Assedio di Berlino

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Quote rosso1.png Marty, vieni a vedere! C'è la sfilata di carnevale! Quote rosso2.png

~ Hitler su divisioni russe sotto il Reichstag
Quote rosso1.png Marty, lo sai che se dovessi morire, tu prenderesti il mio posto? Quote rosso2.png

~ Ultime parole del Führer
La fine di tutto (e l'inizio di altro)
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"Signore... questo non è il Brasile!"
Luogo: Metropolitane berlinesi
Inizio:

Cavallo in H4...

Fine:

Prima di Pasqua

Esito:

Stalin assedia Berlino per primo e gli USA non ci stanno.

Casus belli:

A Berlino mancavano alcune macerie, così...

Fazioni in guerra
  • Stella rossa.svg I comunisti
  • Bandiera dell'Ucraina.GIF I "diversivi"
Comandanti

L'assedio di Berlino fu la battaglia che rappresentò al meglio la capitolazione del nazismo in Europa, oltre alla caduta del Führer Adolf Hitler e la salita del collega Stalin. Iniziato nel 16 aprile 1945, a causa della mancata chiusura del cancellino est, concluso il 2 maggio, per festeggiare Sant'Atanasio d'Alessandria, patrono delle forbici. Il 30 aprile il Führer si suicidò, mentre cercava i biscotti con le gocce di cioccolato, soffocando per la "sorpesina". La Germania si arrese ai rigori l'8 maggio, esattamente durante la festa della mamma, sei giorni dopo l'assedio. Per quanto riguarda l'URSS, le armate sovietiche occuparono metà Berlino come ricompensa per avere vinto la guerra, organizzando lunghe bevute serali in compagnia degli americani.

[modifica] Quadro storico

Dal 1944, la situazione peggiorò notevolmente per lo schieramento dei cattivi. L'alto comando della Wehrmacht cominciò a mostrare i primi segni di cedimento e incontinenza: le armate rosse, non si sa per quale strana stregoneria, aumentarono sempre di più, il numero di T-38 e T-34 crebbe in proporzione ai carri Panzer tedeschi rubati e come se non bastasse, la lacca scarseggiava. Il contrattacco sovietico iniziò nel gennaio del 1945, quando la capitale polacca venne invasa, conquistata e per festeggiare la vittoria, rasa al suolo poco più tardi. A distanza di soli 3 giorni, le armate rosse proseguirono in canoa, lungo il fiume Narew. Passati 4 giorni, le truppe russe varcarono il casello Stati baltici-Danzica e in seguito Prussia orientale-Poznan, in direzione Berlino, fermandosi un paio di volte per una breve sosta all'autogrill. Fallito il 24 febbraio il contro-contrattacco del neonato Gruppo d'armate Vistola, capitanate dal cugino di Heinrich Himmler, Heinrich Himmler, la macchina bellica sovietica non si fermò e proseguì, malgrado una contravvenzione di 1000 franchi, poi giustamente contestata a Norimberga, verso la Pomerania. Anche questa città venne rasa al suolo, perché secondo Stalin, non vendevano alcolici[citazione necessaria].

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Guardalo! Il T-34 in tutta la sua spaventosità!

- Soldato sovietico: “Scusi, per Berlino, uscita est?”
- Cugino di Himmler: “Alle prossime macerie svolti a destra, dopo il campo di concentramento, svolti a sinistra. Stermini quelle due cittadine e segua le indicazioni... mi duole chiederlo, ma non è che mi potrebbe salutare Himmler, sa... siamo cugini!”
- Soldato sovietico: “Certamente... se lo becchiamo prima noi! Mi spiace, ma adesso dovrei ucciderla... con permesso...”
- Cugino di Himmler: “Faccia con comodo, tanto ho già mangiato...”

L'armata rossa proseguì quindi alla volta di Budapest, la capitale ungara. Dopo pochi minuti di cruenti battaglie, la città si arrese incondizionatamente al nemico[2]. Felice per i continui successi, Stalin rise per la prima volta, alcuni storici affermano che in realtà si trattava di uno starnuto, ma a noi piace pensare che abbia riso. Il 30 marzo, in cerca della vera ricetta per l'Apfelstrudel, l'armata attaccò l'Austria, liberandola, sconfiggendo le truppe germaniche al gioco delle sedie. Il 13 aprile, i russi conquistarono Vienna, battendo ancora una volta la Wehrmacht al "lancio della Sachertorte".

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«Che cazzo di città: non ha bordello, non ha vodka, non ha stadio da rugby. L'unica cosa che ha essere "Mozartkugeln"[3], che città di froci!»
(Generale Georgij Konstantinovič Žukov, giunge a Vienna)
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"Per il Reich e per Adolf Hitler!"

Ormai la fine per la Germania del III Reich sembrava giungere inesorabile, ma Hitler continuava a credere nella superiorità militare tedesca, stimolando con il suo carisma il patriottismo dei combattenti, chiuso in un cesso nel suo bunker privato. Le forze armate tedesche reclutarono chiunque possedesse gli arti funzionanti[4]: dai vecchi (80-90), che venivano schierati in prima fila come "diversivi", ai giovanissimi (2-4), usati come munizioni per i mortai. Per le armi, vennero rastrellati oggetti di uso quotidiano, contundenti o capaci di ferire. Per i viveri, qualsiasi sostanza di gradevole odore o colore, veniva servita bollita in acqua calda.

[modifica] L'offensiva della Germania orientale

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I sanguinosi bombardamenti di Berlino

Le truppe sovietiche dovevano ad ogni costo arrivare prima degli alleati a Berlino. Alle Olimpiadi di Berlino 1936, vinse i 200 metri Jesse Owens, statunitense. Per questa ragione, gli URSS volevano mostrare agli USA chi fosse veramente il più veloce. Furono dispiegate 3 (perché non c'è il 2 senza[5]), grandi armate attorno a Brandeburgo, rinominate dai libri di storia come: la 1° armata rossa, la 2° armata rossa e la 3° armata rossa. Per un numero complessivo di 2,5 milioni di uomini. Imbestialito con Himmler (il cugino), Hitler passò il comando del Gruppo d'armate Vistola a Gotthard Heinrici, uno dei più abili generali tedeschi, ma non il più abile. Heinrici (correttamente) intuì che l'attacco sovietico si sarebbe concentrato nell'Oder, lungo l'autostrada principale, perché è principale. Per questo piazzò tutti i genieri a sua disposizione sui tetti dei condomini più alti. L'unico dettaglio che gli sfuggì, fu di rifornirli con munizioni a salve. Intorno alla capitale tedesca vennero costruite migliaia di buche, fossati e castelli di sabbia, per rallentare l'avanzata dell'armata rossa. Vennero minate tutte le vie d'accesso, per questa ragione gli uomini in ritirata e i feriti non giunsero mai in salvo.

[modifica] L'accerchiamento di Berlino

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L'accerchiamento... immagini drammatiche.

La mattina del 20 aprile, la divisione d'artiglieria russa iniziò il bombardamento della città. Il Führer venne svegliato dai forti rumori. Per vantarsi di questo, l'esercito sovietico affermerà al termine della guerra di avere utilizzato più esplosivo dei bombardieri anglo-americani, gli Stati Uniti smentiranno categoricamente e questa sarà una delle cause della guerra Fredda. Il 21 aprile, per volere di Hitler, la 2° armata Guardie avanzò di 50 km a nord di Berlino per chiedere all'artiglieria rossa di "smetterla con questo casino", mentre sempre lo stesso giorno, la 1° AR si era spinta verso il centro, perdendosi nella località di Juterbog. Disorientate per la mancanza del navigatore satellitare, le truppe della IV armata si erano scontrate con quelle della IX armata a nord di Forst, questo creò notevoli disagi per la circolazione e grossi ritardi per i pendolari, nonchè un vantaggio sostanziale per i russi.

Finalmente un barlume di speranze sembrò arrivare: la IV Armata Panzer ottenne qualche piccolo successo, ferendo in modo lieve due soldati sovietici e insultandone un terzo. Quasi subito la situazione tornò alla normalità, infatti Adolf Hitler impartì alcuni precisi ordini. Il tono della voce e le numerose risate malinconiche seguite da momenti di sconforto, mostrarono l'incapacità mentale di elaborare pensieri del Führer, ma essendo il capo supremo della Wehrmacht, aveva sempre ragione. Più tardi, quel giorno, Steiner, un generale stanziato nella IV armata tedesca, parlò con Hitler e rese chiaro l'impossibilità di eseguire gli ordini, perché ridicoli. Per questo venne fucilato. Heinrici a sua volta, approfittando del suo riposino, convinse lo staff a non attuare i piani programmati, suggerendo una tattica alternativa, che consisteva nella ritirata "strategica" a gambe levate verso ovest.

- Hitler: “Pronto? Si, dunque vorrei: due margherite, 4 al salamino piccante e, Hans tu cosa prendi? Aspetti un attimo...”
- Ufficiale della IV Armata Panzer: “Cosa?! Lei è il Führer, per caso?”
- Hitler: “No, sono la fata Morgana... attento che ti faccio una fattura!”
- Ufficiale della IV Armata Panzer: “Heil Hitler! Heil Hitler! Heil Hitler!”
- Hitler: “Ma sei stronzo? Non urlare, che non mi sento bene! Deve essere la robba di Joseph... Dio mio, sono in aria! Ha detto che potevo prenderla e mi sarei sentito meglio, scusa ora devo vomitare...[vomito]”
- Ufficiale della IV Armata Panzer: “Mein Führer... attendiamo istruzioni, l'esercito sovietico è ormai vicinissimo alle nostre posizioni!”
- Hitler: “Ma chi è questo Hitler... chi sei tu e perché hai telefonato! Martyyyy! Vieni quaaa! C'è uno che mi prende per il culo al telefono!”
- Martin Bormann: “Bellaaaaaaaaaaaaaa!! Hans prendi la cornetta!”
- Hans Herrmann: “Bellaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
- Ufficiale della IV Armata Panzer: “Ma signori...”
Invasione di Praga.jpg

"Cara, forse è successo qualcosa..."

Il 22 aprile, durante il suo solito sclero pomeridiano, Hitler si mise a piangere perché i suoi biscottini erano finiti e da questo capì l'inevitabile fine dei suoi sogni di conquistare il mondo, almeno fino ad Israele. Confortato dai suoi fedelissimi, oltre che dagli oppiacei, passò il resto dei suoi giorni allegro e tra mille party organizzati per i compleanni che non festeggerà. Intanto in superficie, le armate rosse combattono contro le poche resistenze tedesche ancora a disposizione, mentre le poche resistenze tedesche ancora a disposizione organizzano una ritirata "strategica" verso il Brasile. Il 30 aprile Hitler sposò Eva Braun. Accortosi del tremendo errore, si suicidò poco dopo. Informati della sua morte, molti dei suoi fedelissimi scapparono in Brasile, scordandosi dei posti di blocco sovietici ancora presenti: solo pochi fortunati si salveranno, passando per le fogne.

[modifica] Collegamenti


[modifica] Note

  1. ^ L'Italia si è arresa prima, mentre il Giappone... bhe il Giappone non è mai stato un problema
  2. ^ E fu rasa al suolo, ma questi sono dettagli
  3. ^ Per chi non conosce il tedesco, Palle di Mozart
  4. ^ Anche uno
  5. ^ Detto da Stalin
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