Adoro il Blues perché esprime meglio di qualunque altro genere musicale il patimento e la struggente malinconia dell'animo umano di fronte alla fugacità della vita. Dove cazzo ho messo le siringhe?!
La caratteristica fondamentale del blues è di essere triste. No, non triste, ma proprio guarda proprio una cosa tristissimoooooooooo. Per darvi un'idea di quanto sia triste, immaginate una giornata di sole, in tarda primavera: gli uccellini che cinguettano sui rami, i fiori non ancora seccati dal caldo che ondeggiano cullati da una gentile brezza, ragazze in minigonna e sandali in motorino dirette al mare per fare il primo bagno della stagione, giovaniuomini e giovani donne mano nella mano per i campi coperti di margherite a cercare un cespuglio complice in cui dare sfogo al reciproco amore con baci, coccole e altre amenità, una natura in piena esplosione di vita, gioia, luce e calore di cui godere fino a essere sazi. E ora immaginate voi stessi che guardate tutto questo dalla finestra sbarrata di una galera, mentre i secondini vi pisciano addosso e il vostro compagno di cella, un albanese di tre metri per due, vi usa come giocattolo sessuale. Questo, più o meno, è il blues.
Il blues è caratterizzato dall'utilizzo di sole quattro note sulle sette totali: Mib, Fa, Re e Do#, le cosiddette blue note. Queste, come è noto[citazione necessaria], sono le note più tristi del pentagramma, e contribuiscono a dare ai pezzi blues quel senso di struggente malinconia, tristezza abominevole e depressione cosmica che appassionano tanto gli intellettuali. Più in dettaglio, le blue note sono:
Mib (che in gergo musicale significa mio padre è morto in una piantagione di cotone, suo padre in una nave schiavi e il mio trisnonno cacciava gazzelle nell'Africa nera, come sono triste)
Fa (la biondina in prima fila mi guarda ma tanto so che non me la darà mai perché sono brutto e negro, ho un pennellone di 30cm che uso solo come appendiabiti ed è ormai pieno di ragnatele e ho l'AIDS anche senza aver scopato mai. I miei prozii cacciavano elefanti nell'Africa nera, come sono triste)
Re (ho aperto un mutuo ottantennale per comprarmi la Duna e ieri l'ho sfasciata contro un castagno, mi hanno sfrattato di casa e per campare suono in un locale sfigato dove nessuno mi ascolta per 3 euro l'ora. I miei cugini raccoglievano bacche nell'Africa nera, come sono triste)
Do# (l'eroina è finita e non ho i soldi per comprarla, non posso sniffare cocaina perché ho il raffreddore e il naso attapato, e la marijuana ormai non mi fa più un cazzo neanche a fumarne una tonnellata. I miei antenati leccavano rane nell'Africa nera, come sono triste)
Talvolta qualche musicista, magari con trascorsi jazzistici, prova a svicolare da questa ferrea impostazione e a inserire un Sol tanto per stemperare, o perlomeno un Si leggermente allegro, ma tali soggetti vengono immediatamente scoperti dagli altri bluesmen, picchiati e torturati con ore e ore di ascolto forzato di Raffaella Carrà e/o degli Aqua.
Si possono avere due tipi di cantanti blues o, in gergo, Bluesman: il cantante bianco magro o il cantante ciccione nero.
Cantante bianco magro: di una magrezza impressionante, gli occhi infossati, le guance scavate di un pallore mortale. Porta i capelli lunghi e sporchi, oppure corti e sporchi, e abiti da straccione il cui significato è: anche se non sono negro, ho anche io i miei problemi. Indossa occhiali, manco a dirlo, scuri, tondi e di taglia ciclopica che coprono fronte e mento, e il cui scopo è occultare le guance scavate e gli occhi iniettati di sangue da drogato all'ultimo stadio. Il cantante blues magro, infatti, consuma eroina, tanta eroina: da solo copre metà del fatturato della Cosa Nostra statunitense, e non è un caso che fra coloro che vengono a sentirlo suonare ci siano sempre quattro o cinque uomini perfettamente rispettabili, in gessato blu e con grosse borse a tracolla
Cantante grasso nero: sembra un incrocio tra Giampiero Galeazzi e Shaquille O'Neal che abbia mangiato Luciano Pavarotti. È così grasso che spesso non passa per le porte dei locali, ed è quindi costretto a esibirsi unicamente in strada o nelle piazze. Quando canta vibra come un malato di Parkinson, perché la pancia gli fa da cassa di risonanza, e può provocare piccoli terremoti. Nel caso in cui sia di sesso femminile, è caratterizzato da due mammelle gigantesche, delle dimensioni di una mucca indiana, corna comprese; due adiposi blob che attraggono oggetti e persone nell'abominevole scollatura. Come per un buco nero, ciò che vi cade dentro è perduto per sempre, sebbene si racconti di un palpeggiatore ardito sparito fra le tette di una cantante Soul ad Orlando, sparito misteriosamente e riapparso dieci anni dopo in Giappone, e qui subito arrestato.
Non ostante queste caratteristiche all'apparenza non adatte alla sopravvivenza, il bluesman in genere è un soggeto portato alla violenza, che non perde l'occasione di buttarsi in una rissa di fare a botte per la minima offesa ricevuta
Intorno al bluesman, o ai piedi del palco se questo è grasso e lo occupa tutto, c'è la blues orchestra: musicisti professionali, impeccabili, in stato di perenne fattanza da alcol o droghe. Quando steccano, e steccano spesso, dicono che era voluto, era un blending, si accendono una sigaretta e continuano a suonare. Suonano gli strumenti carattestici del blues, ovvero:
Chitarra: per quanto detto sopra, possiede solo quattro corde, così che al chitarrista non venga la tentazione di aggiungere qualche nota di troppo. In pratica assomiglia a un banjo che abbia appena scoperto che il figlio è omosessuale.
Basso: se putacaso la chitarra dovesse virare troppo sull'allegro, il basso interviene con le sue potenti tonalità riportando il pezzo in modalità suicidio
Armonica: rigorosamente in Eb (MI bemolle per i non armonicisti), perché altrimenti non sarebbe abbastanza struggente
Sassofono: non serve per suonare, ma per sniffare la cocaina al posto della più canonica banconota da 50$. Questo per due motivi: primo: è più capiente, secondo: nessun musicista blues possiederà mai una una banconota da 50$
Tromba: è bucata, come la marmitta del tuo motorino
L'inesorabile destino di chi ascolta troppa musica Blues...
Visto quanto detto fin'ora, perché qualcuno dovrebbe mai ascoltare il blues? Perché fa figo, nessun altro motivo. Schematicamente, i principali soggetti che potete sicuramente incontrare a un'esibizione di musica blues (occhio a non definirlo concerto, non è cool!) vi sono:
L'alcolizzato in coma etilico, il blues infatti e un rimedio universale per la perdita di conoscenza.
Il tossico superstite degli anni 40, quando non c'era ancora il rock'n roll solo due cose erano veramente cool, l'eroina ed il blues.
L'intellettuale, che con gli occhi chiusi e l'espressione estatica sembra totalmente abbandonato alla musica, come se gli piacesse veramente. Ogni tanto scocca occhiate astiose al resto della sala, come a dire "Cosa ci fanno qui tutti questi stronzi, quando solo io posso capire queste armonie sublimi?". A fine concerto, va a picchiare prostitute.
Il deluso di sinistra, che, comunque fedele agli insegnamenti del Partito, è costretto suo malgrado a interessarsi a eventi finto-culturali. Lo si riconosce perché, nei passaggi più struggenti, lo si vede saltare in piedi in lacrime e urlare "No! Veltroni! Bertinotti! Pecoraro Scanio! Noooooo!"
Il falso audiofilo classico, che per ritemprarsi tra una partitura di Mozart (che non capisce) e un brano di Bach (che lo annoia) va a sentire un po' di blues, che lo tira su.
Il donnaiolo, che pur di mostrarsi interessante è disposto a sorbirsi questa allegra melodia.
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