Antonio del Pollaiolo

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La visionaria arte del Pollaiolo.

Antonio del Pollaiolo (Firenze 1431 o forse no - Roma 1498) è stato un pittore, scultore e ladro di galline rinascimentale. Viene ricordato da tutti non per le sue opere ma solo perché la parola Pollaiolo fa ridere. Non contento di avere un soprannome idiota, era solito trascorrere il suo tempo con un'altra mente eccelsa di nome Andrea del Castagno. Del Pollaiolo e del Castagno.
A rovinare completamente la sua reputazione ci pensa il fratello, Piero del Pollaiolo, che come hobby disegnava gli occhiali sui volti dei personaggi che erano nei quadri del fratello Antonio. Per questo motivo Piero del Pollaiolo è considerato un artista a pari merito con suo fratello maggiore.

[modifica] Lo stile

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L'attività di Antonio del Pollaiolo dimostra chiaramente una cosa: che per quanto uno possa essere un genio, se ha un nome del cazzo sarà ricordato solo per quello. Infatti, le uniche informazioni che abbiamo sullo stile di questo artista provengono dal famoso storico dell'arte e dei pollai Giorgio Vasari:

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«Tra i vari artisti fiorentini della seconda metà del Quattrocento spicca senz'altro Antonio del Pollaiolo. Il suo stile... ahahahah! Pollaiolo! Ahahahah! Il suo stile, dicevo, tende Pollaiolo ad esaltare Pollaiolo i valori considerati immutabili e Pollaiolo oltre che a disinteressarsi delle Pollaiolo proposte di altri artisti a lui Pollaiolo contemporanei, su tutti Piero della Francesca Pollaiolo. Ahahahah. Ok basta, siamo seri. Sono uno storico dell'arte, io. Mica un Pollaiolo!»
(Giorgio Vasari)

[modifica] Scultura

Antonio del Pollaiolo amava scolpire. Tra i suoi materiali preferiti da scolpire vi erano il bronzo, il sughero e i coglioni degli altri. Questi ultimi, in particolare, ha continuato a scolpirli anche dopo la sua morte.
Tra le sue sculture più importanti ci sono il cesso di Lorenzo il Magnifico, le porcellane del cardinale Della Rovere e la bara del papa Giulio II. Per restare coerente con sé stesso, il Pollaiolo realizzò la bara a forma di pollaio.

[modifica] Pittura

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Il Pollaiolo mentre esce di casa.

Smanioso di spaziare in diversi campi artistici, il Pollaiolo si mise alla prova anche come pittore. Per prima cosa dipinse la staccionata di casa sua e anche quella del suo vicino. Quel burlone del fratello Piero, però, anch'egli artista rinascimentale, pensò bene di vandalizzare la staccionata scrivendoci sopra con una bomboletta spray Pollo chi legge.
La cosa indispettì così tanto Antonio che decise di trasferirsi a Roma.
Oltre alle staccionate, dipinse anche una discreta quantità di quadri, tra i quali ricordiamo i più famosi:

  • Ragazza di profilo: olio su Paint, museo di Milano. Realizzato all'insaputa del soggetto, gli valse una denuncia per violazione della privacy.
  • Battaglia di dieci uomini nudi: omosessualità repressa su tela. Titolo molto esplicativo e quadro immediatamente censurato.
  • Pala del cardinale del Portogallo: olio su tela, Firenze, galleria dell'autostrada. Dipinto insensato realizzato con una tecnica definita ad minchiorum, in collaborazione col fratello Piero. Quest'ultimo si occupò di disegnare alle spalle del cardinale un tizio che gli fa le corna.
  • Nudi danzanti: sperma su tela, Firenze, Villa La Gallina. Sarà un caso che dei quadri del Pollaiolo sono esposti a Villa La Gallina?
  • Ercole e l'idra: olio su olio, Firenze, Pollaio nazionale. Ercole uccide l'idra e poi diventa di tutta la Grecia il più grande degli eroi.

[modifica] Voci correlate

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