Arthur Rimbaud

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Quote rosso1.png Io che tremavo; udendo a cento leghe gemere i Behemot infoiati e i Maelstrom profondi! Io che correvo scortato da ippocampi neri! Quote rosso2.png

~ Arthur Rimbaud su gita a Chioggia.
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Arthur dopo l'adolescenza. O si parla di un altro Arthur?

Quote rosso1.png Credete che possa trovare qualcuno disposto a seguirmi nei miei viaggi? Quote rosso2.png

~ Arthur Rimbaud prima di scoprire il significato della parola NO.

Arthur Rimbaud (Cittàdicarlo, 30 febbraio 1854 - Chantecler, 31 novembre 1891) è stato un poeta francese di cui l'umanità si è ormai da tempo liberata.

[modifica] Biografia

Rimbaud nacque in un minuscolo paesino rurale del Nord della Francia in una famiglia molto particolare: il padre era un militare di nota militarezza, che uscì a militare ed abbandonò la famiglia alla non militazione, mentre la madre era una giovane donna molto brutta, molto frigida e molto cattolica, che amava vestire di viola, arancione e giallo, ma solo di giovedì.
I suoi primi anni di vita furono molto allegri: il piccolo Arthur divideva le sue giornate tra scuola, catechismo, sessioni avanzate di catechismo, sessioni iper-avanzate di catechismo per Christianerd, incontri pomeridiani di preghiera, incontri serali di preghiera, incontri notturni di preghiera, oratorio e lettura della Bibbia, attendendo con ansia la Grande festa annuale del Borgo, che consisteva nella pubblica esibizione della fanfara locale (due trombe e un pianola CASIO) e nella distribuzione di santini ai bambini.

[modifica] Gli anni dell'adolescenza

L'occasione di evadere dalla propria cattolica realtà gli fu offerta dal Liceo.

Roberto Liceo vide Rimbaud seduto in un cantuccio, taciturno ed intento a sfogliare la sua collezione di Figurine dei santi 1850/1851, e fu colto da un'improvvisa solidarietà nei confronti di quel povero bimbo: lo prese per mano e lo condusse alla scoperta di un nuovo mondo, ricco di sorprese e meraviglie.
Grazie a Roberto, la mente del giovane Arthur si aprì ed egli divenne assetato di sapere e curioso di capire tutto ciò che lo circondava, finché un giorno non scoprì un portale, che attraversò con l'aiuto della tribù Matassalai, i quali lo trasformarono in un piccolo esserino dai capelli bianchi alto mezzo millimetro.

Attraversato il portale, Arthur si trova nel mondo dei Minimei e scopre che suo nonno, per cercare il tesoro di Necropolis, si è avventurato nelle terre di un malefico personaggio di nome Maltazard, senza fare più ritorno. Il giovane dà così inizio ad un viaggio accompagnato dalla principessa Selenia e dal fratello Bétamèche.
Arrivato a Necropolis, Arthur si separa da Selenia che, per paura di non tornare, lascia il suo potere di regina dei Minimei ad Arthur, baciandolo (un bacio per i minimei è matrimonio). Arthur trova il tesoro e lo porta alla nonna per saldare i debiti, poi il nonno ritorna a casa e Arthur continuerà a vivere con la nonna e con il nonno per tutto il resto della sua vita, aspettando con ansia dieci lune per rincontrare la sua amata Selenia diventando ancora una volta un Minimeo.

O forse era un altro Arthur.

[modifica] Gli ultimi anni

Giunto in Africa con la speranza di trovare un posto esotico e risorse naturali da sfruttare con facilità, ingannando gli ignoranti indigeni, dovette ricredersi dopo poche ore: contrasse un temibile virus intestinale immediatamente dopo lo sbarco e passò i primi due giorni di vita africana a vomitare nel cesso dell'Autogrill di Tripoli.
Uscito dalla toilette, barcollante e in preda a crisi mistica, urlò, alzando la bottiglietta di Gatorade da ½ litro verso il cielo, la frase che segnò la vita di molti scoiattoli ed ippocampi:

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«La poesia è merda, io vincerò il caldo e l'ebola e diventerò un ricchissimo petroliere!»

Due anni dopo era morto.

[modifica] Poetica e tematiche

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Illustrazione di una delle sue poesie.

Nell'arco della sua carriera letteraria, Arthur Rimbaud non si fossilizzò mai su un solo argomento, ma toccò svariate tematiche, tutte di fondamentale importanza nella società dell'epoca, come ad esempio il ghigno di un pagliaccio putrefatto abbandonato in mezzo all'oceano annegato e poi risorto, l'autoerotismo di una bambina alla vigilia della sua Prima Comunione e il suono prodotto da un criceto spiaccicato sull'autostrada dopo il passaggio di un tir.
Rilevante l'originalità dimostrata nella sintassi: l'assenza di punteggiatura e di versetti separati, le maiuscole casuali e i colori al posto delle lettere rendono l'emozione della poesia più facilmente assimilabile, e quindi non adatta a pazienti affetti da obesità o di età superiore ai 45 anni e alle donne sotto regime ipocalorico.

Un esempio eclatante del suo immenso talento è dato dal fatto che chiunque conosca almeno un centinaio di parole possa scrivere tali poesie. Non serve una grande abilità né intelligenza. Ne è l'esempio che proprio ora scriverò qualcosa del genere, senza averci mai pensarci prima:

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«Nell'oscuritá della mia mente c'è aria di malinconia:

canzone stridula di sirene della domenica. Preferivo il sabato, giallo come le penne di un pulcino assetato Domani è già tempo di tornare alla terra natia Come se avessi vissuto solo un istante sul divano di casa.

Voglio dormire, ma il rumore di lame mi uccide. Muoio, anche se tanti so che risorgerò dopo tre giorni.

Saluto il fuoco dentro di me e vado in un immenso torpore.»
(Poesia di Rimbaud improvvisata)

[modifica] Voci correlate

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