Augusto Pinochet
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È morto Pinochet, lalalalalala...
Augusto Emanuel Ignatio Oreste Ugarte Pinochet (Valparaiso, Cile, 25 dicembre 1915 - Gardaland, 1999, anche se vivrà per sempre nei nostri cuori) è stato un dittatore cileno. Il termine dittatore è però ancora oggetto di un'aspra controversia tra Fabrizio Bracconeri, un gruppo di bracconieri e Braccobaldo. Sembra che Santo Lichene sia propenso ad accordare il beneficio del dubbio, poiché i cadaveri delle persone che avrebbe fatto uccidere non si trovano da nessuna parte.
[modifica] Augusto il soldato
Figlio di un funzionario di dogana (come Hitler: mi sa che bisogna castrarli, i doganieri), Augusto fu spinto dalla madre dalla rupe Tarpea. Sopravvivendo, Augusto si guadagna un posto nell'accademia militare, uscendone con il grado di torre alfiere dell'esercito. In pochi anni avanza di grado, passando da angolo acuto ad angolo ottuso, purtroppo saltando la fase di rettitudine.
La sua mancanza di ambizioni politiche lo porta a diventare capo dell'esercito durante la presidenza di Salvador Allende, con cui legherà una profonda ed eterna amicizia fraterna.
Alla morte di Allende per mano di Lee Harvey Oswald, succedette alle redini del potere proprio il nostro amico Augusto, sostenuto dal popolo che voleva una pugno di ferro per farsi manovrare come le marionette.
[modifica] Augusto il presidente
Nel 1974 Pinochet fondò la squadra della Dinamo Santiago, soprannominata per semplicità "Dina", con lo scopo di unire tutti gli sportivi del Paese in un'unica tifoseria. Chi si rifiutava di convertirsi, restando fedele per esempio al Real Marx o al Livorno, veniva torturato con ogni mezzo.
L'anno successivo il governo era abbastanza forte da permettere il sorgere di partiti politici di opposizione, ma l'improvviso amore per il calcio distolse i cittadini dal farlo.
Il governo aumentò i salari dei dirigenti d'azienda, dei militari e dei politici, abbassando quello degli operai; ma d'altronde cosa volete farci, i soldi non spuntano mica dal nulla! Per darne di più a qualcuno, qualcun altro deve riceverne di meno: così è la vita.
Nemmeno Pinochet poteva fare i conti però con la crisi mondiale che avrebbe colpito il mondo intero in quel periodo. Il presidente degli Stati Uniti Barack H.W. Obama, padre del presidente Obama, non riuscì più a mantenere i finanziamenti al Cile, e fu a questo punto, con la mancata cessione di Kakà al Manchester City, che i cileni tornarono a occuparsi di politica. Un referendum del 1988 depose Pinochet dalla carica di presidente della repubblica e lo lasciò a capo dell'esercito.
[modifica] Augusto il padrino soldato, parte II
Il nuovo governo, guidato dal moderato democristiano Patricio Cornwell, portò alla luce tutte le malefatte che Pinochet aveva compiuto durante i (7*8-15+2)/6=? anni di potere. Per fortuna la tempestiva nomina a senatore a vita gli salvò le chiappe dalla forca. Infine, troppo vecchio e smemorato per ricordare la differenza tra una pistola semiautomatica e uno spazzolino da denti (provate voi a usare l'una al posto dell'altro) si dimise dall'esercito e volò in Inghilterra per farsi curare.
[modifica] Il tira e molla tra i governi che da un lato volevano estradarlo, dall'altro non potevano farlo, con l'intromissione degli USA che volevano salvare la faccia, per cui alla fine ci volle un escamotage per uscire dall'empasse
Ecco, ve l'ho già raccontato. E ho pure usato due parole francesi nella stessa frase. Mamma, sono diventato famoso!
[modifica] Il declino
Pinochet fu visitato da un oncologo, due geriatri, il dr. House, la fatina dei denti, il fantasma Formaggino, uno psicologo, Gesù, un ortopedico, un cardiologo, un paio di alieni, milioni di turisti giapponesi e dal sé stesso del passato grazie a una macchina del tempo, e tutti concordarono che la salute dell'ex generale era in calo e si escludevano miglioramenti. Tutte le autorità internazionali coinvolte (Spagnogallo, Inghilterra, Stati Uniti e Cile) rinunciarono a perseguire legalmente il dittatore, al quale fu permesso di trasferirsi a Gardaland per il resto dei suoi giorni. Morì dopo aver cercato di aggredire, con la testa, una spranga tenuta in mano dal figlio di un cileno ucciso dalla Dina.
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