Benetton

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È IN ATTO UNA COSPIRAZIONE!

Molte persone risultate indignate da codesto articolo si sono dimostrate brutali, querelanti e leggermente stronze.
Ma noi con l'aiuto di Chuck Norris e del nostro amore per Nonciclopedia (amore platonico, ovviamente) bandiremo una nuova crociata e puniremo tutti quegli sporchi infedeli!

[modifica] Storia della famiglia

La Benetton è una famiglia di industriali di Treviso. Era una famiglia di poveri agricoltori, quando la madre, Berta Benetton iniziò a tessere maglioni per tutta la famiglia, assicurandone il sostentamento. Da qui il detto "finché la Berta filava".

[modifica] Il trapianto

012, il celebre primogenito della famiglia Benetton
012, il celebre primogenito della famiglia Benetton

Negli anni '60, il primogenito della famiglia, un androide di nome 012 Benetton, assistendo ad un servizio televisivo su Lucignolo, vide la giovane Melita. Ovviamente essa era nuda come una troia, e 012 si convinse che nella città d'origine di Melita non vi fossero maglifici. Si trasferì quindi con tutta la famiglia nel villaggio di Melita, altrimenti noto come Treviso. 012 rimase piacevolmente impressionato dall'atmosfera tutta vino e radicchio rosso che aleggiava in città e, conosciuto Giancarlo Gentilini ad un concerto dei Catarrhal Noise in occasione della festa del vino e del radicchio rosso, ne divenne amico e si fece organizzare un corso intensivo presso la Moschea Mosconita di San Germano Mosconi per entrare meglio nello spirito consono della città.

[modifica] Il successo

Impiantati i maglifici, 012 Benetton s'impossessò delle locali squadre di rugby e pallacanestro, portandole ai vertici dello sport italiano. Pare non s'impossessò mai della squadra di calcio locale, che infatti è tuttora considerata una delle peggiori squadre di brocchi mai esistite. All'inizio 012 aveva intenzione di rivolgere la maggior parte del suo mercato alla fetta popolare di Treviso, i cosiddetti boari ed ai numerossisimi esemplari di truzzo che si muovevano in sciami per la città in cerca di spritz e figa; ma poi decise di rivolgersi al mercato dei piazzarotti, in effetti più disposti all'acquisto di abiti non da ricchioni o non adatti al lavoro nei campi. Negli anni '80 le grandi fabbriche vennero tutte spostate in Romania e da lì in Cina, causando una dilagante ondata di disoccupazione che spinse gli operai trevigiani rimasti senza lavoro a dedicarsi al cazzeggio affogando la loro disperazione con vino e radicchio rosso in quantità.

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