Ares

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Antichi greci pecorina
ΑΤΤƐΝΖΙΏΝƐ: ΠΆΓΙΝΑ ΑΔ ΆΛΤΩ ΚΟΝΤƐΝΟΎΤΟ ƐΛΛƐΝΙΖΖΆΝΤƐ!
Questa pagina tratta argomenti legati al mondo degli antichi greci. Quindi, a meno che tu non abbia fatto il classico, non prenotare una visita oculistica perché vedi lettere strane e non scandalizzarti troppo una volta scoperto il significato del verbo ῥαφανιδόω.
Quote rosso1 Non c'è molto da dire su Ares... Ma la sua predilezione per le lance, coltivata fin da bambino, indica chiaramente il desiderio di scoparsi la madre. Quote rosso2

~ Sigmund Freud su Ares.
Quote rosso1 In realtà lui è il mio gemello scemo. Quote rosso2

~ Marte su Ares.
Quote rosso1 Non credete a lui! Lui mi ha copiato! Io sono il vero true warrer! Quote rosso2

~ Ares su Marte.
Statua di Marte con piccione

Ares, terrorizzato da un piccione, fa finta di essere una statua nella speranza che questo voli via.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Ares

Nella mitologia greca Ares (in greco Ιηςαραςε) è il figlio di Zeus ed Era. Viene molto spesso identificato tra le dodici divinità maggiori dell'Olimpo come il dio della guerra in senso generale, ma si tratta di un'imprecisione: in realtà Ares è solo un pippone.
Nonostante la sua fama di guerriero viene regolarmente bastonato dal primo che passa di lì, finendo per essere oggetto di derisione tra gli dei, i mortali e perfino le donne.
L'unica sua impresa degna di nota è l'averlo messo dentro ad Afrodite; ma visto che lei la dava un po' a tutti non so quanto valga come cosa...

[modifica] Ares nel mito

Uomo e bambino che giocano con una palla

Ares sfida una bambina a calcio. Il mito narra che si ritirò dopo aver subito 15 gol in due minuti.

Ares nacque in Tracia dall'unione (stranamente non fedifraga) tra Zeus e la moglie/sorella[1] Era. Fin da piccolo ebbe un'infanzia difficile: il padre lo riteneva fondamentalmente un coglione patentato, buono al massimo per sbucciare le patate o pulire l'insalata.

Wikiquote
«Tra gli dei dell'Olimpo sei quello che più mi è odioso[2]
(Zeus al figlio, che padre amorevole...)

L'arrivo della sorellina Atena non fece che peggiorare le cose per Ares. Atena, infatti, oltre ad essere una ragazza[3] era anche più alta di lui, bellissima, intelligentissima e riusciva a batterlo a braccio di ferro con le mani legate dietro la schiena.
Il povero Oliver Twist Ares crebbe così come un disadattato, abusando di droghe a alcool per lenire la sua sete di affetto.

[modifica] Ares e i giganti

Una delle prime imprese che si ricordano di Ares[4] fu la sua lotta contro i giganti. Questi erano creature gigantesche[5] che progettavano di assaltare l'Olimpo e ammazzare tutti gli dei. Che dire... quello che si dice un obbiettivo ambizioso.
Comunque, Ares decise di ucciderli attaccando per primo. Indossò la sua splendida armatura, impugnò la lancia che poteva trapassare qualsiasi materiale e li affrontò mentre erano ubriachi marci. In fondo, gli voleva dare almeno una possibilità di batterlo. I due non si accorsero subito della sua presenza, finché il dio non colpì Oto[6] all'alluce. Allora quello guardò in basso ed esclamò:

Wikiquote
«Porca puttana! Un ragno m'ha morso!»
(Oto su divinità della guerra che cerca di ucciderlo.)
Copertina The Incredible Hercules

L'antico papiro che narra della scontro tra Ares e Eracle.

Dopodiché afferrò Ares con le dita e lo chiuse in un vaso di bronzo[7] dove Ares rimase per un bel pezzo a rodersi il fegato.
Ah, i due giganti furono ammazzati da Artemide. Una dea. La dea della castità.

[modifica] Ares e Eracle

Ares aveva un figlio: Cicno. Il ragazzo aveva ereditato le buone maniere del padre e si dedicava al brigantaggio nei boschi, ammucchiando poi le ossa delle sue vittime in un enorme ammasso in onore del padre. Fortunatamente per le agenzie di viaggio e i gruppi di Boy-scout greci Eracle gli fece passare questa brutta abitudine in via definitiva con la sua clava.
Ovviamente, Ares, da dio orgoglioso e iracondo qual era, non poteva lasciar correre un affronto simile. Quindi sfidò Eracle in duello, scagliandogli contro la sua lancia mentre l'eroe gli dava le spalle. La lancia rimbalzò sulla pelle di leone che Eracle portava a mo' di mantello e ferì il dio alla gamba.

Wikiquote
«Ahò! M'è sembrato di sentire qualcosa, come uno spiffero...»
(Eracle su divinità della guerra che cerca di ucciderlo.)

Per precauzione Eracle si voltò e vide Ares stramazzato al suolo. Giusto per far passare anche a lui qualche brutta abitudine gli rimescolò un po' le ossa a calci.

[modifica] Ares e Afrodite

Tizio vestito da oplita

Ares in un raro momento felice, mentre festeggia il suo quattromillesimo compleanno.

Ma veniamo ad argomenti più lieti per il povero Ares. Preso a calci da Eracle, umiliato da Oto, deriso dalla sorella[8] il dio vagava abbattuto per i boschi quando incontrò Afrodite.
Afrodite, la dea dell'amore, era stata data in sposa a Efesto, il dio della metallurgia, che era stato sempre un bambino un po' speciale. Era zoppo, gobbo e mezzo cieco. Oltretutto l'unico suo vero amore erano i metalli non alcalini. Si può ben comprendere dunque perché Afrodite si sia gettata tra le braccia di un dio alto e bello come Ares. E di una dozzina da altri personaggi più o meno divini.
Comunque, Afrodite partorisce da Ares sette figli, per un totale di almeno sessantatré mesi di gravidanze ininterrotte. Efesto era decisamente cieco, non usava gli occhialoni quando scaldava il ferro con la fiamma ossidrica, evidentemente.

[modifica] Come Efesto prese la cosa

Male, ovviamente. Quando Helios[9] vide i due amanti dall'alto del suo carro corse a riferirlo a Efesto che si incazzò come una iena. Forse non era bello, ma di sicuro era un tipo sveglio e parecchio vendicativo quando lo si faceva incazzare.
Efesto realizzò quindi un letto speciale per la moglie, dotato di parecchi optional che la resero felice per la prima volta in diciassette eoni di matrimonio. In particolare il letto era dotato di un numero spropositato di catene d'oro, per gli usi più zozzi. Tuttavia, quando Afrodite si fece montare da Ares sul letto del marito, le catene presero vita e li immobilizzarono a metà del coito[10]. Efesto arrivò prontamente a gongolare, tirandosi dietro gli altri dei che si abbandonarono a commenti che è meglio non riportare qui, altrimenti finisce che la polizia postale sequestra tutto.
Una volta slegato Ares giurò al dio fabbro di fargliela pagare e Efesto gli rispose scoreggiando. A questo punto, vista la mala parata, Ares tornò in Tracia a spaccare un po' di teste per calmarsi i nervi[11].

[modifica] Big match: Ares vs Atena

Statua cesare

Ares, colpito alle palle dalla sorella Atena.

Poteva un personaggio di così grande rilevanza sparire per così poco? Ovviamente no. L'occasione per tornare alla ribalta gli fu offerta dalla guerra di Troia, occasione ideale per uno che credeva di essere il dio della guerra.
Siccome voleva, almeno stavolta, non fare figure di merda, decise di concentrarsi esclusivamente sui mortali e non sfidare alcun dio. Sportivo come sempre.
Si gettò dunque sul campo di battaglia prendendo, in modo saggio e lungimirante, le parti dei troiani e cominciando ad ammazzare un po' di greci; per la precisione tutti quelli che gli capitavano a tiro. Ad un certo punto però Ares cominciò a pensare: "Hey, io sono un dio. Dovrei cercarmi un avversario alla mia altezza.[12]" Si portò dunque in cima ad una collina per scrutare il campo di battaglia e scegliere chi affrontare.

Wikiquote
«Allora... Ulisse no, quel bastardo potrebbe avere qualche trucchetto in serbo, senza contare che Atena sbava per lui... Achille... Meglio di no. È invulnerabile, non vorrei finisse come con Eracle. Aiace... No, quello è forte come un toro... Aspetta, chi è quel tappetto magrolino laggiù? Dovrebbe essere Diomede... Bene, penso che sfiderò lui.»
(Il dio della guerra su scegliersi un avversario all'altezza.)

Purtroppo per lui anche Diomede era molto caro ad Atena che, naturalmente, si accorse delle mosse del fratello e protesse l'eroe quando Ares gli scagliò contro la sua lancia. A questo punto il greco poté infliggere al dio, rimasto disarmato, l'ennesima figura di merda[13].

[modifica] Big match 2: secondo round

Ares si ritirò sanguinante sull'Olimpo a meditar vendetta e presto scese nuovamente sul campo di battaglia di Troia. Questa volta decise di regolare definitivamente i conti con la sorella, andandola a cercare in mezzo alla mischia.

Wikiquote
«Io sono Ares. Il dio della guerra. Io sono forte, io sono virile, io sono abile con la lancia e lo scudo. Io sono invincibile, io sono...»
(Ares su non sapere cosa sta per succedere.)

A questo punto Atena lo stese tirandogli un sasso[14].

[modifica] Ares e Cadmo, ovvero una saggia ritirata

Tornato in Tracia dopo l'ennesima figura di merda (la sorella lo aveva battuto a dama) Ares venne a sapere che un certo Cadmo era riuscito ad ammazzare il suo animaletto domestico: il drago Pitone.
Siccome era piuttosto incazzato il dio si presentò a Cadmo con l'intenzione di ucciderlo su due piedi e stava per farlo quando si rese conto che, non solo Cadmo sembrava essere uno bello tosto visto che aveva ammazzato Pitone a mani nude, ma che era anche accompagnato da cinque opliti mica male[15]. In più Ares si accorse di aver dimenticato la lancia a casa. Decise quindi di patteggiare con l'eroe onde evitare l'ennesima figura da pezzo di materia fecale.
Si accordò perché Cadmo gli pagasse un tributo di due dracme l'anno per otto anni e tornò a rintanarsi in Tracia per dedicarsi all'attività che gli riusciva meglio: rodersi il fegato.

[modifica] Culto

Vaso greco

Ares mentre tenta disperatamente di attirare l'attenzione degli altri dei fingendo di avere una spina conficcata nel piede.

Nonostante fosse la divinità più presente nelle barzellette a sfondo sessuale, il culto di Ares non era molto diffuso in Grecia. Una sua statua era stata eretta a Sparta come bersaglio mobile per gli allenamenti dei giovani e gli ateniesi avevano costruito un tempio in suo onore. Non sull'acropoli, d'accordo, ma godeva di una splendida vista della discarica di Atene.
In effetti, era talmente inutile da non meritare nemmeno un ruolo in Pollon.
I suoi riti prevedevano il sacrificio di cani in suo onore, cosa che ha fatto propendere gli esperti per l'ipotesi che il dio fosse in realtà un cinese emigrato in Grecia.

[modifica] Simbologia

Ares viene spesso raffigurato nudo nelle statue, un po' per esaltarne la possente muscolature, un po' perché un'armatura avrebbe potuto impacciarlo nella fuga.
I suoi animali sacri erano il cane e l'avvoltoio: il primo per via della sua indole sottomessa al primo che passa, il secondo per l'abitudine di Ares di farsi figo davanti ad un nemico già sconfitto da qualcun altro.

[modifica] Gli epiteti di Ares

Molti sono i nomi con cui veniva chiamato il dio[16]:

  • Brontoloigos (Βροτολοιγός, Colui che si lamenta sempre)
  • Andreiphontês (Ανδρειφοντης, L'assassino di Andrea)
  • Maialephonos (Μιαιφόνος, Colui che è macchiato di maiale)
  • Martes (Μαλερός, Il pianeta rosso)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Sì, agli dei era concesso l'incesto.
  2. ^ Da: L'Iliade, storia di una relazione familiare, Maria de Filippi, strillata XVII.
  3. ^ E per questo la cocca di Zeus.
  4. ^ Narrata da Ken Annakin, La battaglia dei giganti, pizza VII.
  5. ^ Ma guarda un po'...
  6. ^ Lo so, è un nome strano. Ma l'altro si chiamava Efialte...
  7. ^ Oto amava collezionare insetti.
  8. ^ E da ogni cosa al mondo, rocce incluse.
  9. ^ Ovvero il Sole
  10. ^ Esatto, coito è la parola figa per dire quella cosa lì.
  11. ^ La versione completa della vicenda si può trovare in Divorzio alla greca, film del 1956 a.C. diretto da Senofonte.
  12. ^ Cronaca sportiva, puntata XXIII.
  13. ^ Rosa Watherford, Le 10^65 ragioni per cui essere femmina è meglio.
  14. ^ Il pericolo delle rocce, perché è sempre bene portare un casco, Aristotele, libro VI.
  15. ^ Gli avi dei [[300 (film)|]] spartani.
  16. ^ Oltre al classico: figlio di puttana!.
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