Lui conosce metodi molto più convincenti dei miei per spiegarti che qui non sei il benvenuto.
Sento la necessità impellente di mandarti gentilmente qui, ma il mio amico immaginario Babbi l'orsetto mi suggerisce di mandarti qui.
Tradizionale bestemmia (vignetta di Daniele Caluri).
~Dio su svegliarsi la mattina presto per andare a scuola
La bestemmia è un esercizio linguistico volto a ingentilire l'animo e a rasserenare l'ambiente, nonché un utile sostituto di avverbi, congiunzioni e preposizioni.
Narra una favola che la prima bestemmia fu pronunciata da Adamo quando gli venne portato il conto del ristorante dove aveva mangiato solo una mela, non sapendo che lì le mele costavano l'ira di Dio. Per questo venne cacciato dal Paradiso terrestre a calci rotanti nelle natiche per finire a coltivare il deserto bestemmiando come un turco, ma questa è solo leggenda perché allora i turchi non bestemmiavano. Anzi, nemmeno esistevano. Per questo le teorie più accreditate sostengono che Adamo fosse toscano o veneto.
Va altresì citato l'imperatore Tito (vedi Pompei) come antesignano della ricerca mosconica bestemmiatoria.
Accesi dibattiti tra teologi, preti, suore, vescovi, cardinali, diaconi, pastori tedeschi e il Papa, fatti ovviamente a colpi di bestemmie, non sono ancora riusciti a stabilirne la data storica di origine - ma si pensa che la sua fondazione risalga al IV secolo, più precisamente alla scrittura dell'Agnosticismo mosconiano quando, non essendoci le penne biro, S. Germano Mosconi era costretto a scrivere con la penna d'oca che grattava la carta e gli faceva venire, appunto, la pelle d'oca, e perciò inventò la bestemmia.
REBUS (3,4)
Struttura
La bestemmia è formata da un'invocazione rivolta a una figura religiosa, non importa l'ordine e il grado; a questa segue un aggettivo a celebrazione di una virtù (generalmente orale) del personaggio scelto. Però si può anche associare il nome di una creatura vivente (i più citati sono nell'ordine: suini, cani, elefanti, balenotteri, scimmie e trichechi), e anche quello di un oggetto di grande utilità (es. uno zoccolo, magari femminilizzato - vedi illustrazione).
La composizione è difficile perché richiede sia la conoscenza del personaggio religioso sia la scelta accurata dell'aggettivo confacente.
La bestemmia può variare a seconda delle circostanze che la provocano (es. dolore fisico, semplice diniego o forte incazzatura) o dal luogo in cui ci si trova (se si è allo zoo le calzature sopra citate non saranno mai menzionate, mentre invece sarà più logica l'associazione della divinità scelta a un animale).
Addestramento
Un altro rebus.
Come si vede, essa richiede acume, esperienza, scelta sapiente dei termini da associare e anche l'opportuna inflessione di voce al fine di far risaltare questa associazione. Non è, quindi, cosa da improvvisarsi; è necessario un lungo esercizio quotidiano, cogliendo ogni possibile occasione per allenarsi. Può essere utile all'allenamento, la lettura ad alta voce delle opere di S. Germano Mosconi, un vero specialista che ne ha segnato la storia e l'evoluzione grazie anche all'apporto di quel mona che batte la porta e quello che taca le carte co la cola.
Psicologia della bestemmia
S. Germano sostiene che per la buona riuscita della bestemmia occorre uno stato d'animo opportuno, difficile a raggiungersi, ma che assicura la perfezione della formulazione bestemmiatoria. Ad esempio egli illustra il caso di una mola cariata che duole quando il soggetto nel contempo è perseguitato da una vespa che si ostina a dirigersi verso le natiche del dolente e che riesce a morderlo colà, proprio mentre qualche grasso e pesante stronzo gli pesta il piede dove si è appeno operato un callo e strappata un'unghia. In questi casi, consiglia S. Germano, meglio tenere in tasca un calendario, in modo da non esaurire i nomi di santi.
Le bestemmie possono essere misurate in gradi Mosconi. Tali gradi indicano l'intensità della bestemmia, e sono accompagnati da un numero romano, atto a indicarne la complessità a livello di composizione (numero di personaggi citati o numero insulti attribuiti al singolo personaggio).
Altro strumento utile alla misurazione della bestemmia è il Bestemmiometro, utensile costruito da Satana in persona (così narrano le leggende) per suo diletto personale. In tal caso, le bestemmie sono suddivise in vari livelli di intensità.
666 Quando ci si rende conto di aver fatto una cazzata a votare Berlusconi
Avvertenze sull'utilizzo
Nelle bestemmie scritte ricordarsi di scrivere "dio" con la minuscola, altrimenti potrebbe arrivare un metallaro incazzato che potrebbe picchiarvi per oltraggio a divinità Metallara, quale è Ronnie James Dio
Consigli sull'uso
La bestemmia è un'arte oltre che uno sfogo, pertanto ogni bravo[citazione necessaria] bestemmiatore deve saper usare arte e ingegno allo stesso modo, senza però cadere necessariamente nel volgare e nel banale.
Ogni imprecazione, dalla più piccola alla più complessa e articolata deve saper dare un'idea di ciò che state provando, cosa sia successo perché possiate esplodere in diffamazioni verso più o meno occulte divinità protoarcaiche, e allo stesso modo deve saper spiegare chi siete, dove andate, perché esistiamo, essere o non essere e cosa avete mangiato per colazione.
Allo stesso modo, cercate di esplodere in tale forma d'arte nei momenti più opportuni, quali messe o conferenze in modo tale che la sua magnificenza sia ampiamente apprezzata in egual modo da ogni presente.
Qui degli esempi in relativi gradi mosconi:
dio pellegrino cieco nella valle degli spigoli (III + eccesso di creatività)
cristo mandria di diavoli inferociti che rade al suolo piazza San Pietro. (III)
dio che dopo aver notato che la madonna lo prende in culo nei giorni pari e in figa nei giorni dispari, decide di andare affanculo (IV + lol)
cristo che decide di calcolare la distanza che formano i cazzi che ha preso la madonna nell'arco di due giubilei, ma il calcolo è ancora in corso dalla sonda Voyager che è appena uscita dal sistema solare per misurare tale distanza. (V + fattoriale spavento)
Curiosità
È scientificamente dimostrato che la pronuncia di alcune bestemmie al giorno è assai salutare per la mente e per il corpo.[1]
Ogni volta che qualcuno bestemmia, nel mondo muore un cardinale. Se a bestemmiare è invece un bambino allora muore anche un rabbino.
Una bestemmia non fa primavera, ma tre fanno subito estate
Nel dialetto veneto ortodosso si usano le bestemmie invece della punteggiatura. Di solito questo tipo di grammatica viene insegnata nei campetti di calcio di periferia e allo stadio.
La cittadina friulana di Codroipo è il perfetto anagramma di Porco Dio.
Un giocatore turco in forze all'Inter di nome Okan faceva impazzire i cattolicissimi telecronisti della RAI. Essendo molto falloso, il vecchio e buon Bruno Pizzul soleva dire: "Fallo di Okan". Stessa identica frase riferita da ogni giocatore Veneto che viene atterrato nel verde campo di gioco: "Arbitro, fallo diocan".
Nel girone infernale dei bestemmiatori si è formata una comunità di muratori bergamaschi; a seguito di ciò Satana sta pensando di chiudere il girone, dopo che i suddetti muratori hanno aperto una distilleria di grappa.
È provato che chi dorme non lincia preti.
Non meno importante la bestemmia di papa Giovanni Paolo II che, rivolgendosi ai suoi fedeli, disse è ora diopporci!".
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