Amici immaginari

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“La concorrenza sta diventando spietata”
- Maria de Filippi sugli Amici immaginari
“I miei si chiamano Pandolfo e Mastella”
- Freud sugli Amici immaginari
Li vedi?! Allora non sono pazzo!! Li vedi anche tu!


Amici Immaginari è un best seller che narra le gesta di un veterinario romeno vissuto intorno alla seconda metà del 4 a.C., famoso per aver elaborato la versione arcaica della moderna supposta ideata poter sconfiggere le forze del male. Il manoscritto originale fu scritto da Maurizio Mosca durante un suo soggiorno in Calabria, l'ispirazione arrivò grazie all'abuso di peperoncino che aveva trasformato la vacanza in un peregrinaggio da un cesso all'altro e che, gradualmente, gli procurava visioni e specialmente emorroidi grosse quanto Giuliano Ferrara.

Indice

[modifica] Trama

Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Ti ricordi quella volta che per sbaglio hai toccato la vagina a tua madre? Ecco, se continui a leggere te ne pentirai allo stesso modo.


[modifica] Le origini del Mito

L'opera è stilata secondo una forma di composizione letteraria, la Prospettiva Diuretica, e tratta le vicissitudini di tre porcellini d'India generati dall'amore segreto tra Mamma Porcella e Papà Porcello; bisogna aggiungere che la maternità arrivò per cause al di la della volontà, di fatto Papà Porcello aveva all'interno dei suoi testicoli alcuni spermatozooi reduci dalla recente conquista dei campionati mondiali alla guida della nazionale di calcio, ed essendo ancora ubriachi fradici per via dei festeggiamenti (Popopopopopopoooopoooo) sfondarono le difese andando in gol e palle al centro.

[modifica] L'Orfanotrofio

Nacquero cosi le tre bestiole. Subito dopo essere stati partoriti dentro una Fiat Duna furono rinnegati e mandati in un orfanotrofio gestito da suore e nazisti; qui vennero allevati secondo sani principi e durante il periodo adolescenziale il più grande dei fratelli, Silveriano, tentò la fortuna nel mondo dello spettacolo fondando il famosissimo gruppo metal satanistico che prende il nome di Zecchino d'Oro.

[modifica] Piernuccio

Piernuccio era un bel porcellino d'India, presentava tutte le caratteristiche del bel porco mediterraneo, capelli neri, occhi da cernia, culo a mandolino, insomma era il perfetto prototipo del coatto di quartiere, si diceva anche che possedesse una certa somiglianza con Pippo Baudo. Piernuccio aveva anche una grande passione: andare negli autogrill e scagazzare nei lavandini. La cosa può sembrare difficilissima, ma in realtà il giovane Piernuccio aveva una schiera di collaboratori che gli permettevano qualunque impresa. Quella delle scagazzate negli autogrill è la più famosa delle marachelle compiute dall'incontinente Piernuccio, si narrano anche gavettoni di piscio e incendi ai danni delle caserme dei pompieri, ma potrebbero benissimo essere le classiche leggende metropolitane legate ai miti viventi. Piernuccio è il secondogenito dei tre porcellini, al contrario di Silveriano non ama la musica, anzi la detesta infatti quando sentiva il fratello maggiore cantare sotto la doccia motivetti come "A uallera è Zi Rafele" e "Yesterday" veniva colto da attacchi epilettici iniziando a scagazzare in ogni dove e in ogni tempo. Morì a 23 anni a causa di un incidente di macchina, la dinamica è ancora un mistero, si sa solo che in quel momento stavano passando alla radio uno dei successi di DJ Francesco.

[modifica] Voci correlate

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