Bloc Party

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I Bloc Party in 24. Loro non lo sanno ancora, ma a Jack Bauer il loro ultimo album non è piaciuto affatto.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Bloc Party
Quote rosso1.png Copioni! Copioni del cazzo! Quote rosso2.png

~ Gli Spandau Ballet sui Bloc Party
Quote rosso1.png Sì, non sono male, anche se cantano canzoni un po' deprimenti. Quote rosso2.png

~ Chris Martin su Bloc Party
Quote rosso1.png Ommioddio un negro che non fa R&B! Quote rosso2.png

~ Gli altri membri dei Bloc Party su Kele Okereke
Quote rosso1.png Ci sono voluti decenni, ma alla fine ce l'ho fatta! Quote rosso2.png

~ Kele Okereke su impugnare un plettro

I Bloc Party sono un movimento politico britannico composto da quattro persone. Tre in più di Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, dunque. I membri del Partito del Blocco rappresentano idealmente gli ideali di fratellanza e unione tra i popoli che da sempre sono i capisaldi della loro lotta politica. Il gruppo, infatti, è costituito da un negro, un emo, un nerd e un muso giallo. Un po' come i Teletubbies, ma con più ecstasy.

[modifica] Formazione

[modifica] Kele Okereke

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Kele Okereke poco prima che gli altri membri della band lo comprassero al mercato.

Quote rosso1.png Ma no, Helicopter non è una canzone contro Bush... è una canzone che parla di... un'abat-jour. Sì, un'abat-jour che... si sveglia e... intuisce una cosa molto importante sulla sua condizione esistenziale. Sì, proprio di quello! Quote rosso2.png

~ Kele Okereke cercando di sfondare nel mercato USA

Kele Okereke (il cuo vero nome è Kelechukwu Rowland Okewake Okereke, anche se gli altri membri del gruppo lo chiamano "cameriere, c'è una mosca nella mia zuppa") è il segretario del partito, ne detta l'azione programmatica e le linee ideologiche, inoltre suona la chitarra ritmica alle convention del partito[1], e va a troie con l'auto blu[2]. È un individuo particolarmente sensibile: quando ha visto Bambi non solo ha pianto alla morte della mamma del cerbiatto, ma da quel giorno porta fiori sulla sua tomba ogni giovedì.

Nato a Liverpool il 13 ottobre 1981, scopre quasi subito di essere negro e omosessuale. Per le due caratteristiche sopra menzionate, nessuno andava mai alle sue feste di compleanno e il piccolo Kele cresceva depresso e tormentato. La sua unica amica durante gli anni del liceo fu la sua Fender Telecaster, con la quale perse anche la verginità. La sua energia e la sua vitalità furono di fondamentale importanza per la formazione dei Bloc Party, anche se è acclarato che Kele riunì il gruppo solo perché voleva andare in giro con le uniche tre persone che fossero più brutte di lui.

Kele è il negro ufficiale del gruppo, nonché l'unico negro della storia dell'indie rock - se si esclude Kurt Cobain, che comunque non era negro, ma solo sporco. Depresso e tormentato quanto Chris Carrabba dei Dashboard Confessional, Kele è solito appaiare, nei testi delle sue canzoni, temi di profonda riflessione spirituale ed intellettuale, come la tragedia, la depressione, la solitudine, il disprezzo per sè stessi e il rimorso, a temi più leggeri ed evasivi, come la tragedia, la depressione, la solitudine, il disprezzo per sè stessi e il rimorso.

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Russell Lissack con la sua ragazza.

[modifica] Russell Lissack

Quote rosso1.png ... Quote rosso2.png

~ Russell Lissack su tutto

Russell Lissack è l'emo della band, nonché mascotte ufficiale. Suona la chitarra, ed è la seconda voce di quasi tutte le canzoni dei Bloc Party. Quest'ultimo è un incarico che nessuno ha mai capito come faccia a svolgere, dal momento che Russell è totalmente muto. D'altronde è anche curioso il fatto che suoni la chitarra pur non avendo le mani.

[modifica] Matt Tong

Matt Tong è il batterista nonché intellettuale del gruppo, dal momento che è l'unico ad essere riuscito a terminare con successo sia la quinta elementare sia la lettura dell'opera omnia di Geronimo Stilton[3].

Essendo in grado di computare una frase di senso compiuto senza dover ricorrere all'aiuto di onomatopee o di disegnini, Matt è il solo membro dei Bloc Party autorizzato dalla casa discografica a rilasciare interviste. Peccato che di solito gli vengano poste solo domande relative all'orientamento sessuale di Kele.

[modifica] Gordon Moakes

Gordon Moakes è il membro meno conosciuto dei Bloc Party. D'altronde è il bassista. I suoi miti sono Flea dei Red Hot Chili Peppers, ma soprattutto Kevin Jonas.

[modifica] Storia

Russell Lissak e Kele Okeke si incontrarono alla fine degli anni '90 da qualche parte in Inghilterra. Il luogo preciso non ci è noto, ma di sicuro si trattava di una sagra della mortadella, dove entrambi lavoravano come addetti alla degustazione presso lo stand della mortadella di criceto. Disponendo pertanto di molto tempo libero, Kele propose all'amico di formare un PACS, Russell non disse niente - ma solo perché Russell è muto - e l'altro lo prese come un sì.

I due decisero di mettere su un gruppo musicale, visto che la terribile Crisi economica di Città Laggiù stava duramente colpendo il mercato degli insaccati di criceto e i loro posti di lavoro erano a rischio. Cercando tra gli annunci dei cani abbandonati, trovarono Gordon Moakes[4], che divenne il loro bassista, pur essendo allora - e secondo fonti attendibili lo è ancora adesso - convinto che il basso sia l'utensile da cucina con cui si monta l'albume d'uovo. Non passarono che pochi giorni, che anche Matt Tong si unì a loro: cominciò a seguirli ovunque e agli altri tre dispiaceva moltissimo lasciarlo fuori sotto la pioggia, così ne fecero il batterista.

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I Bloc Party durante una delle loro performance più seguite.

Dopo una breve gavetta, in cui i Bloc Party si mantennero suonando nei peggiori bar di Caracas, vennero notati da una casa discografica indipendente inglese che produceva tutto ciò che sembrasse vagamente simile a una canzone degli Oasis. Grazie a questo primo contratto, la band produsse il primo album, Silent Alarm, che fu subito un successo. Lo comprarono addirittura sei persone, e otto lo scaricarono da eMule, un trionfo oltre ogni più rosea previsione.

Seguì, qualche anno dopo, A Weekend in the City, un album così introspettivo che poteva indurre al suicidio se ascoltato ripetutamente. Nel 2008 è uscito il loro terzo album, Intimacy. Questo nuovo progetto segna per i Bloc Party un punto di svolta, con l'introduzione di parecchi elementi della musica elettronica. Intervistati dal Rolling Stone, in risposta alla domanda "come mai nel vostro ultimo lavoro vi siete intruzzati", Kele ha risposto: "A me piacciono le fragole", e Matt ha aggiunto: "Non v'è motivo di sbattersi a suonare mille volte lo stesso accordo, quando un computer può fare il lavoro al posto tuo".

[modifica] Stile musicale

I Bloc Party stessi hanno più volte dichiarato di ispirarsi, per comporre la loro musica, ad artisti come i Cure, Radiohead e Joy Division. Il loro metodo di composizione è semplicissimo, in effetti: si riuniscono in studio, ispirati dai loro idoli compongono la melodia e il testo, poi buttano tutto via, prendono una canzone dei Coldplay e ci aggiungono la batteria.

[modifica] Discografia

  • 2005, Silent Alarm, ispirato alla tragica storia di quella volta che Kele si è dimenticato di inserire l'allarme in casa prima di uscire e dei ladri gli hanno svaligiato tutto, compresa la sua amata Nintendo Wii;
  • 2007, A Weekend in the City, resoconto musicale di un gioioso e spensierato fine settimana in città. La città era New York e il fine settimana era quello subito dopo l'11 settembre;
  • 2008, Intimacy, disperato urlo di dolore da parte di Kele Okereke, che dopo i successi[citazione necessaria] avuti col gruppo chiede solo un po' di intimità con la persona che ama di più. Se stesso.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Quelle che alcuni chiamano concerti
  2. ^ Che è una Fiat Duna, per la cronaca.
  3. ^ Personaggio, peraltro, del quale Matt ha copiato lo stile, elevandolo a sua personale "icona fashion".
  4. ^ Dormiva lì. Non chiedetemi come o perché.


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