Bicicletta a scatto fisso

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Tipico esempio di bici fissa.

Quote rosso1.png Metti la catena in bolla e tira la sella. Quote rosso2.png

~ Un dislecchiso commentando tua bici fissa.
Quote rosso1.png Macheoooooohhh..... Quote rosso2.png

~ Il tuo ciclista sul tuo progetto di bici fissa.
Quote rosso1.png Ma quindi si frena pedalando all'indietro? Quote rosso2.png

~ Uno a cui hai appena spiegato come funziona una bici fissa.
Quote rosso1.png Yeah bitch, I'm on my mothafucking fixie! Quote rosso2.png

~ Henry Desgrange [1]


La bicicletta a scatto fisso è una bicicletta che ha la particolarità di costare più delle altre biciclette per il semplice motivo che ha meno pezzi di quest'ultime. La bici fissa è il modo più rapido per arrivare agli aperitivi e sui cofani delle auto.

[modifica] Storia

[modifica] Gli esordi

In principio la bicicletta nacque a scatto fisso. Nel 1869 William Van Anden, inventore che dal nome sembra olandese ma forse è belga, brevettò il primo meccanismo di ruota libera. Van Anden non riusciva a skiddare e con la sua invenzione volle rispondere a tutti quelli che lo prendevano per il culo.

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«Oggi ho collaudato la mia invenzione e funziona perfettamente. Ora resta da inventare un modo per fermare la bici»
(Diario di William Van Anden)

Purtroppo non riuscì a inventare il freno e morì tragicamente dopo essersi incastrato nel binari del tram ed esser stato catapultato su una bancarella di fiori, a cui era allergico. In seguito si trasferì a Milano e aprì un negozio per conversioni di bici a scatto libero che provocò grande ilarità fra i milanesi ciclisti del tempo.

[modifica] L'introduzione del cambio di velocità

Non chiedetemi chi, dove e quando ma ad un certo punto fu introdotto il cambio di velocità. Anche questa invenzione non ebbe successo perché fu vista come una soluzione per ciclisti dalla scarsa virilità, ma poco a poco prese piede fino a conquistare la quasi totalità del mercato fra il disappunto dei Fixed-Nazi. Lo scatto fisso rimase utilizzato solo da una ristretta cerchia di utenti incapaci a scalare le montagne, ovvero i bambini e i pistard. Il cambio si è innovato molto nei decenni ma comunque questa è la pagina della bici a scatto fisso e non ce ne fotte.

[modifica] La Fixie, finalmente

Fino agli anni 2000 la bici era dunque a scatto libero e con le marce. I componenti ed i telai venivano migliorati ed alleggeriti nel corso di decenni da provetti ingegneri e meccanici. La bici diventò un oggetto che esprimeva il massimo della tecnologia e forse la più grande invenzione dell'umanità. Ma un giorno uno sconosciuto studente di design disse:

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«Che palle sì è rotto il cambio.»
(Diario di uno sconosciuto studente di design)

e chiamò papà per finanziare la riparazione del mezzo come faceva di solito in questi casi. Solo che questa volta papà rispose:

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«Stocazzo!»
(Padre di uno sconosciuto studente di design)

Così il giovane designer si rassegnò a togliere il cambio. Già che c'era tolse tutti i componenti con lo scopo di revisionare interamente la bici ma poi non seppe rimontarla. A nulla valsero le conoscenze ottenute da corsi di studio in cui costruiva interi edifici in scala con gli spaghetti. Portò dunque la bici in riparazione da un ciclista clandestino, abbastanza economico. Costui si rivelò un mascalzone patentato che gli rimontò il giusto indispensabile occultando il resto dei componenti, tra cui i freni. Come sistema frenante mise invece una ruota a scatto fisso di inizio secolo di nullo valore commerciale. Alle proteste del giovane sentenziò:

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«Era tutto rotto. Così va molto meglio e comunque pure Coppi usa una bici così in città. Fanno 100 mila perché ho dovuto cambiare anche il carburatore.»
(Il ciclista)

Il povero studente di design non sapendo che le bici non hanno il carburatore non seppe controbattere e pagò senza fiatare con otto chili di cambiali che lo avrebbero perseguitato fino al 1984!

Quando andò in università gli altri studenti di design videro la sua bici e tutti vollero imitarlo. Era nata la bicicletta a scatto fisso. La potente lobby dei ricchioni fece il resto imponendola come moda. Tipo a me non piace ma l'han deciso i ricchioni e io devo accettarlo. Si era invertito clamorosamente il cliché che etichettava tutti i possessori di biciclette normali come "poco virili" e adesso i ricchioni erano quelli con lo scatto fisso. Ciclicità della storia.

[modifica] Come costruirsi da soli la propria bici fissa

Bicicletta da corsa super-leggera.jpg

Tipico settaggio di un telaio pursuit per uso cittadino.

Costruirsi da soli la propria bici fissa è il metodo più facile ed economico per avere una bici completamente personalizzata. Vediamo come procedere passo per passo.

Innanzi tutto vanno comprate le manopole valutando per bene la tonalità di colore fra le miliardi esistenti. Investiteci un bel po' di tempo in questa scelta iniziale perché sarà determinante in seguito.

In base al colore delle manopole comprare nell'ordine: nastro, catena di trasmissione, sella, guarnitura, pedali e bullhorn. Ovviamente dev'essere tutto in tinta.

Una volta ottenuti tutti questi componenti è arrivato il momento di pensare alle ruote che devono essere rigorosamente in carbonio a razze. Straconsigliata una coppia di Aerospoke, sempre in tinta con le manopole ed il resto.

Per i pezzenti ci sono le tipiche GIPPPPPIEMMMME bianche ad alto profilo che comunque fanno la differenza sopra i 40 km/h, ovvero la velocità minima che avrete in città.

Ora che avete tutti questi pezzi è arrivato il momento di pensare ai dettagli, tipo comprare il telaio.

[modifica] Il telaio

Prima ancora della misura del telaio (sì, i telai hanno una misura, ma non è importante) dovete scegliere il tipo di telaio da comprare. I telai possono essere da passeggio, corsa o pista. La scelta del telaio va fatta in base all'uso che si intende fare della bici. Vediamo come procedere per l'allestimento di ciascun tipo di telaio:

[modifica] Telaio da passeggio

Una bici fissa costruita partendo da telaio da passeggio ha la sola regola di dover avere una sella che costi più di tutti gli altri componenti messi insieme. Consigliate le Brooks. Per la verniciatura scegliete il metodo più professionale possibile. Insomma, niente che costi meno di 200 euro. Avrete in breve una bici strafica e se poi non vi dovesse piacere più potrete venderla agevolmente su internet a quei 1000-2000 euro ( nell'annuncio specificate che ha la sella Brooks e mettete parole chiave molto utili come "vintage", "design" e "fica").

[modifica] Telaio da corsa

Il telaio da corsa dev'essere trattato in modo da renderlo più possibile simile ad un telaio pista. Vanno perciò segati e limati tutti gli orpelli inutili, chiusi gli eventuali buchi, sostituiti i forcellini posteriori con forcellini da pista e, ovviamente, riverniciato. Un tocco di classe lo si può dare eliminando il ponticello del carro che tanto il freno posteriore non ci sarà. Quando scegliete il vostro telaio da corsa badate bene di scartare i telai di bassa fattura e concentrarvi sui modelli più costosi e, possibilmente, con un valore storico: sono i più adatti da molare e riverniciare.

[modifica] Telaio da pista

Il telaio da pista, anche da pursuit, è il telaio più semplice da cui partire per costruirsi una fissa. L'unico accorgimento da adottare è forare la forcella anteriore. Questa operazione va fatta SEMPRE, indipendentemente dall'effettiva intenzione di montare un freno.

[modifica] Conclusione: qual è il telaio migliore?

Supponendo che la bici fissa andrà usata per lo più in città, il telaio migliore da comprare è senz'altro un pista da pursuit. Con gli altri tipi di telaio potete comunque arrangiarvi per un po' ma prima o poi vi renderete conto che il pursuit vi serve quindi tanto vale prenderlo subito.

Bicicletta da gara priva di freni.png

Una bici fissa giapponese in stile Zen. L'essenziale è invisibile agli occhi.

Nel comprarlo fate attenzione che il tubo piantone sia curvo il più possibile. Scartate immediatamente i telai con tubo piantone dritto che sono da sfigati. Se avete preso un telaio d'epoca, anche se con la vernice ancora in ottime condizioni, togliete assolutamente tutti gli adesivi e fatelo riverniciare.

Ora siete pronti per assemblare il tutto.

Portate tutti i pezzi dal vostro ciclista di fiducia e lasciate fare a lui il lavoro complicato. Se vi dice che qualche pezzo che avete comprato non è compatibile col telaio non credetegli: sta solo cercando di vendervi roba extra. Ancora, non fate caso a quando il meccanico alza gli occhi al cielo vedendo cosa avete comprato. I ciclisti sono invidiosi di natura.

Dopo aver rivenduto l'Aerospoke anteriore da 28 pollici, comprato una lenticolare da 26 pollici e una buona metà della componentistica (i ciclisti sono comunque convincenti), ritirate la bici, smontate le gabbiette e l'antiestetico freno anteriore che il meccanico è riuscito a rifilarvi con improbabili storie sulla sicurezza stradale, ed avete pronta la vostra fichissima bici fissa!

Ora siete pronti per rimorchiare tutta la gnocca del mondo!

[modifica] Altri suggerimenti e cose da evitare

Nell'allestimento di una bici fissa va evitato il montaggio di un qualsiasi pezzo che ne comprometta la linea estetica. Sono perciò VIETATI dal buongusto il montaggio di: freni, parafanghi, campanello, luci, catarinfrangenti, qualsiasi pezzo in plastica. Ovviamente è fortemente sconsigliato anche l'uso del casco.

Una cosa invece da comprare assolutamente è buon lucchetto. In questo caso non c'è da scegliere: comprate una cavetto d'acciaio sottile che pesi il meno possibile. Ottimi quelli venduti nei negozietti cinesi a prova di tagliaunghie. Sconsigliato fortemente l'uso del Kryptonite perché pesante e costoso. Se proprio volete comprare un Kryptonite fatevi furbi quando legate la bici: non legate mai il telaio. Legate la bici in modo che si possa semplicemente sfilare dal lucchetto (ad esempio legate il reggisella). In questo modo se ve la rubano almeno vi sarà rimasto il Kryptonite, che altrimenti verrebbe tagliato.

[modifica] Alleycat

Un'alleycat è una gara cittadina urbana a cui partecipano ciclisti per lo più in bici fissa. Le alleycat vengono svolte periodicamente in numerose grandi città di tutto il mondo e sono improntate sul lavoro dei postini di Poste Italiane. La gara prevede dunque un percorso cittadino da effettuare con tutta calma e tranquillità e nel pieno rispetto della segnaletica stradale. Sul percorso sono disseminati numerosi check-point in cui bisogna fermarsi per bere un caffé, leggere il giornale sportivo e chiacchierare del più e del meno con gli altri ciclisti. All'inizio della gara viene consegnato ad ogni partecipante un manifest che bisogna far timbrare ad ogni check-point. Il fine della gara è passare da più check-point possibili e perdere il manifest.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Link non più inutili di questa pagina

  • Video esplicativo di come effettuare una conversione [2]
  • Una raccolta di esempi di bici fisse da cui trarre spunto [3]]
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