Babaman

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Pace fratello!
Questo articolo è altamente rasta.
Leggere avanti potrebbe causare la crescita spropositata di capelli e la morte precoce per cancro ai polmoni.
Quote rosso1.png Per vivere in pace mi basta Jah, l’amore e la ganja… Soprattutto la ganja… Quote rosso2.png

~ Babaman sul suo stile di vita.
Quote rosso1.png Barababaman ganja Jah riddim man! ganja ganja nyabinghy babylon barambabababaman Quote rosso2.png

~ Babaman su qualsiasi cosa


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Babaman aspetta i fans alla fine del concerto.

Babaman o Mr Baba è l’astro nascente della musica italiana. Paragonato più di una volta agli insuperabili Finley e Marco Carta, deve la sua fama ai suoi modi da bravo ragazzo che l’ha reso l’idolo delle mamme e delle adolescenti. E in buona parte anche all’idea di essersi creato un personaggio nuovo all’interno del panorama della musica italiana: il rastafariano devoto e selvaggio che predica pace e amore oltre all’uso della marijuana come modo per raggiungere l’illuminazione.

[modifica] Vita

Babaman (è anche il suo nome di battesimo oltre che nome d’arte) nasce in un ghetto di Milano nel 19XX. Chiunque abbia informazioni più certe è pregato di contattare l’ufficio di anagrafe milanese o il diretto interessato. Il padre lo abbandona in ospedale dopo 15 minuti quando capisce che suo figlio è un caso disperato lasciandolo solo con l’ostetrica, che poi è la madre naturale del bambino. Essendo che non avevano una casa propria e l’occupazione di ostetrica è l’unica cosa che la madre avesse trovato in giro, decidono di vivere all’interno dell’ospedale, più precisamente nelle stanze che si liberavano in obitorio.

Il piccolo Baba cresce nella più assoluta tristezza e ignoranza fino ai 20 anni quando decide di iscriversi a scuola per imparare a leggere, scrivere e far di conto. In 5 anni riuscirà a contare fino a 13, ripetere l’alfabeto fino alla n (tanto per scrivere il suo nome) e l’unica parte di storia moderna che lo colpirà sarà quella della conquista italiana dell’Etiopia e della proibizione della cannabis per colpa del governo e delle multinazionali. In lui nacque inspiegabilmente il desiderio di partire per un lungo viaggio di illuminazione e conoscenza di se stesso in quel di Amsterdam.

Tornato a casa un anno dopo Baba è completamente cambiato: professa a destra e sinistra la fede Rasta, i suoi dreadlocks puzzano di carne rancida, fuma erba manco fosse la reincarnazione di Bob Marley e appende in ogni angolo della città immagini di un certo Hailé Selassié o Jah, la reincarnazione di Gesù tornato per prendere a calci in culo i bianchi in Africa a quanto dice lui. Purtroppo per noi in giro tra i Coffee Shop di Amsterdam aveva anche scritto qualche canzoncina che sperava l’avrebbe reso quello che non era mai stato: ricco e famoso. Non diventa ricco né tanto meno famoso, in compenso riesce a rimorchiare qualche pollastrella una volta iniziato a fare serate per i locali più sfigati di Caracas Milano.

Nessuno pensava che esistesse sulla terra un uomo tanto rincoglionito e delirante allo stesso tempo da volerlo aiutare a pubblicare i suoi meravigliosi album, ma non avevamo fatto i conti con Bassi Maestro, che come dice il nome è un maestro di vita delle bassezze e per rimanere in tema raccatta Babaman dalla strada e lo costringe a entrare in una sala di registrazione sperando di guadagnarci qualcosa. Il progetto una volta tanto non si rivela un fallimento e ne esce fuori un album fresco e brillante capace di dare una boccata d’aria alla musica italiana.

[modifica] Il Business

Il caro Baba ha avuto l’idea di crearsi questo personaggio così originale durante una notte di fumo e sesso in giro per Amsterdam. Dopo aver capito che vendere accendini sui marciapiedi non era redditizio incazzato col mondo, con Dio, con lo stato che gli proibiva lo sballo e col parrucchiere che gli aveva sbagliato il taglio decide di mandare a fanculo tutto quello verso cui provava rancore e convertirsi al rastafarianesimo. Perché proprio a quella e non al Buddhismo o satanismo? Una sola religione che gli permetteva di non tagliarsi i capelli, fumare l’erba come scusa per pregare, cantare e predicare amore e pace non si incontra tutti i giorni e così entrò nella setta. Si innestò in testa un paio di tarzanelli maleodoranti, si vestì da giamaicano e scrisse due minchiate ascoltando Bob Marley. Solo in Italia potranno cascarci pensò.

[modifica] Il genere musicale

Gli studiosi di generi musicali di X Factor ancora non sono riusciti a capire in quale genere ficcare Babaman. La scelta potrebbe essere una a caso tra Reggae per deficienti, Hip Hop da quattro soldi o Dance Hall fallimentare. La maggior parte delle persone che ha avuto modo di ascoltare questo eclettico artista[citazione necessaria] per almeno 5 secondi ha optato per il genere “toglieteli il microfono vi prego” specialità non contemplata nel rinomato programma. Solo l’intervento provvidenziale di Morgan (colto dall’ennesimo viaggio post sniffata) ha salvato il culo di Babaman decidendo di inventarsi su due piedi un nuovo genere: Reggae-Hip Hop-Dance-Tunz Tunz.

I fantasmi di Bob Marley e Hailè Selassiè si stanno tutt’ora rivoltando nella loro tomba di erba e oro massiccio per essere stati derisi e umiliati in questo modo dal popolo italiano già autore di numerose sofferenze verso la loro gente e la musica in generale. Piero Angela coadiuvato da Wanna Marchi si è cimentato in un rito satanico per poter resuscitare i fantasmi dei compianti personaggi defunti[citazione necessaria] senza però riuscire a scatenare la loro ira sullo sventurato artista.

[modifica] Collaborazioni

Bongo rasta giamaicano.jpg

La maggiore fonte di ispirazione e illuminazione di Babaman.

Alcune delle collaborazioni più importanti in campo internazionale che hanno reso Babaman molto noto fino a San Marino:

  • Ci piace la Ganja feat. Totò Puzzetta
  • Fumo Ganja feat. DJ Fogna
  • È trinciato quello? No è Ganja feat. Pino il carrozziere
  • Coltivo Ganja feat. 0,50 €
  • Mi hanno rubato la Ganja feat. Abdul l’animale
  • Jah fuma Ganja feat. Tonio Cartonio
  • La Ganja mi logora feat. Turbato Thomas from NYC.
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