Campionato mondiale di calcio 1970

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Logo Mondiali Messico 1970.jpg

L'innovativo logo del mondiale messicano.

Mexico 1970 il logo mondiali fake.jpg

Uno dei loghi proposti per i mondiali del 1970, scartato alla fine con ritrosia.

Quote rosso1.png Cos'è il Messico? Quote rosso2.png

~ Tifoso di calcio ignaro di geografia.
Quote rosso1.png Cos'è il calcio? Quote rosso2.png

~ Tifoso di geografia ignaro di calcio.
Quote rosso1.png Cos'è il 70? Quote rosso2.png

~ Tifoso di calcigrafia ignaro di matematica.
Quote rosso1.png Cos'è? Quote rosso2.png

~ Tifoso di matecalcigrafia ignaro di tutto il resto.

Il campionato mondiale di calcio 1970 si disputò quasi certamente nel 1970 in Messico, ragion per cui viene anche detto Mexico 70, senza che alcuno si ponga dubbi esistenziali sulla misteriosa sostituzione della doppia "s" a vantaggio della singola "x". La decisione di disputarlo proprio in Messico era stata dettata dal particolare criterio selettivo degli organizzatori: i modiali disputati in Cile nel 1962 erano stati preceduti da un violento terremoto due anni prima; lo stesso era accaduto a Città del Messico nel 1968. Inoltre c'era da rispettare la rigorosa alternanza continentale: una volta in America, una volta in Europa. Non c'erano cazzi, e non ce ne sarebbero stati fino al 2002, quando una coalizione di musi gialli spezzò l'egemonia dell'asse Europa-America.

Il Messico in quegli anni era una nazione di tipo essenzialmente messicano: una folla sterminata di tizi baffuti col sombrero, facili alla pennichella, divoratori di tortillas e tabasco con tracce di fagioli rossi. In Italia in quei tempi l'archetipo del messicano medio era rappresentato dal cartone pubblicitario del Merendero Dindondero, ma anche dal sergente Garcia del telefilm Zorro. Calcisticamente parlando, non si era granché lontani dalla verità: il Messico stava al calcio come la panna montata sta al gulasch, però finalmente giocavano in casa e avrebbero potuto corrompere gli arbitri. Questi ultimi, però, fraintesero la parlata dei messicani, credendola portoghese, quindi il mondiale prese una piega decisamente brasiliana.
Ma andiamo per ordine.

[modifica] La Coppa Jules Rimet

Jules Rimet.jpg

"La mia coppa è bellissima, non credete alle stronzate di questa pagina!"

Coppa Rimet.jpg

Tanto sbattimento per questa patacca!

Messa in palio a partire dal 1930, la Coppa Rimet (Parigi, 1929 - da qualche parte in Brasile,1983) era un oggetto parecchio kitsch alto un Holmes[1] e pesante circa quattro chili, due terzi dei quali erano costituiti dal basamento in marmo. Il resto era argento "sterling" placcato in oro "Bologna". Rappresentava una Nike alata che sorreggeva un pitale di forma apparentemente ottagonale, ma se la si guardava controluce poteva apparire totgonale. Lo stile Liberty e l'Art Déco allora imperanti influenzarono notevolmente il suo realizzatore, un orafo parigino con le stesse idee estetiche di Moira Orfei, che si produsse in una creazione ritenuta pacchiana fin da allora. Se la sarebbe aggiudicata in via definitiva la squadra che avesse vinto i mondiali per tre volte, anche non consecutive. In Messico erano presenti tutte le nazionali che avevano vinto il mondiale due volte (Uruguay, Brasile, Italia), quindi era assai probabile che questa fosse la volta buona, e infatti andò così. Il Mondiale messicano assegnò per sempre al Brasile l'ambito trofeo, la cui storia è stata caratterizzata da torbide vicende e loschi maneggi: dopo aver subito un primo sequestro a scopo di estorsione nel 1966, una tentata violenza carnale nel 1967, una martellata da parte di un folle nel 1969, la coppa fu trafugata nel 1983 dalla sede della Federcalcio carioca, e venne fusa in vari lingotti che ora fungono da fermaporte nelle ville di alcuni narcotrafficanti.
Dal 1974 la FIFA mette in palio un trofeo realizzato dallo scultore italiano Sivio Cazzarola Cazzafiga Gazzaladra Gazzaniga, ma poiché Jules Rimet si era ricongiunto agli avi da un pezzo e poiché chiamarla "Coppa Gazzaniga" suonava quantomeno cacofonico, si decise di chiamarla "Coppa FIFA". La Coppa Rimet non ne ha mai voluto riconoscere la paternità, rifiutandosi persino di sottoporsi al test del DNA.

[modifica] Le squadre partecipanti

Mexico 1970 albo squadre.jpg

[modifica] La formula del torneo

Formula a sè stante.jpg

L'iniziale formula proposta per il torneo.

Gli organizzatori spingevano per una formula innovativa, l'edizione precedente era permeata della pesante rigidità anglosassone, stavolta si voleva conferire alla competizione dinamismo e imprevedibilità. Inizialmente fu valutato un torneo a 142 squadre, con due gironi (andata e ritorno) all'italiana. L'idea fu scartata per due motivi:

  1. alcune nazioni (tra cui Lesotho e Nagorno-Karabakh) non avevano abbastanza abitanti per fare la squadra,
  2. la fase finale si sarebbe giocata in concomitanza con i Mondiali di Spagna '82.

Si optò per una drastica riduzione dei partecipanti, arrivando alle consuete 16 squadre. Per la fase eliminatoria si pensò alla formula del Trofeo Birra Moretti: 5 gruppi da 3 squadre col riporto di una, qualificata per principio, ovviamente il Messico (come paese ospitante). A questo punto si passava all'eliminazione diretta con intarsio a sorpresa e "buttata in caciara":

Messicano nudista che fa la siesta.jpg

La mascotte Juanito in un momento di "quasi totale" relax.

Due cerchi concentrici.gif

Messicano visto dall'alto.

  • Partita 1: vincente Gruppo 1 - seconda Gruppo 2
  • Partita 2: vincente Gruppo 2 - seconda Gruppo 1
  • Partita 3: vincente Gruppo 3 - seconda Gruppo 4
  • Partita 4: vincente Gruppo 4 - seconda Gruppo 3
  • Partita 5: vincente Gruppo 5 - Messico
  • Partita 6: Messico - seconda Gruppo 5
  • Partita 7: Rappresentativa locale paraplegici - Messico
  • Partita 8: Messico - Reduci Battaglia di Alamo

Fu allora che si resero conto che, ai quarti di finale, il Messico poteva seriamente incontrare se stesso. Per non correre rischi inutili si tornò alla formula già utilizzata in quelli inglesi del '66.
Dunque settantacinque nazioni in tutto il mondo si sfidarono all'ultimo sangue negli incontri di qualificazione, con la formula dell'eliminazione diretta e definitiva, che implicava l'eliminazione fisica delle squadre sconfitte. Al termine ne rimasero in piedi solo quattordici, che si affrontarono nella fase finale alla quale ebbero accesso di diritto l'Inghilterra, come campione in carica, e il Messico, in qualità di Paese organizzatore, per un totale di sedici squadre. Attraverso l'applicazione della logica combinatoria e dell'algebra booleana si giunse ad elaborare il modello geometrico e matematico su cui strutturare il torneo: quattro gironi di quattro squadre ciascuno. Passano il turno le prime due classificate di ogni girone per punti, differenza reti in caso di parità, differenza gnocche da compagnia in caso di ulteriore parità, differenza mazzette in caso di ulteriore parità, roulette russa in caso di ulteriore parità, perché alla pazienza umana c'è un limite. Le otto squadre che passano il turno vengono incrociate, secondo le regole delle parole crociate crittografate[2], a formare i quarti di finale, partite secche le cui vincenti vengono accoppiate seguendo la regola di Ruffini a formare le due semifinali. Chi le perde gioca una partita del tutto inutile se non per sfogare la delusione, chi le vince disputa la finale. Più chiaro di così.
Per la prima volta furono ammesse le sostituzioni di due giocatori di movimento e vennero introdotti i cartellini, colorati di giallo e di rosso, rispettivamente per ammonizioni ed espulsioni, invenzione di quel fenomeno da baraccone dell'arbitro inglese Aston, balzato alle cronache (e sulle palle a parecchi) per aver uccellato bravamente[citazione necessaria] l'Italia ai Mondiali di calcio Cile 1962, nella partita conosciuta come Battaglia di Santiago.

Mexico 1970 Juanito mascotte dei mondiali.jpg

Il pupazzetto Juanito, mascotte della competizione, realizzato a mano dagli orfani di Aguascalientes (con colori assai tossici). Era uno di quei pupazzetti col ferretto interno, che potevi mettere in posa come ti pare... almeno inizialmente. Poi il ferretto si rompeva, gli andavano i gomiti al contrario e sembrava uno investito da un TIR (e il bimbo piangeva).

Gli incontri ebbero luogo dal 31 maggio al 21 giugno 1970, in località la cui altitudine media sul livello del mare sforava spesso e volentieri i duemila metri. Per sopperire alla rarefazione dell'ossigeno ogni nazionale escogitò i sistemi più disparati: dalla masticazione di foglie di coca (Perù) all'ingestione di ingenti quantità di alcolici (Inghilterra e Romania); dall'alimentazione a base di pasta aglio olio ed elio (Svezia) all'utilizzo di bibite gassate (Belgio). L'Italia, oltre ad avere un paio di compressori con cui insufflare aria compressa dentro gli atleti, era giunta in Messico qualche tempo prima per un periodo di acclimatamento, trascorso per lo più ad Acapulco, sul livello del mare, cosa che lo rese del tutto inutile.
Questi i pronostici, con relative quotazioni, che andavano per la maggiore tra gli allibratori:

  • Bandiera Belgio.gif Belgio, dato per spacciato alle eliminatorie.
  • Bandiera Brasile.gif Brasile, una delle favorite perché vantava tra le fila Pelé, puntando 10.000 dollari sulla sua vittoria finale, vincevi un Pan di Stelle.
  • Bandiera della Bulgaria.jpg Bulgaria, considerata una probabile mina vagante e per questo fatta brillare per ragioni di sicurezza.
  • Bandiera della Cecoslovacchia.png Cecoslovacchia, compagine ingiustamente sottovalutata, la qualità era buona (specie la moglie del terzino destro Dobiaš)·
  • Croce pirata.jpg El Salvador, considerata fottuta in partenza, puntando una sigaretta sulla sua vittoria ai mondiali, potevi vincere il Cremlino.
  • Bandiera nazista.jpg Germania Ovest, altra grande favorita, oltre ai vari Müller e Beckenbauer poteva contare su Leopard (anch'esso di grosso calibro).
  • Bandiera dell'Inghilterra.gif Inghilterra, aveva vinto l'edizione precedente, come profetizzato da un giovanissimo Mago Otelma (considerato da allora uno "sculato incredibile").
  • Bandiera di Israele con svastica.JPG Israele, i giocatori partirono svantaggiati, erano convinti di dover giocare a polo e passarono notti insonni a studiare quello strano gioco chiamato calcio.
  • Bandiera Italia con pizza.png Italia, altra pretendente al titolo, aveva come allenatore Ferruccio Valcareggi, ma poteva farcela lo stesso.
  • Tappeto rosa.jpg Marocco, parteciparono col solo obiettivo di piazzare qualche tappeto berbero.
  • Bandiera messicana con sombrero.jpg Messico, il cui magazziniere poneva classe e determinazione al servizio del C.T. Cárdenas, la mala suerte gli fece incontrare l'Italia ai quarti, R.I.P.
  • Bandiera del Perù.png Perù, compagine davvero temibile, fu la vera rivelazione del campionato, come squadra e come nazione.
  • Bandiera Romania con vecchio.png Romania, quando si accorsero che i treni messicani erano a carbone e non c'era rame da rubare, si fecero eliminare apposta dalla competizione.
  • Bandiera della Svezia stile Svastica e logo IKEA.PNG Svezia, fu eliminata per l'unico gol segnato dall'Italia durante la fase a gruppi, tornando in patria fecero scalo a Lourdes.
  • URSS mini bandiera.svg.png URSS, aveva in porta il leggendario Lev Jašin che beccò due soli gol durante la competizione, di cui uno fatale per l'eliminazione.
  • Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay, si portò ai quarti con due gol segnati ad Israele[3], arrivò alle semifinali col gol rifilato alla Russia (quando dice culo...)

[modifica] La fase a gruppi

Tanto per dare un'impronta di novità, la classifica fu corredata da un giudizio espresso col televoto.

[modifica] Gruppo 1

Squadra Punti Giocate Vinte Pari Perse Gol fatti Gol subiti Differenza reti Giudizio
URSS 5 3 2 1 0 6 1 +5 Si... beh... in effetti...
Messico 5 3 2 1 0 5 0 +5 Distinto, ma potrebbe far meglio
Belgio 2 3 1 0 2 4 5 -1 Sufficiente, ma nemmeno tanto
El Salvador 0 3 0 0 3 0 9 -9 Ma vaffanculo!
Squadra Risultato Squadra Cronaca
Bandiera messicana con sombrero.jpg Messico 0 - 0 URSS mini bandiera.svg.png URSS L'errore fu giocare la partita alle ore 12:00, i messicani anticiparono il pranzo e scattò la siesta prematura. Mentre sugli spalti dormivano tutti beatamente i calciatori, infastiditi dall'assordante russare, improvvisarono una combine e, vista la calura, decisero di non sudare troppo. Tornarono negli spogliatoi con l'aria condizionata, ci fu un rinfresco, una gara a shottini di vodka, si scolarono 15 casse di Corona Extra ghiacciata e, dopo il ruttino, tornaro in campo in tempo per il fischio finale.
Bandiera Belgio.gif Belgio 3 - 0 Croce pirata.jpg El.Salvador Molti, prima della partita, si erano chiesti cosa diamine ci facessero lì quelle due squadre. El Salvador stava al calcio come il rublo alla valuta pregiata. Invece, quel furbetto del C.T. del Belgio aveva tesserato clandestinamente due figli di immigrati italiani, Goffredo De Mari (ribattezzato Wilfried Van Moer) e Ruggero Lamberti (sui documenti Raoul Lambert). I due fuoriclasse duettarono durante tutta la partita. Al 12' Lamberti rinvia dalla difesa, la palla finisce a De Mari che insacca di nuca da centrocampo. Al 54' De Mari crossa verso la porta salvadoregna, vista l'indecisione dei difensori, si getta di corsa in area e insacca di testa. Al 76' De Mari dribbla otto giocatori, fa due sombrero al guardalinee, una rabona all'arbitro, si fa una Veronica che passava da quelle parti e, nel momento di concludere in porta, viene annientato in area dal roccioso stopper Osorio, rigore!! Si incarica della battuta Lamberti che sigla il terzo gol.
URSS mini bandiera.svg.pngURSS 4 - 1 Bandiera Belgio.gif Belgio Orfana del fuoriclasse De Mari, il Belgio si arrende presto all'armata rossa. Byšovec' (14’ e 63’), Asatiani (57’) e Khmelnitsky (76’) s'incuneano nella fragile difesa belga come un Miracle Blade nel burro, o come un vibratore di 30 cm in Sasha Grey. All'86' Lamberti segna e riaccende le speranze[4] per il Belgio.
Bandiera messicana con sombrero.jpg Messico 4 - 0 Croce pirata.jpg El.Salvador Anche questa partita viene giocata alle 12:00 sotto un sole infernale, i messicani finiscono ancora una volta preda dell'abbioccone[5]. Ne approfitta il portiere salvadoregno Magaña per riposare la schiena, la sua lombalgia era peggiorata nel continuo piegarsi a raccogliere palloni nella sua porta. Al 45' accade l'imprevisto, il malaccorto difensore salvadoregno Quintanilla schiaccia una caccola del compagno Pineda (resa croccante dal sole), il rumore sveglia la punta messicana Valdivia che tira e segna. Nel secondo tempo i messicani tornano in campo decisi a chiudere l'incontro prima che si scaldino le birre (il CT Cárdenas le aveva lasciate volutamente al sole, promettendo la sostituzione a chi segnava). Lo stesso Valdivia (46’), Fragoso (58’) e Basaguren (83’) raggiungono anticipatamente lo spogliatoio.
URSS mini bandiera.svg.png URSS 2 - 0 Croce pirata.jpg El.Salvador I salvadoregni vanno in campo decisi a non ripetere l'ennesima figuraccia. L'illusione dura un tempo, Byšovec' (51’ e 74’) fa guadagnare a El Salvador (9 gol subiti e zero fatti) il titolo di Squadra Materasso 1970.
Bandiera messicana con sombrero.jpg Messico 1 - 0 Bandiera Belgio.gif Belgio Si tenta di far arrivare il Messico prima nel suo gruppo, quindi si gioca alle 16:00 per scongiurare il consueto appisolamento. Al 14' il corrotto arbitro argentino Coerezza ferma (in area) la palla con la mano e incolpa il difensore belga Vandendaele, rigore!! Segna Gustavo Peña, che in seguito si mangia altri 3 gol fatti. In virtù del maggior numero di gol segnati è prima la Russia, al Messico (come seconda) toccherà l'Italia. Peña viene sepolto vivo sulla pista di atletica, nella sabbia del salto triplo.

[modifica] Gruppo 2

Squadra Punti Giocate Vinte Pari Perse Gol fatti Gol subiti Differenza reti Giudizio
Italia 4 3 1 2 0 1 0 +1 Pure stavolta gli ha detto bene
Uruguay 3 3 1 1 1 2 1 +1 Certo che pure questi...
Svezia 3 3 1 1 1 2 2 0 Tentare nel salto in alto?
Israele 2 3 0 2 1 1 3 -2 Incredibile! Due punti!!?!
Squadra Risultato Squadra Cronaca
Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay 2 - 0 Bandiera di Israele con svastica.JPG Israele L'Uruguay è per tradizione squadra "tosta", che fa dell'agonismo la sua principale arma. Israele invece punta sulla tattica e il possesso palla, evitando se possibile lo scontro fisico (fosse stata la Palestina, al limite due bombette...). Passano venti minuti durante i quali le due squadre si studiano: gli uruguagi corrono come matti, gli altri li guardano perplessi. Al 23' Maneiro sfonda la "Striscia di Puebla" (una zona di campo dichiarata franca durante lo scambio dei gagliardetti) e segna, 1-0. Il capitano Shmuel Rosenthal controlla tra le 613 mitzvòt se sia giusto incazzarsi a bestia. Il rabbino Mordecai Menahem Kaplan studia la Torah, trova un vago accenno al Tre-tre Giù-giù, ma del gioco del calcio nemmeno l'ombra. Nell'intervallo saltano definitivamente i negoziati, il Mossad tenta di accoppare l'autore del gol per rappresaglia. Inizia la ripresa, è il 50’ quando Mujica raddoppia. Israele si arrende, ma pretende e ottiene in cambio uno spogliatoio più grande.
Bandiera Italia con pizza.png Italia 1 – 0 Bandiera della Svezia stile Svastica e logo IKEA.PNG Svezia La Svezia è squadra di tutto rispetto e vanta ottime individualità, forse il solo portiere è sotto la media. Infatti, per un rinvio "ciabattato" da Hellström la palla finisce a Domenghini, l'occasione non va sprecata, è il 10' e l'Italia passa in vantaggio. Valcareggi aveva preparato tatticamente la squadra a questa eventualità e l'Italia passa al 9-1-0, al confronto: il "catenaccio" di Nereo Rocco era "calcio champagne".
Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay 0 – 0 Bandiera Italia con pizza.png Italia Per fronteggiare lo strapotere fisico degli uruguagi l'Italia si affida alle migliori doti di palleggio. L'operazione riesce e gli azzurri addormentano la partita, le tribune, il settore distinti nord e quasi un milione di persone nella poltrona davanti alla TV. Le due squadre si spartiscono un prezioso punto che, nel sistema vittoria = 2 punti, potrebbe valere la qualificazione.
Bandiera di Israele con svastica.JPG Israele 1 – 1 Bandiera della Svezia stile Svastica e logo IKEA.PNG Svezia Nel prepartita il rabbino Mordecai tiene un discorso alla squadra, secondo la qabbalah la possibilità di partecipare ad un altro mondiale è pari allo Zero Assoluto. Per questo motivo chiede il massimo sacrificio a tutti, al fine di scongiurare un'altra figura di merda, che non sarebbe affatto Kasherut. Israele resiste per tutto il primo tempo, ma capitola al 53’ sul gol di Turesson. A questo punto il Mossad fa la sua mossa, un fotografo fa pervenire al portiere svedese una foto in cui sua moglie è appesa, a testa in giù, su una vasca di coccodrilli. Tre minuti dopo Spiegler ha l'unica occasione della partita per tirare in porta, ma liscia clamorosamente e la palla rotola comoda verso il portiere svedese, Hellström simula un infarto, cade di lato e il pallone finisce in porta, è il 56’ e Israele pareggia.
Bandiera della Svezia stile Svastica e logo IKEA.PNG Svezia 1 - 0 Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay La Svezia ha complicato il suo cammino nella partita precedente, ora deve vincere e con due gol di scarto. La mette subito sul piano fisico: pressing forsennato, "tacchettate" alle giunture, interventi da tergo e ginocchiate alle palle quando servono. Gli uruguagi non si lasciano intimorire, anzi, ricambiano con gli interessi. Alla fine del primo tempo l'infermeria dello stadio assomiglia di più ad una macelleria. Il copione si ripete per tutto il secondo tempo e, al 90', Ove Grahn segna. Nei due minuti di recupero Kindvall ha la palla del 2-0 ma sbaglia. Al rientro in patria verrà abbandonato al largo del Mar Baltico.
Bandiera Italia con pizza.png Italia 0 - 0 Bandiera di Israele con svastica.JPG Israele L'Italia è già qualificata e Israele già spacciato, si prospetta una partita di tutto relax. Toluca in questa stagione è bellissima, non c'è niente di meglio che una passeggiata su un bel prato. Si organizza un picnic con scambio di cibo tra le due compagini, da una parte: rigatoni con la pajata, coratella, porchetta e cicoria ripassata, dall'altra: shakshuka, labaneh, falafel e shawarma. La simpatica iniziativa non ha successo, perché gli israeliani non mangiano roba che non sia kosher, mentre gli italiani non mangiano roba che fa cagare. Il vino però mette tutti d'accordo, ci si ubriaca, si dicono barzellette zozze e la festa riesce comunque.

Al termine della fase eliminatoria l'Italia si qualifica segnando, quasi per sbaglio, un solo gol, impresa restata unica nella storia dei mondiali.
La partita Italia-Israele divenne famosa per un increscioso malinteso. La cronaca era affidata al leggendario Nicolò Carosio, che riusciva a trasformare, con le sue parole, una spudorata melina in: "fine e intrigante fraseggio prolungato a centrocampo che testimonia le superbe doti di palleggio della squadra". Arbitro della partita il brasiliano Antonio De Moraes, uno dei guardalinee l'etiope Seyoun Tarekegn. Al 29' del secondo tempo Gigi Riva segna dopo un'involata delle sue, l'arbitro convalida ma il suo assistente è "scuro in volto" e con la bandierina alzata, De Moraes annulla per un fuorigioco inesistente (come evidenziato dalla moviola e dalla bestemmia corale della tifoseria italiana). Carosio fu accusato di aver apostrofato in modo irriguardoso il folle sbandieratore, con la frase:

Wikiquote.png
«...sei un negraccio di merda preciso!»

In realtà disse:

Wikiquote.png
«...Seyoun nega ciò che Moraes ha deciso!»

A causa di qualche "scrocchio" di troppo, nell'imperfetta linea di comunicazione messicana, la frase arrivò distorta. Sta di fatto che da allora Nicolò Carosio non telecronacò più nemmeno nei tornei di calcio balilla, e tirò a campare curando una striminzita rubrica sportiva sul Topolino degli anni '70.

[modifica] Gruppo 3

Squadra Punti Giocate Vinte Pari Perse Gol fatti Gol subiti Differenza reti Giudizio
Brasile 6 3 3 0 0 8 3 +5 Bedda matri!! Ubriacano gli avversari
Inghilterra 4 3 2 0 1 2 1 +1 Non male, bevessero meno...
Romania 2 3 1 0 2 4 5 -1 Discreti, smettessero di bere...
Cecoslovacchia 0 3 0 0 3 2 7 -5 Scandalosi! Bevessero di più...
Squadra Risultato Squadra Cronaca
Bandiera dell'Inghilterra.gif Inghilterra 1 - 0 Bandiera Romania con vecchio.png
Romania
L'Inghilterra vantava assi del calibro di Bobby Charlton, Bobby Moore e Bobby Solo, la Romania opponeva i suoi Nicolae Lupescu, Mircea Lucescu e Assay Mănescu. La partita fu equilibrata per tutto il primo tempo. Prima dell'inizio del secondo, nel passaggio degli spogliatoi, il CT rumeno Angelo Niculescu urtò quello inglese Alf Ramsey, ci furono sorrisi e pacche sulle spalle (in perfetto fair play britannico) e sparì un portafogli e un Rolex Submariner (in perfetto stile zingaro). Ramsey perse il suo aplomb e si "imbervì" come un grizzly, fece entrare il suo bomber Geoff Hurst (che voleva risparmiare in vista del Brasile) e questi lo ripagò col gol partita al 65'.
Bandiera Brasile.gif Brasile 4 - 1 Bandiera della Cecoslovacchia.png Cecoslovacchia Il Brasile del '70 fu giudicato da molti il più grande di tutti i tempi, tra le sue fila c'erano Jairzinho, Gérson, Pelé e Rivelino, autentiche macchine da gol. La Cecoslovacchia poteva contare su alcune buone individualità: Bohumil Veselý (che sapeva cucinare uno Škubánky al papavero favoloso) e Jozef Adamec (un cesellatore di squisito gusto). Col pallone avevano qualche difficoltà ma, al 11', quella testa calda di Ladislav Petráš non ti va a segnare!?! Fu un grosso errore, il Brasile "la prese a male" e si scatenò: Rivelino (24’), Pelé (59’) e Jairzinho (61’ e 81’) spazzarono via la fragile difesa cecoslovacca.
Bandiera Romania con vecchio.png Romania 2 - 1 Bandiera della Cecoslovacchia.png Cecoslovacchia L'essere umano è spesso incapace di imparare dai propri errori; Ladislav Petráš evidentemente "teneva a' capa tosta" e, appena al 5', compie l'ennesima bravata: 0-1 e palla al centro. Ci sono due cose che odia un rumeno: perdere al calcio e se gli chiudi il bar troppo presto. Sătmăreanu suonò la carica e fu un assedio, il pareggio lo trovò Neagu al 52’ e Dumitrache (al 75’) segnò il rigore che valse la vittoria.
Bandiera Brasile.gif Brasile 1 - 0 Bandiera dell'Inghilterra.gif
Inghilterra
Il match clou del girone si giocò a Guadalajara il 7 giugno alle 12:00. Era il confronto tra due scuole calcistiche: quella brasiliana (ritmo, fantasia e tecnica) e quella inglese (fondata sull'atletica e un paio di gin fizz). Per tutto il primo tempo i brasiliani fecero correre la palla, e gli inglesi... a vuoto. Al 59' i due difensori centrali Cooper e Mullery, impegnati ad asciugarsi la fronte con la lingua, si fanno sorprendere da Jairzinho che: palleggia per sette minuti, si fa scattare una decina di foto in varie pose, saluta la moglie in TV e deposita in rete, 1-0. La reazione degli inglesi è veemente ma non arriva a niente (a parte una rima involontaria).
Bandiera Brasile.gif Brasile 3 - 2 Bandiera Romania con vecchio.png
Romania
Caricati dalla vittoria con la Cecoslovacchia (e dalla sconfitta patita dall'Inghilterra) i rumeni se la giocano. Il Brasile ha speso molto con gli inglesi e la qualificazione potrebbe essere a portata di mano, basta vincere con i verde-oro (anche se la cosa è abbordabile come rimorchiare Nicole Kidman durante gli Oscar). La notte prima, alcuni misteriosi sabotatori, succhiano il gasolio dall'autobus dei brasiliani, che arrivano all'Estadio Jalisco dopo una "sgambatella" di 6 km. Il bieco tentativo, di fiaccarli ulteriormente, ottiene solo di farli imbufalire. Pelé (19’) e Jairzinho (22’) mettono il match sul binario giusto, al 34' Dumitrache accorcia le distanze. Pelé al 67’ ristabilisce le gerarchie, ma i combattivi rumeni accorciano ancora con Dembrovschi (84’). Allo scadere, Flavius Dumitru si trova solo davanti al portiere della Seleçao e calcia sul palo. Tornato in patria, Dimitru viene contattato da un regista per interpretare Dracula in un film horror. Durante le riprese, viene sepolto vivo nelle Gole di Turda nei Carpazi orientali.
Bandiera dell'Inghilterra.gif Inghilterra 1 - 0 Bandiera della Cecoslovacchia.png Cecoslovacchia La partita andava giocata, il discorso qualificazione non era chiuso. L'eventuale sconfitta degli inglesi per 3-0, avrebbe portato la Romania a qualificarsi. L'Inghilterra era però squadra solida, soprattutto in difesa, il solo gol subito ne era la prova. Che ciò potesse avvenire era improbabile, più o meno come accendere un fiammifero sul molo di Trieste durante la bora. Un rigore segnato da Clarke al 50’ chiuse il discorso.

[modifica] Gruppo 4

Squadra Punti Giocate Vinte Pari Perse Gol fatti Gol subiti Differenza reti Giudizio
Germania Ovest 6 3 3 0 0 10 4 +6 Ci si sanno mettere con i pipponi!!
Perù 4 3 2 0 1 7 5 +2 Li potevano fare solo in questo girone
Bulgaria 1 3 0 1 2 5 9 -4 Magari se si allenassero ogni tanto...
Marocco 1 3 0 1 2 2 6 -4 Ottimo gruppo... di Vu-Cumprà
Squadra Risultato Squadra Cronaca
Bandiera del Perù.png
Perù
3 - 2 Bandiera della Bulgaria.jpg Bulgaria La Bulgaria si ripresenta con la stessa squadra del '66. Alcuni giocatori sono a fine carriera e vistosamente in sovrappeso. Aladžov sembra al 6° mese e fa la preparazione pre-parto assieme a Gajdarski. Al primo allenamento, sotto il temibile sole messicano, Părčanov e Metodiev vengono stroncati da un attacco cardiaco. I peruviani invece sono abili corridori, col palleggio saranno pure messi male, ma col cazzeggio vanno alla grande. Al fischio d'inizio la Bulgaria parte forte, le coronarie bestemmiano ma l'obbiettivo è chiudere il match prima che subentri la fatica. Al 13’ c'è il gol di Dermendzhiev 0-1, col quale si va al riposo. Inizia il secondo e raddoppiano al 49’ con Bonev, sembra fatta ma arriva "la botta". Da quel momento si contano: una trombosi cerebrale, sei vittime di crampi e il portiere bloccato dal colpo della strega. Il Perù rimonta e vince: Gallardo (50’), Chumpitaz (55’) e Cubillas (73’), per il definitivo 3-2.
Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 2 - 1 Tappeto rosa.jpg Marocco La Germania affronta la partita conscia della propria superiorità e, pensando ai quarti, tiene a riposo i pezzi migliori; Gerd Müller si accomoda in panchina, Franz Beckenbauer nel centro benessere dell'hotel. Il Marocco si dispone tatticamente in modo ineccepibile: Abdallah Lamrani con i tappeti berberi nella tribuna centrale, Maouhoub Ghazouani vende olio di Argan nel settore distinti e Said Ghandi nella curva Zapata spaccia magliettine con la scritta I Cuore rosso.png Cancún. Gli affari vanno bene per i primi 20', la partita è noiosa e il pubblico si distrae con gli acquisti ma, al 21', l'indisciplinato Jarir Houmane fa la colossale stronzata di segnare. La partita si accende, gli spettatori sono letteralmente ipnotizzati dalle superbe giocate tedesche e non si vende più nemmeno un accendino. Nella ripresa, Uwe Seeler pareggia al 56' e l'ingresso in campo di Müller porta alla seconda rete al 78', ad opera dello stesso fuoriclasse. Jarir Houmane a fine partita, negli spogliatoi, viene fustigato per 20'.
Bandiera del Perù.png Perù 3 - 0 Tappeto rosa.jpg Marocco Le alte sfere delle due federazioni si sono incontrate segretamente alla vigilia. Il Perù ci tiene a ben figurare nella competizione, il Marocco a disfarsi di 30 kg di hashish abilmente occultati in alcuni palloni di cuoio. L'affare conviene a tutti, il Perù vuole lo sconto sulla partita (di droga), il Marocco lo concede ma ottiene in cambio di "addormentare" la partita, per il tempo necessario a sfoltire l'esubero di tappeti. Va tutto secondo i piani, si concludono ottimi affari e poi, con Cubillas (65’ e 75’) e Challe (67’), si concretizza la vittoria sudamericana.
Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 5 - 2 Bandiera della Bulgaria.jpg Bulgaria Stavolta la Germania vuole archiviare il discorso qualificazione ai quarti, la formazione è quella tipo. La Bulgaria si è fatta i suoi conti: per raggiungere il Perù (già a 4 punti) dovrebbe vincere questa partita e battere anche il Marocco, ci vuole provare! L'equilibrio si spezza al 12’, Asparuh Nikodimov aggira la difesa tedesca, raccoglie un traversone ben calibrato e insacca di testa 0-1. Il ct tedesco Helmut Schön sprona i suoi, rendendoli edotti che tra le fila bulgare ci sono almeno otto zingari, da quel momento è solo Krukkia. Libuda (20’), Müller (27’ e 52’), Seeler (67’) e ancora Müller (88’). Mancano due minuti al termine, il punteggio è 5-1, ma la Bulgaria non smette di crederci e, all'89’, Kolev accorcia le distanze (e di tre anni la sua vita per lo sforzo).
Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 3 - 1 Bandiera del Perù.png Perù La Germania vuole vincere, l'obbiettivo è arrivare prima nel gruppo e scongiurare la possibilità di "beccare" il Brasile ai quarti. La classe di Müller esplode in una delle sue prestazioni migliori (19’, 26’ e 39’) mentre all'allenatore del Perù, il brasiliano Valdir Pereira (conosciuto come Didi), esplode la bile. L'autore della tripletta esce per un fastidio muscolare al 41' per precauzione. Al 44’ Cubillas porta il punteggio sul 3-1 e i peruviani si gasano a bestia. Al rientro in campo, sul volto dei sudamericani si legge la determinazione a vincere la partita, sul volto del difensore Karl-Heinz Schnellinger (detto Volkswagen) quella di non farla finire a qualcuno. L'arcigno terzino sinistro deve il suo soprannome a tre caratteristiche fondamentali: la stazza di un pulmino Transporter T1Furgoncino hippie.jpg, l'affidabilità di un "Maggiolino"Volkswagen Beetle - Maggiolino un'automobile sopra l'altra.jpg e la "scivolata" di uno spazzaneveFiat 126 spazzaneve.jpg. Al terzo malleolo estirpato, i peruviani capiscono che è meglio tenersi il secondo posto... e le gambe.
Bandiera della Bulgaria.jpg Bulgaria 1 - 1 Tappeto rosa.jpg Marocco Le due squadre sono già matematicamente eliminate. La notte prima la tifoseria marocchina si è recata all'accampamento bulgaro, nel parcheggio dell'Estadio Nou Camp, per sancire un gemellaggio. La festa è stata piacevole, i due popoli si sono uniti in frenetiche danze attorno al fuoco, i bulgari hanno tirato fuori i due piatti nazionali kozunak e moussaka, i marocchini hashish e nerchia. Allo stadio si sono miscelati allegramente, la maggior parte sono ancora "fatti come pigne", qualcuno russa e un paio di donne vivono gli ultimi spasmi dell'orgasmo. Della partita non frega un "piffero" a nessuno, la banda musicale si è presa un giorno di ferie e gli inni vengono suonati da una casalinga di Taxco col suo flauto iperbasso. Il gol di Zhechev al 40’ e quello di Ghazouani al 61’ (come da accordi) sono una pura formalità.

[modifica] I quarti di finale

[modifica] Primo quarto

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URSS mini bandiera.svg.png URSS 0 - 1 Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay Le due compagini si affrontano con la paura nel cuore. Vincere questa partita significa probabilmente affrontare il Brasile in semifinale e, di conseguenza, fare una figura di merda di proporzioni colossali. Meglio tornare in patria a testa alta. Al 32' Šesternëv, dopo aver dribblato otto giocatori avversari, si ferma ad allacciare lo scarpino sulla linea di porta, favorendo il recupero di Santos. Al 40' Ubiñas si trova la porta spalancata dall'uscita "a vanvera" di Jašin, sta per calciare in rete ma viene falciato dal suo compagno Ancheta, l'arbitro olandese van Ravens assegna il rigore ma è dubbioso sul regolamento. Si incarica della battuta Matosas, chiamato dai compagni "Australia" per via dei piedi storti come boomerang, il pallone colpisce in pieno viso il massaggiatore russo Sergej Muscolov seduto in panchina, che perde un occhio. Al 78' Zykov ha l'occasione per segnare, Santos ha dato volutamente una "craniata" al palo destro ed è steso a terra, i difensori uruguagi lo proteggono dai tentativi di placcaggio dei suoi compagni. L'esperta punta russa non è però un fesso, si sgambetta da solo e poi se la prende con le cattive condizioni del terreno, bestemmiando la Madonna di Czestochowa. Si va ai supplementari. Durante il primo non succede niente, ma Byšovec "parlotta" a centrocampo con Espárrago. La minaccia di rapire la moglie di quest'ultimo e impiegarla come "genere di conforto per minatori" a Belokuricha, ottiene l'effetto desiderato. Al 116’ Espárrago segna il gol che vale la semifinale.

[modifica] Luna piena

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Bandiera del Brasile.JPG Brasile 4 - 2 Bandiera del Perù.png Perù L'ultima apparizione del Perù ai mondiali risale a quelli del 1930, la qualificazione ai quarti li rende giustamente fieri e determinati a lasciare il segno. Il Brasile intende cancellarli dal panorama calcistico mondiale per altri quarant'anni. Con questa premessa, Rivelino (11’) e Tostão (15’) portano la partita sul 2-0 in pochi minuti, Pelé ha preso possesso di una sdraio e si gode il caldo sole messicano a bordo campo. Ovviamente, nel suo caso, prendere la tintarella equivale a tentare di svuotare l'Atlantico con un bicchiere, l'atto serve solo a fiaccare psicologicamente gli avversari. Al 28' Gallardo accorcia le distanze, la cosa sembra non preoccupare i verde-oro, Clodoaldo ha raggiunto Pelè e si stanno facendo una partita a briscola. Nella ripresa, Marco Antônio, Brito e il portiere Félix entrano in campo con le infradito. Al 52’ vengono ristabilite le distanze ancora da Tostão, 3-1. Il Perù si produce in uno sforzo offensivo notevole e accorcia al 70' con Cubillas, Jairzinho finisce il suo sforzo notevole al cesso, torna in campo e sigla al 75' il definitivo 4-2.

[modifica] Ultimo quarto

Squadra Risultato Squadra Cronaca
Bandiera Italia con pizza.png Italia 4 - 1 Bandiera messicana con sombrero.jpg Messico Lo stadio è quello di Toluca e si trova a circa 2600 metri s.l.m., gli alpaca lo frequentano volentieri, gli esseri umani devi portarceli a forza o comunque dargli una buona ragione per arrivarci. La partita Italia-Messico sembra esserlo, i padroni di casa sfidano gli Azzurri in quello che è già un traguardo sportivo storico, in caso di vittoria si arriverebbe alle semifinali, ma questa eventualità è qualcosa che si sussurra con timore quasi religioso. Durante la notte, al tempio di Tenochtitlán, è stata offerta in sacrificio a Xipe-Totec ("Nostro Signore lo Scorticato") una vergine, prelevata dal Gran Sacerdote in persona da un bordello di Mazatlán. Che la partita abbia "il favore degli dei" si vede subito, al 13’ Rosato scivola e González irrompe bucando l'incolpevole Albertosi, 0-1. Il vantaggio dura una decina di minuti, "lo Scorticato" si è accorto della fregatura e si vendica in modo beffardo. È il 25', Domenghini tira verso la porta messicana ma colpisce ad minchiam canis, la palla si appresta a compiere un arco inoffensivo a circa 3 metri dal portiere, ma arriva Peña in scivolata cha la infila alle spalle di Calderón, 1-1. Mazzola lotta su tutti i palloni, si sacrifica in copertura, alimenta l'azione offensiva, è il migliore in campo e quindi, viene sostituito nella ripresa da Rivera. In Italia viene oliata una Vergine di Norimberga presente nella Rocca di San Leo, accoglierà Valcareggi in caso di sconfitta. Inizia il secondo tempo e tutti si chiedono se non era meglio sostituire Riva, totalmente assente dalla manovra. Sarebbe stato un errore, al 63' semina tre avversari e, da posizione impossibile, lascia partire un missile in diagonale che si insacca nell'angolo opposto, 2-1. Un minuto dopo il Messico sfiora il pareggio, Pulido calcia a portiere battuto ma Cera salva sulla linea. Xipe-Totec appare agli spettatori attoniti, sotto la forma di una nuvola che ricorda il simbolo dei Rolling StonesSimbolo Rolling Stones.jpg. È la resa, l'Italia dilaga e va a segno al 70' con Rivera e poi al 76’ ancora con Riva. Il ct messicano Raúl Cárdenas, per onorare una scommessa fatta, mangia il suo adorato axolotl Néstor.

[modifica] Luna nuova

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Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 3 - 2 Bandiera dell'Inghilterra.gif Inghilterra Si affrontano le finaliste del mondiale precedente, nel 1966 l'Inghilterra vinse il titolo proprio con la Germania per 4-2. Se c'è una cosa che "manda in bestia" i crucchi è perdere un mondiale di calcio, anche una guerra mondiale... magari un paio. Ad ogni modo, volevano far tornare i ciuccia-pudding sul loro isolotto con le lacrime agli occhi. Per una mezz'ora si assiste ad un calcio molto "fisico", da un lato Schulz e Schnellinger picchiano come fabbri, dall'altro Cooper e Mullery non sono da meno e, proprio quest'ultimo, porta in vantaggio i suoi al 31'. Finisce il primo tempo sul punteggio di 0-1. Ad inizio ripresa, al 49', gli inglesi raddoppiano con Peters. Sullo 0-2, nella Marienplatz a Monaco di Baviera cala un silenzio surreale, un cane abbaia e viene accoppato da un colpo di carabina Mauser sparato da una finestra, la tensione è alle stelle. Per venti minuti i tedeschi non riescono a scardinare la difesa inglese, il ct Helmut Schön invece scardina una stecca della panchina e la batte nervosamente su un palmo, guardando i suoi giocatori con odio. Vogts capisce che tira una brutta aria e sprona i compagni, in soli otto minuti (Beckenbauer 68’ e Seeler 76’) la partita torna in equilibrio, è 2-2. A Londra il pareggio ha "gelato" la festa impellente, in un pub viene impiccato un tizio, aveva esultato al secondo gol della Germania e gli era tornato un vago accento krukkese. Si va ai supplementari sapendo il risultato di Toluca, la vincente affronterà l'Italia e questo getta nel panico più d'uno. Al 108' Gerd Müller segna il gol del 3-2 che chiude la partita, la beffa si compie, vendetta è fatta e l'onore è salvo... per ora.

[modifica] Le semifinali

[modifica] Sudamerica vs Sudamerica

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Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay 1 - 3 Bandiera del Brasile.JPG Brasile Allo Stadio Jalisco di Guadalajara va in onda una "classica" del calcio sudamericano, con due grandi scuole a confronto. La partita è arbitrata dallo spagnolo José Maria Ortiz de Mendibil Monasterio, che divenne ricco in seguito per il romanzo Ultime lettere dell'Arbitro Ortiz. I verde-oro cercano il riscatto sulla Celeste, ancora brucia la finale persa in casa ai Mondiali di calcio Brasile 1950. L'edizione del '70 fu anche questo, l'occasione di chiudere diversi conti in sospeso. La partita inizia e appare subito chiaro che gli uruguagi venderanno cara la pelle. Ubiñas marca ad uomo Pelé e lo segue per tutto il campo, a forza di avercelo dietro scatta quasi il sentimento morboso. Al 19’ Cubilla segna su imbeccata di Maneiro, la difesa brasiliana litiga col proprio portiere che si fa sorprendere da un tiro tutt'altro che irresistibile, Félix li rassicura: "lasciate che vengano a me". Carlos Alberto gli da uno schiaffo e l'estremo difensore, apparso frastornato, torna in sé. Da quel momento, quanto a miracoli, contenderà il primato alla Madonna di Guadalupe. La speranza di chiudere in vantaggio il primo tempo svanisce al 44’, Clodoaldo compie uno slalom ubriacante in mezzo a cinque avversari, scarta anche il portiere ed entra in porta con tutta la palla, però gli gira la testa e vomita sul cappelletto porta-fortuna del numero 1 Mazurkiewicz. Quest'ultimo, molto contrariato, gli affibbia un calcio allo sterno che lo manda in coma per sei minuti. Nella ripresa il copione si ripete, i brasiliani sono migliori nel fraseggio, gli uruguagi nel solfeggio. Questo li porta a spendere molto e la pagano nel finale, Jairzinho al 76’ e Rivelino ad un minuto dal termine fissano il punteggio sul 3-1. Il ct dell'Uruguay Juan Eduardo Hohberg finì ad allenare i Tum-Tum Tambacounda, una squadra studentesca del Senegal.

[modifica] Spaghetti vs Crauti

Exquisite-kfind.png Non ti basta? C'è anche Partita del secoloNon ti basta? Ci sono anche {{{2}}}


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Bandiera Italia con pizza.png Italia 4 - 3 Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 17 giugno, mercoledì. Quella che sulla carta doveva essere una sfida tra le migliori realtà calcistiche mondiali si rivelò essere invece un festival degli orrori pedatori, con lisci clamorosi, svarioni inconcepibili, tattiche incomprensibili, tutti equamente ripartiti da ambo le parti. È l'8' del primo tempo quando Roberto Boninsegna infilza Sepp Maier col pallone appena regalatogli dai crucchi al limite dell'area: 1 - 0. La Germania tenta una debole reazione che si infrange sul solidissimo 10-0-0 allestito per l'occasione da Valcareggi. La partita è di una noia mortale, le squadre non indovinano tre passaggi di fila fino al 92', quando Karl-Heinz Schnellinger, ricevuta palla da sinistra, sorprende la difesa italiana che stava raggiungendo anzitempo lo spogliatoio, certa della vittoria: 1 - 1. Comincia il primo tempo supplementare. Al 4' Gerd Müller uccella a tradimento Albertosi che discuteva con Burgnich di maieutica socratica: 1 - 2. Lo stesso Burgnich, quattro minuti dopo, chiede ai difensori teutonici di rendergli la cortesia e la palla. I tedeschi, essendo comunque sportivamente corretti, lo accontentano senza indugio: 2 - 2. Un minuto prima del cambio di campo, Gigi Riva ha un sussulto d'orgoglio e si produce in una delle poche azioni degne di questo nome di tutta la partita, anche i tedeschi ne sono ammirati: lo lasciano passare con riverenza a realizzare il 3 - 2. Secondo tempo supplementare, minuto 5. Su un corner apparentemente innocuo Gianni Rivera prova un passo di danza che faceva da bambino, proprio quando la palla, toccata ancora da Müller, passa tra le sue gambe e il palo sinistro, in appena 5,6 centimetri di spazio: 3 - 3. Rivera viene riempito di insulti da Albertosi e compagni, la scena impietosisce i duri e glaciali tedeschi che , commossi dalla piega deamicisiana che ha assunto la partita, si scansano al passaggio degli azzurri, fino al tiro finale dello stesso Rivera. Il portiere Maier, in un eccesso di struggente ed empatica partecipazione, si tuffa sul lato opposto: 4 - 3. A questo punto gli azzurri entrano in uno stato di trance dal quale si risveglieranno bruscamente quattro giorni dopo.

[modifica] Le finali

[modifica] Finale per il terzo posto

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Bandiera nazista.jpg Germania Ovest 1 - 0 Bandiera Uruguay - Lgbt.jpg Uruguay Mettete due squadre spossate, fiaccate e demotivate per aver perso l'accesso alla finalissima, aggiungete un pizzico di rammarico, tre cubetti di vaffanculo, un'acciuga e una ciliegia candita: otterrete l'inutile e noiosissima finale per il terzo posto. Germania Ovest e Uruguay si mettono subito d'accordo: "Segnate voi!" "Ma no, segnate voi!" "Insistiamo, segnate voi!" "Non fate complimenti, segnate voi"! Al 26' i crucchi ruppero gli indugi andando a segno con Overath e la partita finì colà. Arbitro dell'incontro era l'italiano Antonio Sbardella, che avrebbe dovuto dirigere la finalissima ma ne fu estromesso perché l'Italia vi partecipava. Il suo maggiordomo ci ha confidato che ebbe a dire a riguardo:
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«Almeno avessero vinto, quei cazzoni! Ma dico, uno si priva della possibilità più unica che rara di arbitrare la finale dei mondiali e questi cosa ti combinano? Vanno a perdere! 4 - 1 per giunta!»

[modifica] Finalissima

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Bandiera del Brasile.JPG Brasile 4 - 1 Bandiera Italia con pizza.png Italia Città del Messico, Stadio Azteca. È il 21 giugno. L'ultimo atto di un torneo che ha fatto riscoprire al grande pubblico il piacere delle passeggiate in campagna. Ma oggi Italia e Brasile si contenderanno un trofeo che hanno iniziato ad inseguire ben quarant'anni prima, è la volta buona. Purtroppo l'Italia è vittima di un clamoroso malinteso: il cittì Valcareggi e i suoi ragazzi sono convinti di aver già conquistato il titolo mondiale dopo aver battuto la Germania Ovest nella partita precedente, e credono che la sfida col Brasile sia null'altro che una passerella trionfale. I brasiliani sembrano stare al gioco, tanto che il nanerottolo Pelé sfida il lungagnone Burgnich a chi salta più in alto. È il 7' quando Pelé, durante uno stacco magistrale, incoccia una palla vagante che si insacca alle spalle di un esterrefatto Albertosi, ancora a bocca aperta per l'elevazione del brasiliano. Gli azzurri non reagiscono, convinti come sono di giocare un'amichevole, e i brasiliani abbassano la guardia: i difensori giocano alla morra e il portiere Felix risolve le difficilissime parole crociate bifrontali a scambio di antipodi inversi senza schema. Boninsegna se ne accorge al 37' e calcia indisturbato nella porta sguarnita: 1 - 1. Il secondo tempo prosegue sulla stessa falsariga del primo, Valcareggi prova le pose da assumere quando dovrà apparire sulla copertina di Cosmopolitan, gli azzurri pensano all'invasione di fica che devono giustamente subire i vincitori, e il Brasile segna tre gol in venti minuti: Gérson al 66', Jairzinho al 71', Carlos Alberto all'86'. Neppure Gianni Rivera, inizialmente in panchina, riesce a risollevare le sorti dell'incontro, e pensare che ha avuto ben sei minuti a disposizione. Nel chiuso degli spogliatoi, Valcareggi avrebbe sussurrato:
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«Però, che culo che hanno avuto! Se ci fossimo resi conto prima che era questa la finale, adesso sarebbero loro a piangere!»

[modifica] Conseguenze

I Mondiali del Messico rappresentarono uno spartiacque fondamentale nello scacchiere mondiale, l'ordinamento terrestre non fu più lo stesso. Nemmeno l'allunaggio aveva sortito effetti tanto dirompenti.

  • Il Brasile, cuccandosi per sempre la Coppa Rimet, fu travolto da un'ondata di delirio collettivo che generò il fenomeno dei viados e della chirurgia estetica.
  • La nazionale italiana, che si era vista sfilare dalle mani l'agognato trofeo proprio sul più bello, fece il consueto carico di frutta e verdura al suo rientro in patria, va detto tuttavia che stavolta, visto il piazzamento d'onore, frutta e ortaggi erano freschi e di buona qualità, non marci come accadeva regolarmente dai mondiali del '50. L'Italia purtroppo non si riprese dallo smacco subito e cadde in una spirale di violenza ed eversione che inaugurò il triste periodo della strategia della tensione e degli anni di piombo.
  • La Germania Ovest tornò a casa col morale più basso degli italiani, ma la granitica mentalità teutonica sapeva già come uscirne: organizzare in casa propria, e vincere, i mondiali successivi.
  • Nei due giorni prima della finale sparirono circa 12.000 gomme d'auto. La "Princess of Wroom", battente bandiera rumena, fece il tragitto Veracruz-Casablanca-Messina-Tulcea trasportando, a loro dire, divani in pelle di dromedario messicano.
  • El Salvador si autoproclamò vincitore morale nell'indifferenza generale.
Brasile campione del mondo 1970.jpg

Il Brasile che si aggiudicò definitivamente la Coppa Rimet. Il pelato in piedi a destra non c'entra niente, è solo il nonno di Gabriele Paolini.

Preceduto da:
Inghilterra
1966
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Campione del Mondo
Brasile
1970
Succeduto da:
Germania Ovest
1974

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Unità di misura pari a trenta centimetri esatti.
  2. ^ A numero uguale corrisponde lettera uguale.
  3. ^ E fin qui so' boni tutti.
  4. ^ Di non essere perculati in eterno sui campi da calcio.
  5. ^ Torpore immune anche a due strisce di cocaina.
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