Basket

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Giocatore di basket che salta sopra la faccia di un altro
Il basket è uno sport di sani principi...

Il basket è lo sport più amato e seguito al mondo, se si escludono il calcio, il parlare di calcio, le risse tra ultrà, lo stupro di gruppo, lo slamball, il curling, la briscola, lo scopone scientifico, la masturbazione solitaria (nel basket definita "cinque contro uno") e il sesso.

[modifica] Storia

Nazism4
5 giovanotti formano un team di pallacanestro dedicato al loro capo, don Adolf Hitler.

Il primo giocatore di basket apparve già in concomitanza con l'inizio dell'umanità. Gli scienziati hanno infatti dimostrato che l'essere umano moderno nacque, in un'epoca compresa tra i 10 milioni di anni fa e l'altro ieri, in Africa; da ciò si deduce che i primi uomini erano, necessariamente, negri. Essendo negri erano evidentemente dei giocatori di basket[1]. Tuttavia, per molti secoli, questi non ebbero molto da fare: giravano come scemi per la savana facendo rimbalzare una palla che non sapevano bene dove infilare (omissis). Fu solo nel ventordicimila a.C. che Sauron forgiò il primo anello: questo, posto in cima a un palo, divenne il primo canestro. Prima che ci fosse il tempo di dire "passi", ecco che il basket era stato inventato.

[modifica] Tipi di basket

A differenza di ciò che voi nerd avete sempre pensato, esistono diversi stili di basket, differenti al punto da poter essere considerati degli sport a sé[2]. Distinguiamo così il basket italiano, anche detto pallacanestro, il basket americano, anche detto basket Enbiéi (NBA), e il basket femminile, anche detto pallacesso. Vediamoli ora in dettaglio.

[modifica] Il basket italiano

Basket umano
Un normale tiro a canestro d'allenamento.

Il basket italiano è il basket come viene giocato in Italia, in Vaticano e in altre repubbliche delle banane europee. Viene chiamato anche pallacanestro, sebbene questo termine non venga usato praticamente da nessuno, a esclusione di qualche nostalgico della Repubblica Dittatoriale Fascistissima, qualche vecchio rincoglionito e in generale da persone considerate totalmente out dal giovane italiano medio. È infatti evidente a tutti che dire basket faccia più figo rispetto a dire pallacanestro

In generale, il basket italiano è contraddistinto da poche, semplici regole, che messe insieme compongono un mattone di 2000 pagine. Fra le più importanti ricordiamo:

  1. È vietato tutto
    • in particolare:
    1. Se cammini con la palla in mano, è fallo
    2. Se cammini palleggiando, è fallo
    3. Se fai il solletico al tuo avversario mentre questi difende, è fallo
    4. Se tiri a canestro, è fallo
    5. Se schiacci a canestro, è assolutamente fallo
    6. Se schiacci a canestro di gancio in rovesciata dopo un salto in avvitamento, è espulsione diretta
    7. Se fai fallo, è fallo
    8. Se non fai fallo, fallo
  2. I giocatori devono essere vestiti da Pulcinella, suonare il mandolino e mangiare la pizza
  3. I giocatori devono far girare la palla, palleggiare, organizzare il gioco, e basta. Il primo che prova a tirare a canestro, è un lamer e come tale viene deriso
  4. I giocatori della Nazionale di basket possono vincere campionati europei, medaglie olimpiche, possono stracciare gli USA per 90 a 30, ma devono comunque correre a nascondersi ogni volta che appare la Nazionale di calcio
Renato Pozzetto
Il celebre giocatore azzurro Gianmarco Pozzetto.

Nonostante questo, la nazionale italiana di basket è fra le più forti al mondo. Fra i giocatori più forti che abbiano mai vestito la maglia azzurra, ricordiamo Gregor Fucka, Carlton Myers, Richard Mason Rocca e Nikola Radulovic. Come si evince dagli italianissimi nomi, sono tutti nati nel nostro paese, e non sono assolutamente degli stranieri naturalizzati italiani. L'unico vero straniero che abbia mai giocato in Italia è Renato "Gianmarco" Pozzetto, celebre, oltre che per le prestazioni sportive, per una serie di film italiani anni '80 altamente culturali, in compagnia di artisti del calibro di Massimo Boldi e Lino Banfi. Pozzetto è anche noto per essere stato fidanzato per circa due giorni con la Miss Italia Samantha de Grenet[3]

Una piccola curiosità: per venire incontro agli spettatori, tutti i palazzetti di basket italiani sono dotati di maxischermi. Che trasmettono le partite di calcio.

Nel basket italiano, se un giocatore parte dalla sua metà campo, salta tutti gli avversari palleggiando sottomano, dietro la schiena, con le natiche, prende in giro gli avversari con trecento finte, salta e schiaccia a due mani, viene considerato uno sfigato e rimproverato da pubblico, compagni e allenatore. Perché non ha costruito il gioco.

[modifica] Il basket enbiéi

Exquisite-kfind Non ti basta? C'è anche NBA
Basketball boy
Giocatore Enbiéi che se la prende comoda...

Il basket enbiéi è il basket giocato negli Stati Uniti d'America e nei campetti parrocchiali italiani. La sigla enbiéi è l'acronimo di NBA, e significa: Nigger Basket Association. È simile al basket italiano, ma ha meno regole. In effetti, ne ha solo quattro:

  1. Se hai la palla in mano, puoi camminare, correre, picchiare gli avversari, stuprare le donne del pubblico, insomma fare quello che ti pare, basta che alla fine schiacci a canestro
  2. Se non hai la palla in mano, devi metterti seduto a braccia conserte mogio mogio, aspettando che qualcuno te la passi. Poi puoi schiacciare a canestro.
  3. Ogni azione che non termina con una schiacciata, viene considerata nulla e la palla passa all'avversario.
  4. Se sei bianco commetti fallo.

A detta di qualcuno, questo renderebbe il basket enbiéi più interessante e avvicente di quello italiano. In effetti, il basket americano è pieno di azioni spettacolari, come quella mostrata nella foto.

Fra i giocatori enbiéi più forti di sempre, ricordiamo Kobe Bryant, Michele Giordano, papa Wojtyla, Mister T, Finley e Gigi la trottola.

Nel basket enbiéi, un giocatore che recupera palla, la passa, costruisce il gioco, difende, porta blocco, prende i rimbalzi e serve ai compagni palloni perfetti viene considerato uno sfigato e rimproverato da pubblico, compagni e allenatore. Perché non ha schiacciato.

[modifica] Il basket femminile

Rossana Basket
Una tipica azione del basket femminile.

Il basket femminile è essenzialmente uguale al basket italiano, ma giocato da esseri umani non di sesso maschile. Viene anche chiamato pallacesso, termine che non si riferisce all'attrezzo di gioco, ma a ciò che i telespettatori possono fare dei loro attributi dopo aver assistito a una partita.

Intendiamoci, non è che il basket femminile sia noioso. Solo che, rispetto a quello maschile, presenta i seguenti problemi:

  1. Durante gli incontri, le tette delle giocatrici rimbalzano, in media, molto più del pallone (questo è in effetti l'unico aspetto interessante...)
  2. La giocatrice media di basket è alta un metro e un barattolo, e in elevazione completa raggiunge a malapena il metro e mezzo. I canestri sono alti tre metri. Fate un po' voi...[4]
  3. Nel basket femminile si vedono poche schiacciate, ma molti fondamentali. Mooooooolti fondamentali...
  4. Le donne, in definitiva, non sono brave a giocare a basket. Se la cavano molto meglio con la pallavolo. Perché nella pallavolo, a turno, devono battere...[5].
Basketgirl
Le giocatrici di basket in genere se la tirano abbastanza.

Viste queste premesse, nel tentativo disperato di farsi notare da qualcuno, le giocatrici di basket ogni tanto abbandonano ogni straccio di dignità e posano nude per i calendari, come le veline. Intento nobile, se non fosse che la giocatrice media di pallacanestro ha gli avambracci delle dimensioni delle cosce di Totti e due spalle che in confronto Hulk Hogan sembra tisico.

Fra le giocatrici di basket femminile più famose di tutti i tempi, ricordiamo... ricordiamo... boh?!

No, sto scherzando. Fra le giocatrici di basket femminile più famose di tutti i tempi ricordiamo: Paris Hilton, Alessandra Mussolini, Valeria Marini e mia nonna.

Nel basket femminile se una giocatrice fa un salto di quattro metri e schiaccia a due mani, è un uomo travestito.

[modifica] Ruoli del basket

Nel basket ognuno fa qualcosa. Questo perché il basket, a differenza del calcio, è uno sport proletario. A basket si gioca in cinque e, per far sì che i giocatori in campo non intruppino tra di loro facendo cose tipo correre tutti appresso alla palla (il giocatore di basket medio ha il cervellino formato puffo) qualcuno ha avuto la bella idea di creare dei ruoli diversi per ogni giocatore. Questi ruoli possiedono due caratteristiche di base:

  1. Hanno nomi ridicoli
  2. A prescindere dal ruolo, durante la partita ogni giocatore correrà sempre, solo e comunque appresso alla palla, fregandosene degli schemi, della tattica, delle marcature e delle urla dell'allenatore. Questo perché fondamentalmente un giocatore di basket pensa a una sola cosa: prendere la palla, correre a canestro, schiacciare per poi girarsi verso pubblico, allenatore, compagni e soprattutto avversari con una faccia come a dire visto quanto sono figo?![6].

Tali ruoli sono:

[modifica] Il centro

Pier Ferdinando Casini
Il più noto centro italiano. ATTENZIONE: tende a passare con la squadra avversaria, se questa sta vincendo!

Il centro, o se vogliamo pivot, è quel giocatore che sta, appunto, al centro del campo. Si piazza lì, esattamente in mezzo, e non si muove più per il resto della partita, senza infastidire nessuno, poiché il suo atteggiamento di solito è abbastanza bonario. Serve fondamentalmente per indicare la posizione ai suoi compagni: guardando il centro, infatti, i vari giocatori (che, come già detto, non brillano esattamente per intelligenza) sanno in ogni momento in quale parte del campo si trovano.

Inoltre potrebbe tornare utile nel caso di un contropiede, poiché l'attaccante andrebbe a sbattergli contro, rimbalzando al di fuori del campo. Il problema è che la difesa dovrebbe recuperare il pallone velocemente, visto che il centro in questione non si è manco accorto del fatto.

In attacco il centro è molto di parte: o fa 2 punti a partita o sessantadieci in un quarto. Questo perché appena mette palla a terra a canestro è assalito da una mandria di "piccoli" che gli si appendono dappertutto. Così a forza di essere oggetto di assedi più o meno corretti diventa da Gigante gentile a Gigante un po' meno gentile, e a scrollarsi di dosso gli avversari con movimenti più o più scorretti (recentemente vietati nel regolamento).

[modifica] La guardia

Guard
Una tipica guardia.

La guardia è, come si capisce dal nome, il giocatore addetto alla difesa del canestro. La guardia media è alto due metri e largo tre, in modo da poter più agevolmente stoppare gli avversari (non la palla, gli avversari!). Alcune guardie si immedesimano nel ruolo al punto di vestirsi in uniforme, camminare implotanate e girare con una sirena sul tettuccio della macchina. In alcuni casi estremi, arrivano a portarsi in campo un manganello, ad ammanettare gli avversari e a chiedere il chi va là?! Parola d'ordine!! anche ai propri compagni. Quando una guardia viene sostituita, i compagni e gli avversari mettono in testa un colbacco (in mancanza del colbacco, un gatto morto) ed eseguono un curioso balletto noto come "cambio della guardia".

Il ruolo della guardia causa spesso curiosi fraintendimenti all'interno dello spogliatoio, specialmente in quelle squadre Enbiéi composte al 90% da portoricani e negri del Bronx. In questi casi, all'arrivo della guardia, si osserva un fuggi fuggi generale, seguito da bestemmie e rumori, mentre il resto della squadra tenta di nascondere erba, hashish e marijuana nei posti più disparati.

Talvolta, le guardie sono molto religiose. In questo caso, prendono il nome di guardie svizzere.

[modifica] Le ali

Le ali sono presenti solo nel basket femminile. Sono due lembi di tessuto presenti ai lati degli assorbenti che usano le giocatrici, detti appunto assorbenti con ali. Le giocatrici che li usano si sentono solitamente più leggere, e dicono frasi del tipo ora si che mi sento protetta!! Posso giocare in sicurezza. (A questo proposito, un dato interessante: sembra che le giocatrici di una stessa squadra dopo un po' si sintonizzino, e abbiano le mestruazioni tutte contemporaneamente. E sempre durante le partite.[7]).

[modifica] LA playmaker

Lilli Gruber
La famosa playmaker Lilli Gruber mentre si prepara a rilassare Kobe Bryant.

La playmaker è un ruolo fondamentale di qualsiasi squadra. Il suo compito è tenere unito lo spogliatoio, rilassare i compagni e permettere loro di raggiungere la serenità e la concentrazione necessarie ad affrontare la partita. A questo scopo, la playmaker è in grado di creare dei particolari giochini (da cui il nome) che i giocatori trovano estremamente stimolanti e divertenti.

Alcuni insistono che in realtà, il nome corretto di questo ruolo debba essere il playmaker. I gusti sono gusti, contenti loro... (devono essere francesi)

[modifica] Lo scaldapanca

Lo scaldapanca è uno dei ruoli più diffusi del basket, soprattutto a livello amatoriale e nelle basse categorie, sebbene non manchino clamorosi esempi anche nella sfera professionistica. Lo scaldapanca possiede le seguenti caratterische:

  1. Stazza sopra il quintale, asma, presenza di spirito pari a quella di un pokémon
  2. In alternativa, fisico tisico da soffiatore di coriandoli, occhiali straboscopici, totale incapacità motoria
  3. Culo quadrato, diventato così a forza di stare inutilmente seduto in panchina
  4. Logorrea patologica, con conseguente capacità di rompere i coglioni a compagni e allenatore in partita, durante gli allenamenti, alle cene sociali, etc.
  5. Capacità di causare casini di dimensioni cosmiche se si trova nel raggio di 3 metri da una qualsiasi palla, pallone, pallina o oggetto sferico
  6. Possibilità di entrare in partita praticamente nulle
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Un tipico scaldapanca

In generale, lo scaldapanca è ben cosciente del proprio ruolo, e accetta stoicamente il fatto di veder giocare chiunque, tranne lui. Scaldapanche di questo tipo possono anche talvolta risultare simpatici e utili, svolgendo compiti quali portare l'acqua ai compagni, asciugare loro il sudore, ed essere bersaglio di scherzi che al confronto il nonnismo alla Full Metal Jacket è roba da checche, comunque necessari per creare quello spirito di fraterno cameratismo necessario a ogni squadra. In alcuni casi, tuttavia, lo scaldapanche non è cosciente della propria inutilità, e pretende di poter giocare al pari di tutti gli altri. In questi casi, la faccenda si fa interessante. Lo scaldapanche inconsapevole, infatti, nel patetico tentativo di giocare giunge ad azioni quali:

  1. Rompere le palle all'allenatore ogni cinque minuti, in allenamento, in partita, telefonandogli a casa a ogni ora del giorno e della notte, talvolta giungendo a ricattarlo con minacce a moglie, figli & animali domestici.
  2. Mettersi in testa di dimostrare il proprio valore, sfidando il più bravo della squadra a un uno contro uno, con risultati facilmente immaginabili
  3. Tentare con le bustarelle, la corruzione, nei casi più estremi telefonare a Moggi.
  4. Rosicare terribilmente.
  5. Piangere e chiamare la mamma.
  6. Lamentarsi con l'allenatore e con i compagni credendosi bravo e dicendo di non giocare mai.

In tutti questi casi, l'allenatore può reagire in due modi. Se è un allenatore gentile e comprensivo (ma stronzo), lo liquida con la fatidica frase fra dieci minuti ti faccio entrare!, da pronunciarsi 4 volte in una partita di 40 minuti, di più in caso di supplementari. Se l'allenatore non appartiene alla categoria dei pazienti e comprensivi stronzi, ma a quella ben più comune degli stronzi semplici, solo i (vaghi) limiti del suo sadismo possono venire in aiuto dello sfortunato scaldapanche.

Nerdissimi
Altri tipici scaldapanche

Può tuttavia accadere, in casi rarissimi, che lo scaldapanca entri effettivamente in partita. Questo di solito avviene quando tutti i giocatori, tranne quattro, si infortunano, o si ammalano di diarrea, o colti da crisi mistica si convertono all'Agnosticismo mosconiano, e così via. In questi casi, l'allenatore prima si mette a piangere. Poi si guarda sconvolto attorno, cercando qualcuno da far entrare in campo. Non trovandolo, cerca di convincere l'arbitro a far continuare la partita, con la sua squadra in inferiorità numerica. Alla fine, sconvolto, si volta verso lo scaldapanche e, raccomandandosi l'anima alla Madonna gli indica il campo. Lo scaldapanca, emozionato come davanti al suo primo nudo femminile[8] si alza tremando e fa i suoi primi passettini in quel campo nel quale ha sempre sognato entrare. A questo punto, di solito viene centrato in faccia da un pallone tirato da un compagno. Dopodiché, accadono in genere le seguenti cose...

  1. Lo scaldapanca inciampa
  2. Lo scaldapanca si scontra con tutti i suoi compagni, mandandoli a carambolare uno sull'altro
  3. Lo scaldapanca recupera miracolosamente palla, si gira, la perde
  4. Lo scaldapanca inciampa (di nuovo)
  5. Lo scaldapanca va ad affrontare il centro avversario (bestione di 2 metri di altezza per due quintali di peso) e cerca di stopparlo. Questi lo prende, lo schiaccia, lo trita, lo pesta e non contento ne abusa sessualmente
  6. Lo scaldapanca riesce nella incredibile impresa di segnare!!! Nel proprio canestro...
  7. Lo scaldapanca, colpito da ginocchiate, spinte, gomitate e sputi, sia da parte degli avversari che dei propri compagni, si inginocchia a terra e vomita. A questo punto la partita viene interrotta, gli avversari vincono a tavolino e se ne vanno schifati, i compagni piangono e l'allenatore muore d'infarto, mentre lo scaldapanca viene portato via in barella

Dopo una prestazione di questo genere, lo scaldapanca in genere non ha più il coraggio di farsi vedere su un campo da basket, o nelle vicinanze di un campo da basket, o a meno di 2 kilometri da qualunque cosa sembri un campo da basket, e spesso nemmeno di uscire di casa. Si chiude perciò nel proprio mondo immaginario, trasformandosi in un secondo da scaldapanca a bimbominkia, con una metamorfosi degna di una puntata di SuperQuark. In alcuni rari casi, la sua determinazione (e/o la sua stupidità congenita) sono tali da indurlo a tornare a giocare. Scaldapanche di questo genere, nonostante tutto, finiscono di solito per venire ammirati dai compagni per la loro tenacia; quest'ammirazione viene loro dimostrata tramite piccoli gesti d'affetto quali gavettoni, schiaffi e sparticulo giornalieri.

Si potrebbero citare moltissimi esempi di scaldapanca più o meno famosi, ma quello più sfigato e rappresentativo sei, ovviamente, tu[9].

[modifica] Il negro

Steve urkel
Tipico negro. Notare il fisico poderoso, lo sguardo sveglio, il senso del ritmo, e l'innata propensione al basket.

Il negro è un tipo di giocatore che non può mancare in una squadra di basket degna di questo nome, qualunque sia la categoria in cui gioca. Il negro è fondamentalmente l'esatto opposto dello scaldapanche: laddove quest'ultimo è certo di non giocare mai, il negro può essere sicuro di giocare sempre, a prescindere da condizione fisica, mentale, credo politico e, soprattutto, reali capacità fisiche e di gioco. Non esiste allenatore che terrebbe un negro in panchina, anche se questi è più rotondo della palla o possiede la stessa prestanza di Steve Urkel di Otto sotto un tetto. Il negro entrerà sempre in partita. Questo perché è cosa nota che i negri hanno il basket nel sangue. A questo proposito, due precisazioni:

  1. Non è vero
  2. Se il negro medio ha qualcosa nel sangue, probabilmente è AIDS[10]

In generale, la sicurezza di poter contare in qualsiasi caso sul posto assicurato in squadra, rende il negro un po' sbruffone (se va bene) o odioso al pari di Mr. Lui (se va male). In questo caso, portatelo a vedere una partita della Nazionale di basket del Senegal. Gli farà abbassare le penne.

[modifica] L'allenatore

L'allenatore di basket è l'equivalente dell'allenatore di calcio, solo che allena una squadra di basket[11]. Le caratteristiche fondamentali di un qualsiasi allenatore di basket sono:

  1. Essere stronzo
  2. Essere incapace di comunicare, se non urlando
  3. Non capire nulla di basket

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto, distinguiamo due tipi di allenatore: l'allenatore italiano e l'allenatore Enbiéi

  • L'allenatore Enbiéi fondamentalmente non serve a nulla. Ad inizio partita si siede, si rilassa e dice ai suoi di fare quello che vogliono.
  • L'allenatore italiano è anch'egli totalmente inutile, ma con meno stile. L'allenatore italiano urla, fischia, bestemmia, e fuma come un turco (di nascosto perché nei palazzetti è vietato fumare, cosa che lo porta a fumare ancor di più e avanti e avanti, fino all'infarto). L'allenatore italiano prende a calci la roba, picchia le riserve in panchina, insulta il pubblico, l'arbitro, l'allenatore avversario, e Gesù Cristo, la Madonna, e ovviamente i suoi giocatori. L'allenatore italiano scarabocchia incomprensibili schemi su tavolette magnetiche che finisce sempre per tirare in testa al più bravo della squadra, riempie le capocce dei suoi ragazzi di tattiche improbabili che in ogni caso nessuno 1) ascolta 2) capisce 3) applica (e il più delle volte questo è un bene). L'allenatore italiano in genere viene espulso al 3° minuto del primo tempo, torna in campo travestito da vecchietta, viene scoperto ed espulso di nuovo. A questo punto si incazza, tira un cazzotto all'arbitro e viene interdetto per un anno da qualunque palazzetto, campo o parrocchia. Quindi si chiude nello spogliatoio, telefona al vice (se c'è) o allo scaldapanca (se la squadra è davvero misera) e gli detta le istruzioni. Ovviamente non c'è campo. Al che, tirando giù tutti i santi del Cristianesimo e delle principali religioni, sale sul tetto, e scopre che ancora non c'è campo. Allora, l'allenatore italiano si cala lungo la grondaia, assalta un negozio di telefonia mobile, stupra la commessa, uccide quattro persone e si impossessa di un moderno cellulare satellitare progettato dalla CIA e assemblato da MacGyver e con quello chiama il suo vice. Parla per mezz'ora, illustrando i suoi schemi, disegnando assurde traiettorie con le mani, fumando quattro o cinque sigarette contemporaneamente, e tenendo contemporaneamente a distanza i reparti antiterrorismo della polizia intanto intervenuti sul posto. Dopo mezz'ora di furenti spiegazioni, il vice riesce a interromperlo chiedendogli "Come diceee?!" e informandolo che la partita è finita da tre quarti d'ora. L'allenatore italiano, sia che si vinca o che si perda, fa fare ai suoi 50 giri di campo, suicidi[12] e flessioni prima, dopo e durante la partita. L'allenatore italiano perde sempre.

[modifica] Le 10 frasi da non dire mai all'allenatore

  1. Coach, posso entrare in campo?
  2. Coach, attacchiamo a destra o a sinistra?
  3. (Con aria annoiata) Coach, chi vince?
  4. Coach, chi devo marcare? (NB la marcatura è a zona)
  5. Coach, noi siamo quelli con la maglietta blu, vero?
  6. Coach, cos'è un terzo tempo?
  7. Coach, mi sono stufato dei fondamentali, ora le faccio vedere come si fa una vera schiacciata!! (solo agli allenatori italiani, quelli enbièi godono se fai così)
  8. Coach, ma dobbiamo sempre allenarci nei passaggi? Proviamo qualcos'altro...
  9. Coach, sempre incazzato? Scommetto che sono 10 anni che non vede una donna (NB: il più delle volte è vero)
  10. Coach!

[modifica] Come riconoscere un giocatore di basket

Biancoyo
Un bianco cerca di immedesimarsi nel ruolo di gangsta rapper NBA: yo!

Il giocatore di basket medio presenta quasi tutte le caratteristiche associate alle forme più avanzate e definitive della patologia sport. Sintomi:

  • rigonfiamento quasi ridicolo di tutte le parti muscolari delle braccia;
  • naso provvisto di gobba derivata dalle numerose palle vaganti;
  • crescita smisurata in altezza (anche se studi più antichi teorizzavano piuttosto che fossero le persone più alte a contrarre più facilmente questo morbo);
  • inscurimento permanente della pelle: la maggior parte dei giocatori di basket professionisti, in capo a qualche anno si ritrovano a essere di carnagione nera;
  • infine si inizia ad avere la fobia dei cerchi e a far girare qualsiasi cosa sul dito, dai palloni agli armadi alla strega di strega comanda color.
  • Per la maggiorparte delle volte i giocatori di basket sono dei secchioni o soggetti esperti di giocatori, partite e mosse del NBA oppure dei fighetti che indossano canottiere di giocatori NBA

[modifica] Curiosità

  • Il basket consiste fondamentalmente nel correre come pazzi dietro a una grossa sfera, che in realtà è stata la prima pallina rimbalzina del mondo, da cui sono nate quelle più piccole a tutti noi familiari. Il basket non è comunque l'unico gioco in cui si corre dietro a una palla: simile al basket è il calcio: anche in questo sport grossi gruppi di persone si ritrovano a rincorrere un oggetto inanimato. Si pensa che questa ossessione per una sfera sia dovuta a una scarsa attività sessuale o alla scarsa dotazione degli interessati.
  • IL basket non è indicato solo per gli energumeni alti ventordici metri ma anche per i più bassi (0,003 nm/parsec) in quanto negli spogliatoi un dildo umano per il gioco della saponetta, rigorosamente nera, fa sempre comodo. Vedi: John Stockton, anche se era bianco.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. il celebre documentario di Kubrik, 2001: odissea nello spazio, in cui si vede una scimmia toccare il pietrone nero e ooooh!, diventare un negro degli Harlem Globetrotters in pantaloncini e canottiera.
  2. ^ Dan Peterson, Feeeeeeenomenale!, Edizioni del Bradipo, ISBN 000quellochettepare-X
  3. ^ Pozzecco (no, scusate, Pozzetto) l'aveva rimorchiata dicendole di essere un giocatore di calcio. Quando la Samantha ha scoperto la verità, l'ha immediatamente mollato. E no, non gliel'ha data
  4. ^ I canestri si potrebbero abbassare, ma si sa che per le donne le dimensioni contano...
  5. ^ Se sei una donna, e hai trovato l'umorismo maschilista di questo articolo vergognoso e stereotipato, mi spiace, pupa, la prossima volta pensaci prima di nascere con le ovaie. Se invece sei una donna e lo hai trovato divertente, perché ti piace essere umiliata, maltrattata e sottomessa, chiamami al 378-2898456. Rispondo al nome di Mimmo...
  6. ^ A questo proposito, è bene ricordare che eseguire una schiacciata, per quanto tecnicamente bella, non è in alcun modo un surrogato dell'atto sessuale...
  7. ^ Cfr. Piero Angela, Le meraviglie della natura, Edizioni Venus, ISBN 777ditelevideo
  8. ^ O surrogato, dato che per ovvie ragioni è chiaro che non vedrà mai una donna nuda, nemmeno dipinta...
  9. ^ E tutta la gente come te
  10. ^ Cfr. Ku Klux Klan, Io non sono razzista, è lui che è negro, Satana edizioni, ISBN 666-666-666
  11. ^ Chi l'avrebbe mai detto...
  12. ^ Il suicidio è quel giochino per cui parti dalla linea di fondo, corri fino alla lunetta, torni indietro, corri fino alla linea dei tiri liberi, torni indietro, corri fino alla metà campo, torni indietro...


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Utente:Mufufu/Diario di bordo