpacci e brina le sue giunture. Distrai la sua rozza mente e nel frattempo io, concentrerò tutta la forza della galassia nei cristalli di ghiaccio scaturenti dai miei palmi, grazie alla meditazione in movimento appresa tra le desolate lande spazzate dal vento del nord.”


I Discorsi del Vecchio Maestro

Nell'edizione originale il caro vecchietto distribuiva consigli a iosa all'allievo, in maniera chiara, stringata ed immediatamente comprensibile. Una cosa naturale, visto l'importanza di tali suggerimenti. Un esempio:

- Vecchio Maestro: “Sirio non usare quel colpo, altrimenti morirai!”
- Sirio: “Certo, maestro.”

Nella versione italiana, a sottolineare la saggezza dello gnomo viola, nonchè la sua lieve tendenze allo sfrangere i maroni, le cose cambiano leggermente. I discorsi si infraciscono di dotte considerazioni sul movimento degli astri, la crudeltà del fato, il destino dell'umanità, elementi di botanica spicciola, filosofia taoista, yoga, divertenti stacchetti di cabaret e così via. Il risultato è che il povero Sirio, ammesso di aver resistito a tutta l'omelia senza addormentarsi, alla fine del discorso non ricorda più quale colpo non deve usare. Vediamo come diventa nella versione italiana il passaggio esemplificato in precedenza:

- Vecchio Maestro: “Sirio una lepre e un luccio si incontrarono un giorno in un bosco e la lepre disse: "Cosa fai fuori dall'Acqua?"”
- Sirio: “Cosa maestro?”
- Vecchio Maestro: “Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura”
- Sirio: “Ehm... Certo, maestro!”
- Vecchio Maestro: “Inoltre le Grossulariacee appartengono all'ordine delle Sassifragali e in queste sono le più vicine, evolutivamente, alle Sassifragacee.”
- Sirio: “Uhm... Sì, sì.”
- Vecchio Maestro: “Sirio, ricorda che il dragone nascente pusterdati con trazione Antani anche per due perde il contatto con la supercazzola e non stuzzica la brematurata”
- Sirio: “Ehm... Che?”
- Vecchio Maestro: “Ciupa!”

[modifica] Curiosità

  • I Cavalieri dello Zodiaco è l'unico manga le cui controparti Yaoi hanno meno riferimenti omosessuali e sono SEMPRE disegnate meglio dell'originale.
  • L'UNESCO ha denunciato Seiya per aver distrutto a capocciate tutte le colonne del Grande Tempio, patrimonio artistico della Grechia.
  • Un Santo che si rispetti cade sempre e solo di testa.
  • I Cavalieri combattono solo con i loro corpi perché la dea Atena, che essi servono, odia le armi[16]. Fa eccezione l'armatura di Libra, dotata di 12 armi da distribuire ai Cavalieri in caso di necessità. Qualcuno avvisi la dea che Andromeda e Albione usano delle catene, Agape un disco, Vesta una palla chiodata, Nemes una frusta, Sagittario arco e frecce. Poi ci sono le armi improprie come le rose di Aphrodite o i corvi di Jamian. E non dimentichiamoci della spada Excalibur, che non si sa bene come da Re Artù sia passata ad Atena. Ah no, quella no... è stata la stessa Atena a regalarla a Shura[citazione necessaria]. Molto coerente.

[modifica] Voci Correlate

[modifica] Collegamenti Esterni

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Mitsumasa Kido per i nippomani ed i puristi
  2. ^ Han sostenuto prove di rara crudeltà (SOL-7, LA7)
  3. ^ No, non ha un Death Note.
  4. ^ Uhm, dove l'ho già sentito?
  5. ^ Ben due.
  6. ^ Sai che gran sacrificio, erano tutti praticamente morti o morenti.
  7. ^ Ebbasta!
  8. ^ Artemide è una Fun di Neon Genesis Evangelion
  9. ^ Ma no!
  10. ^ Ma dai!
  11. ^ Anche questa non si era mai vista, eh?
  12. ^ Evidentemente la spadata di Hades era andata a segno, ma non al cuore
  13. ^ Acronimo di Österreichischer Alpenverein, ossia Lega Alpinistica Austriaca.
  14. ^ Probabilmente no.
  15. ^ Ma va?
  16. ^ Le armi costano.
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