Batterista

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* Si avverte il lettore che recenti ricerche filologiche condotte dai redattori di questa Nonciclopedia ha destituito di fondamento la notizia che quello che fa quel cazzo di rumore lì sia un batterista


“Forse quel mona che batte la porta è un ex batterista!”

- Germano Mosconi

“Sono ELETTRAUTO! Batterista sarai tu!”

- Elettrauto

“Mi presti le tue bacchette? Non riesco a trovare una banana Chiquita

- Mago Otelma su batterista

“Il batterista è morto”

- Nietzsche durante un concerto

Il termine batterista deriva dal verbo battere, una tipica tecnica puttanica, da cui deriva anche battona, ecc. in quanto il batterista è colui che sta sempre dietro la batteria e viene sodomizzato a turno dal resto dei componenti dell'orchestra in cui si esibisce.

Per evitare il più possibile le sodomizzazioni il batterista suona seduto, ma non sempre è sufficiente: ad esempio, si ricorda il batterista di Perez Prado (musica latino-americana) che, di tanto in tanto emetteva dei fortissimi Uh! in risposta alla penetrazione ditale fattagli da un membro dell'orchestra.

Il suo strumento è praticamente un derivato della tammorra, del triccheabballacche, dello scetavaiasse, del putipù, del cazzimbocchio oltre che delle cacavelle e delle tiane. Tuttavia alcuni batteristi aggiungono a queso armamentario anche un orinatoio portatile, un tubo di stufa, una sputacchiera in ottone, ecc.

NOTA: la dizione batterista riferita a coloro che diffondono i batteri, speciamente la Spirochaeta pallidum, agente della sifilide, è di uso restrittivo delle scienze troiologiche, pertanto sarà trattata alla relativa voce Malattie veneree

Indice

[modifica] Grandi batteristi

In genere i grandi batteristi subiscono sodomizzazioni da tutti i componenti orchestrali, è d'obbligo. Ciò serve ad abituarli a suonare con le bacchette ben lubrificate in quanto le penetrazioni lo abituano e lo aiutano a ficcarsi le bacchette nel culo che, in tal modo, si lubrificano.

Il primo batterista della storia fu Giobbe che, non potendosi sfogare con le bestemmie di tutti i guai mandatagli da Dio, si sfogava perquotendo le pentole di cucina. Un altro famoso betterista dell'antichità fu Cicerone: lui personalmente non suonava, ma i senatori che ascoltavano i suoi discorsi cominciavano a perquotersi le palle, dapprima leggermente ma, verso la fine dei discorsi (9 ore) con martelli che rimbalzavano sui marmi del senato romano. Altro celebre battrisa fu Attila, che perquoteva gli elmi dei Romani ottenendone spiriose melodie. Batterista eccelso fu Sandro Bondi, che che per evitare i continui, ripetuti e dolorosi abusi sessuali del Silvio e di Fedele Confalonieri, diventò un politco, ma, a quanto pare, le cose peggiorarono. Un celeberrimo batterista fu Massimo D'Alema, che evitava le sodomizzazioni bruciando il pene di chi lo penetrava con le sue loffe caustiche; ha cambiato lavoro, infine, essendosi accorto che le sue loffe erano ben più efficaci dei rumori dello strumento, e adesso loffeggia a Montecitorio riuscendo a tramortire gli avversari politici con i suoi siluri loffici.

Un grande batterista contemporaneo, molto battente, è il Mago Otelma. Cominciò la sua carriera musicale come battone negli orinatoi della stazione di Milano, con la scusa di aiutare i piscianti a slacciare i bottoni. Sucessivamente si esibì battendo sulle palle dei telespettatori con le sue formule incomprensibili finchè non fu assunto da un altro battone, Cristiano Malgioglio: solo che i due artisti litigavano spesso perchè volevano suonare la batteria per prendere quanto gli altri orchestrali volentieri gli infilavano. Malgioglio aveva studiato con Gene Krupa, un famoso batterista americano di notevole diametro mentre Otelma, con l'aiuto dele sue formule magiche, faceva ammosciare i cazzi che Malgioglio prendeva.

Un grande batterista napoletano è Tullio de Piscopo che però non accoglie introduzioni, e perciò è costretto a suonare da solo. È sua la famosa frase:

a nu palmo do culo mio, zompa chi pò (ad un palmo di distanza dal mio culo fate cio che volete).

Altro famoso batterista fu Becienzo o' Piglianculo che si esibì con Gigi D'Alessio, a cui lo legava la comune passione retroattiva e motonatica, e che curò l'arrangiamento ritmico della famosissima romanza A uallera e' zi Rafele. Infine ricordiamo in ultimo, ma non per ultimo, l'insuperabile Billy Ballo, famoso per ottenere originali sonorità perquotendo con un sasso il cranio (vuoto) del grande Mariottide. Recentemente è diventato famosissimo il batterista Joe Ratzinger, dei gruppo Clerical 29 per la forsennata ritmica ottenuta battendo con l'aspersorio delle benedizioni i pitali del Vaticano.

[modifica] Strumenti dei batteristi

Le bacchette, utilizate per perquotere ed anche per l'autosodomia.
Le bacchette, utilizate per perquotere ed anche per l'autosodomia.

Lo strumento principale dei batteristi sono le bacchette che essi usano sia per picchiare le batterie sia per l'autosodomia. Le bacchette vengono talora utilizzate anche per schiacciare piattole che altrimenti, pizzicando il batterista, lo manderebbero fuori tempo. Le bacchette hanno lunghezza di un pene equino, con una notevole capocchia in punta e sono di legno ruvido, doppie come una banana Chiquita; pesano circa 8 Kg. cascuna e sulle palle fanno molto male. La batteria è dotata di molti tamburi che si distinguono per le dimensioni, l0intnazione e la pelle con cui sono realizzati. Il rullante è un tamburo dotato di rulli, per cui ogni tanto il batterista lo spinge contro gli altri orchestrali. Il timpano è un grosso tamburo che n Brasile viene chiamato surdo, perchè fa insordire che lo ascolta: è realizzato con pelle umana di vecchia baldracca e somiglia al rumore che fa l'idraulico quando spila il tubo del cesso. Poi c'è la grancassa, un tamburone enorme che viene suonato con un pedale e che è realizzato con la pelle di frocio purgato. Ancora vi è il tom, un tamburo montato sopra la grancassa e cheha un suono di pereta tibetana. Vi sono poi i piatti che, quando mancano, il batterista provvede a rubare dai ristoranti. A questi strumentisi aggiungono altri rumorofoni di vario tipo, forma, origine. Infine vi è il sellino su cui è seduto il batterista, molto somigliante al sedile a perno (vedi voce).


[modifica] Come riconoscere un batterista

Il batterista è totalmente uno scoppiato, e come tale è riconoscibile in qualsiasi ambiente. Se vedete un idiota che quando è seduto non può fare a meno di tamburellare coi piedi sognando di suonare due grancasse, allora lui è un batterista. Oppure, al ristorante non notate mai quello svitato che suona i bicchieri con le posate? Un po' come faccio sempre io? Ecco, quello è un batterista! Inoltre il batterista è quello che ad un concerto ti corregge con frasi tipo "stai andando fuori tempo" mentre fai headbanging tranquillo e giocondo. Batterista è anche colui che a scuola durante le lezioni ripassa i paradiddles battendo sul diario con l'ausilio delle matite. In sintesi, attenti: I batteristi sono fra di noi.


[modifica] Batteristi famosi


Principali strumenti musicali

Aerofoni: Bassotuba - Corno - Cornamusa - Fisarmonica - Flauto - Flauto a Pelle - Clarinetto - Naso di Spongebob - Ocarina - Peto armonico - Petofono - Pisello - Ruttofono - Tromba - Zampogna
Cordofoni: Arpa - Banjo - Basso elettrico - Chitarra - Chitarra elettrica - Mandolino - Pianoforte - Ukulele - Viola - Violino - Violoncello
Idiofoni: Campana - Gong - Maracas - Nacchere - Scacciapensieri - Triccheballacche
Percussioni: Batteria - Batteria di pentole - Coglioni - Gatto - Tamburo - Djembe

Strumenti personali