Calimero

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Quote rosso1.png È piccolo e negro!! Quote rosso2.png

~ Benito Mussolini durante la campagna elettorale del 2008
Quote rosso1.png Mi consenta di smentirla, è piccolo e abbronzato! Quote rosso2.png

~ Silvio Berlusconi sulla dichiarazione precedente
Quote rosso1.png Non avevo mai sentito parlare di "piccolo" e "negro" riferito allo stesso soggetto! Quote rosso2.png

~ Cicciolina sul set del suo terzultimo film
Quote rosso1.png È un Ingiustizia! Quote rosso2.png

~ Calimero su Qualunque cosa

Calimero è un pulcino piccolo e nero che appartiene all'Imperatore Palpatine

[modifica] Gli inizi

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Calimero nella sua prima apparizione pubblica!

Nato in Senegal da un incrocio tra un mandingo e un gabbiano reale, Calimero inizia a lavorare in una nota ditta di detersivi della Terronia orientale, in provincia di Bari. Dopo essere stato il fautore del successo aziendale, avvenuto circa otto anni e quindici mesi dopo l'Anno 0, Calimero iniziò a essere vittima di mobbing da parte del proprietario dell'azienda di detersivi, forse a causa del colore della sua pelle. Questo strano comportamento del suo datore di lavoro (oltre alle continue vessazioni che gli venivano rivolte da parte di alcuni suoi colleghi leghisti migrati in Terronia in cerca di lavoro) spinse Calimero a licenziarsi e a far detonare la sede aziendale legando uno spago a una pigna che trovò lì per terra. Proprio per questo motivo venne sospettato MacGyver, ma costui aveva un alibi di ferro: proprio in quel giorno era al World Trade Center, o meglio, stava pilotando un Boeing 747.

[modifica] Il processo

Calimero così venne processato, in mancanza di altri sospettati. Siccome il giudice provava pena per lui, gli negò la difesa d'ufficio, e quindi Calimero dovette affrontare il processo senza avvocato; peccato però che fosse nato in Senegal, unico paese africano dove il Terrone non è lingua ufficiale. Durante le udienze Calimero non capiva ciò di cui il pm lo accusava, e il pm non capiva le farneticazioni che Calimero pronunciava a carico di sua moglie. Durante l'ultima udienza il pm, preso da un momento di commozione cerebrale, pronunciò la frase che rese celebre Calimero fra i sammarinesi di tutto il mondo: "Cazzo, ma è uno sporco pulcino piccolo e negro! È arrivato in Itaglia per togliere lavoro ai magistrati terroni!!". Questa frase convinse il giudice a incriminare Calimero col massimo della pena: mezzora di lavori socialmente utili. Nello scoppio avevano perso la vita cinque dei sette operai morti alla ThyssenKrupp, ma Calimero non venne incolpato di omicidio volontario a causa della depenalizzazione del reato, avvenuta proprio in quei giorni da parte del Presidente del Consiglio.

[modifica] Calimero riparte da zero

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Calimero dopo l'intervento per scurire la pelle.

Dopo aver scontato la sua pena, Calimero pensò bene di trovarsi un lavoro. Contattò un viado che aveva conosciuto in tribunale, e gli chiese perché durante le udienze costui si nascondesse continuamente sotto il banco del giudice. Il viado, ovviamente, non rispose alla domanda, ma fu molto disponibile ad aiutare Calimero nella ricerca di un lavoro. A causa della sua nazionalità, del colore della sua pelle e dei suoi precedenti penali, Calimero venne assunto come raccoglitore di pomodori dalla Sacra corona unita. Il suo lauto stipendio gli permise in pochi mesi di metter su una casetta per gli uccelli (sebbene Calimero dicesse che era per sé stesso), che venne poi adibita a casa d'appuntamenti dal suo amico viado. Gli affari andavano a gonfie vele, soprattutto per il fatto che il viado non rilasciava mai la fattura ai clienti.

[modifica] La soffiata

Intento a ricevere del sesso orale da uno splendido esemplare femmina di uccello del paradiso, Calimero ricevette la visita di alcuni uomini in uniforme gialla-verde, che dissero di essere della Guardia di Finanza. Questi gentilissimi signori lo portarono in questura, e lo accusarono di evasione fiscale nell'ambito della prostituzione (che di per sè era considerata legale dalle Fiamme Gialle). A fare la spia era stato un suo ex-collega all'azienda di detersivi, insospettito dall'insegna della casetta degli uccelli, che titolava "Da Calimero il pappone: non si rilascia fattura".

[modifica] Calimero in esilio

Dopo un processo durato appena tre minuti per insufficienza di prove, Calimero venne condannato a lasciare la Terronia. Prese un ramo, ci legò attorno un fazzoletto e partì alla volta della Padania, in cerca di migliori condizioni di vita. Peccato che il Governo padano, presieduto da Totò Cuffaro, vietava l'ingresso ai pulcini neri: Calimero dovette rifugiarsi in Sardegna, dove appoggiò la rivolta dei pastori analfabeti, che combattevano cavalcando le pecore più bianche e possenti che il mondo avesse mai visto. L'esercito dei pastori perse al 40' minuto della ripresa a causa dell'uccisione del loro Generale Pecoraro Scanio proprio durante un contropiede.

[modifica] Conclusione

Calimero si stabilì stabilmente in Sardegna, terra a cui si era profondamente affezionato. Imparò a coltivare le pecore, ma soprattutto ad allevare la canapa indiana. Visse in un nuraghe abusivo (che era stato regolarizzato col Condono Nuragico di parecchi anni prima), nella sua quotidianità tranquilla, finché la Morte non lo colse all'improvviso, mentre era seduto sulla tazza del water. Vista la situazione imbarazzante, la Morte rilasciò una dichiarazione:"Se avessi saputo che era impegnato, avrei preso il tram successivo".

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