Bonvi

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Sturmtruppen gesto dell'ombrello.jpg
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
La seguente pagina è stata redatta secondo le dirette disposizioni del soggetto descritto, noto eccentrico del cazzo, che ha preteso che le sue immagini lo rappresentassero solo in stile strettamente fumettistico.
Chiunque facesse notare che suddetto soggetto è crepato da un pezzo, si ricordi che nel mondo dei fumetti tutto è possibile, anche gli ordini derivanti dall'aldilà, le persone con occhi grandi quanto metà della faccia e i ciarlatani che si filano le passere come fossero noccioline.
Bonvi piccino cacciato in Cronache del dopobomba.jpg

Nascere con i capelli fu il gesto che per primo contraddistinse lo spirito anarchico di Bonvi. Ma nei primi anni 40 l'anarchia attirava solo guai....

Quote rosso1.png Ebbene sì, maledetto Bonvi! Hai vinto ancora una volta! Quote rosso2.png

~ Nessuno reggeva le sfide all'ultimo cicchetto contro il maestro Bonvi
Quote rosso1.png Ho riso come uno stronzo! Quote rosso2.png

~ Bonvi alla domanda come hai reagito quando hai visto per la prima volta la faccia di Ortolani?
Quote rosso1.png Maial' d'un disegnator'! Ma proprio a forma di pera dovevi farm'?! Adess' ti squart' e poi ti sbudell'! Quote rosso2.png

~ Cattivik e la pietà filiale nei confronti del suo creatore.

Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, nome d'arte di Bonvi (Tra le colline sconvolte, i campi minati, le trincee e i reticolati, 30 aprile 1945 - Durante un assalto in un campo di biondo grano, 31 marzo 1986), è stato un attore cinematografico naturalizzato fumettista.

[modifica] Vita, strisce e miracoli

[modifica] I primi vagiti

Sturmtruppen. Sottotenente di complemento.jpg

Bonvi fresco fresco di accademia.

Bonvi fu concepito durante un bombardamento alleato sulle città italiane, quando una scheggia di granata vagante colpì la madre al ventre e la fecondò. 9 mesi dopo, in una candida sala d'ospedale, un medico gridò:

Wikiquote.png
«Fuori uno!»

E venne alla luce Bonvi.
Il piccolo Bonvi[1] nacque con la camicia nera e fu costretto a portarla per i successivi 13 anni. Quando finalmente si seppe della fucilazione del Duce la camicia era diventata di un bel verde muffa e questo lo convinse, qual giovane speranzoso e intraprendente, a iscriversi alla Scuola Truppe Corazzate di Caserta. Per un tragico errore di scrittura il povero Bonvi venne spedito nella provincia etiope di Baluba Puoz nella Scuola Truppe Cammellate. Fu proprio in quel periodo che gli si aprì la vena a seguito di un maldestro tentativo di innesto della baionetta artistica e Bonvi cominciò a disegnare su qualunque superficie solida fumetti e strisce satiriche contro i suoi superiori. Ma un brutto giorno un ufficiale, spazientito perché si svegliò una mattina con un pene gigante disegnato su una chiappa e sull'altra la scritta "ingresso libero", lo spedì nel campo di correzione di Leghreis, dove ogni prima domenica del mese gli spezzavano l'indice e il pollice della mano destra. Tuttavia, durante l'appello del primo sabato del primo mese di soggiorno, mentre un ufficiale tentava di pronunciare il suo nome dall'elenco, lui ebbe tutto il tempo di pianificare la fuga e tornare a Modena, la sua città natale. L'ufficiale non vi fece nemmeno caso, perché al pronunciare il terzo nome di battesimo del fumettista i testicoli gli cominciarono già a centrifugare di moto circolare uniforme; a quel punto congedò Bonvi ad vitam con disonore.

[modifica] La svolta

Bonvi e Nick Carter.jpg

Bonvi istruisce Silver sullo "sporco umorismo da caserma".

La terrificante esperienza nei militari lo portò a un esaurimento nervoso con annessi incubi e visioni, che Bonvi cercò di esorcizzare mettendoli su carta (ma anche su muri, mobili antichi di sua nonna, rotoloni Regina che non finiscono mai...). Eppure, tutto ciò non servì a nulla e fu per questo che si rinchiuse in una buia stanzetta con le mani legate, ma i piedi presero il sopravvento sul suo corpo dando vita alla sua prima grande opera: le Sturmtruppen. Il Bonvi sapeva che il ferro va battuto finché è caldo, seppe cogliere la palla al balzo e cavalcò l'onda del successo ottenuto sfornando montagne di nuove idee, ben conscio del fatto che, quando il pubblico è in delirio, puoi rifilargli un trattato sui succhi gastrici spacciandolo per la tua opera letteraria migliore e ottenere comunque una standing ovation. Fu così che in una notte in cui la fecero da padrona le sigarette, un liquore ottenuto dalla polvere da sparo e il flusso di coscienza, Bonvi sfornò una marea di personaggi stravaganti: abbozzò i tratti di Nick "Culo di Gomma" Carter, tratteggiò i lineamenti di Marzolino Coglionazzo, scrisse la prima storia di Alì Bebè e i quaranta pannoloni e impostò le vicende di Coliche del doposbornia. Poi arrivò Cattivik... e si ciulò tutto.

Omaggio di Ortolani a Bonvi.jpg

Una vignetta disegnata da Bonvi stesso e inviataci da un luogo del quale non ha mai creduto l'esistenza. Ecco perché appare così imbronciato.

[modifica] Verso la fine

Il furto di idee da parte di una sua creatura fu un colpo tanto duro che il Bonvi non si riprese più: troncata di netto la sua carriera da imbrattamuri, il fumettista tentò di solleticare la dea bendata e convincerla a volgere il suo sguardo verso di lui: provò la carriera del costumista, ma fu beccato dalla buoncostume; cercò l'aiuto dell'allora amico Guccini[2], ma questo era nel bel mezzo di una relazione con un'anziana e ricca locomotiva, che di lì a poco avrebbe fatto la sua fortuna, e lo snobbò sdegnosamente; insistette fino alla morte[citazione necessaria] con il Corriere di farsi pagare le 18 risme di strisce e tavole prodotte per lui sin dal '61 e mai retribuite, ma il Corriere sapeva svincolarsi dalla presa dello scarabocchiatore come un lottatore di sumo bisunto di burro e non sganciò mai neanche un nichelino. L'ultimo tentativo di rilancio fu per mezzo della trasmissione Supergulp, che Bonvi avrebbe usato come catalizzatore per il suo nuovo e sperato successo tra il pubblico. Ma non c'era niente da fare: quella zoccola della dea bendata, che da anni vezzeggiava e adulava, gli rifilò l'ennesimo 2 di picche: nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1986, mentre si dirigeva agli studi televisivi, il Bonvi venne dapprima sequestrato, derubato e malmenato in un vicolo puzzolente da un manipolo di banditi puzzolenti; poi calpestò una cacca di cane; lercio e livido, si presentò con un'ora di ritardo, scoprendo di aver sbagliato edificio e che gli studi erano nel palazzo di fronte; rimase quindi bloccato in ascensore per un altro paio d'ore e, per concludere in bellezza, venne investito da un'auto, mentre era ancora bloccato in ascensore.
Le sue spoglie mortali riposano tra le tantissime nell'immenso cimitero militare di Modena, ma la sua tomba è facilmente riconoscibile: per omaggiare la sua fede anarchica, amici e parenti lo hanno fatto seppellire col dito medio di fuori.

[modifica] Curiosità

  • Bonvi era notoriamente un "distrattonen", sempre con la testa fra le nuvole e dai riflessi estremamente lenti: l'auto che lo investì, infatti, era parcheggiata...
  • Se pronunci per tre volte il nome completo di Bonvi davanti allo specchio, sale Cattivik dallo scarico e... sono 'azzi amar'!
  • A Bonvi è stato dedicato un parco, a Modena, col tema delle Sturmtruppen: il parco è talmente realistico che i progettisti l'hanno pure minato.
  • A fine 2014 è stato messo in cantiere il progetto Bonvi 2.0, un automa atto a sostituire il defunto fumettista e, addirittura, in grado di utilizzare l'intera scala di colori RGB.

[modifica] Note

  1. ^ "Bonvicini", nda
  2. ^ Che da quel dì venne declassato da "amico" a "semplice conoscente".
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