Cartesio
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Cartesio, conosciuto anche come Renée des Cartes d'or Algida, pseudonimo di Renée Decarta, è stato un puttaniere, gelataio e nel tempo libero anche filosofo francese della seconda, o forse della prima, metà di un secolo. È meglio conosciuto come Cartesius: il figlio di Dio, in quanto in possesso di un potere simile solo a quello di Germano Mosconi e Francesco Viola.
[modifica] La vita
Cartesio nacque a Nimega da una agiata famiglia di liberti, che, stanchi della vita cittadina e degli uccelli che rendevano impossibile le scampagnate al parco, nonostante i tentativi di ucciderli con pane avvelenato, si trasferirono presso il regno dei Puffi.
Qui il giovane Cartesio studiò scienze, matematica, fisica e storia del baseball. Nonostante tutto, a detta del suo biografo Francesco Viola: "Ciao, sono Francesco Viola, dannazione! Cartesio non era minimamente in grado di socializzare coi compagni di classe, anzi, spesso si faceva antipatico nei loro confronti ed esprimeva pareri negativi sui piatti della mensa dell’istituto". I genitori, preoccupati per la situazione e sollecitati dai professori, provarono a parlare col giovane Cartesio, ma quando entrarono nella sua cameretta lo trovarono stranamente sorridente, con occhi rossi e i baffi cresciuti.
“Renée! Ma cosa ti è successo?!†dissero allarmati i genitori. Il figlio li guardò, e senza mutare espressione disse: “People from Iibiza?â€.
A questo punto col braccio indicò un mobile presso la sua cameretta e con la sola forza del pensiero lo fece spostare distruggendo il mobile e tutta l’argenteria di casa. Cartesio aveva i superpoteri.
Abbandonò la scuola, dopo averla distrutta, nonostante le forze dell’ordine, andò dal primo sarto della città comprandosi vestiti lussuosi come quelli di Luigi XIV, si comprò una maschera e richiese di farsi cambiare il nome in "Cartesius: il figlio di Dio".
Per il resto della sua vita visse nella sua personale reggia dove continuò i suoi studi. Si dice sedesse nella sala del trono con un mantello lungo venti metri, una maschera d’oro in volto in quanto nessuno era degno del suo sguardo, un po' come Maometto, utilizzando i suoi superpoteri per sconfiggere i supereroi che contestavano le sue tesi scientifiche (tra i quali ricordiamo: L’Udeur, Lawrence d’Arabia, il quinto emendamento, l’esercito delle dodici scimmie, sua eccellenza del Gianduia e la danza della scimmia).
Secondo la leggenda popolare morì, gettandosi sulla propria spada, in quanto non impossibilitato a esprimere al mondo intero il mistero della tettoniche a placche e della bruttezza di Matteo Fabrizi (detto anche El Falieù).
[modifica] La disputa
Renée cominciò la sua brillante attività filosofica di gelataio contestando agli scettici le loro idee. Durante un’accesa disputa, nella quale volarono anche insulti come “Ateo!†o “Umanista!â€, fu folgorato da un’idea. Dopo essere stato ricoverato per due mesi all’ospedale con gravi ustioni di terzo grado su tutto il corpo, riuscì finalmente a condensarla nella lapidaria frase che ancora oggi citiamo: “Coito, ergo sumâ€. Nonostante sulle prime tutti lo avessero deriso dandolo per pazzo, il significato di quella frase fu subito colto da i suoi collaboratori: la non-esistenza di un uomo può essere dimostrata in qualsiasi modo, sia esso una dimostrazione filosofica o una semplice cementazione in stile mafioso, ma una cosa rimane certa: finché egli tromba ed insemina una donna tutto si può dire di lui, tranne che non esista. Altrimenti gli stimoli che essa riceve (è proprio il caso di dirlo) da dove cazzo vengono? Per non parlare del fardello che questa si porterà in grembo per nove mesi! Così gli scettici (che si scoprì poi essere sponsorizzati dalla Motta) ricevettero la stoccata finale. Purtroppo dopo questa geniale intuizione il nostro beniamino si montò la testa e cominciò a dire cazzate del tipo “Se esisto io, allora esiste anche Dio! Se fa rima vuol dire che deve essere così!â€, e tutti cominciarono a percuoterlo ripetutamente e con crescente piacere. Fu così che egli si recò dalla regina di Svervezia (da non confondere con la Svervegia, che pur di liberarsene si faceva dare lezioni da lui alle cinque di mattina, quando era appena tornato dal bordello di fiducia, finché un (bel) giorno gli fece prendere una polmonite e così lo sistemò. Il suo corpo fu affogato al caffè come da testamento, sigillato in una vaschetta e sepolto in Culo al Mondo.
[modifica] CuriositÃ
- Cartesio si è piazzato al quinto posto nella classifica del torneo di sollevamento pesi di Cividale del Friuli. Secondo un diretto testimone (Hollywood Hulk Hogan): “Egli grazie ai superpoteri, aveva sviluppato una massa muscolare invidiabile, grazie ad una seria costanza nell’allenamento e... ohi, ciao Maxi! Come va la vita?â€.
- Era una ammiratore della pizza Cantelli.
- Amava la birra.
- Rifiutò le avances di due marinai olandesi gay che volevano convincerlo ad andare con loro per un anno in una nave delle Compagnie delle Indie per poi provarci. Per punizione Cartesio si recò alla casa dei marinai e, nonostante fossero muniti di spade, con la sua onda energetica li trapiantò nel centro di Bari trasfigurandoli.
- Era un sostenitore dell’inossidabile differenza tra clero e cloro.
- Collezionava teste e ne aveva una collezione.
- Era il cugino di primo grado di Kenneth Branagh.
-Pare che la celebre frase di Cartesio "cogito ergo sum" fosse in origine "coito, ergo sum". Almeno è quanto riportato in un articolo del periodico PiùTivù di Sandro Mayer, firmato da Alfonso Signorini.
- Si dice che, in quanto "Grande rollatore di canne" (come scrisse Massimo D'Azeglio), avesse inventato un particolare tipo di cartine (mai viste finora)... da qui il soprannome Cartesio.


