Abbecedario

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L'abbecedario è una frase di sollievo che viene esclamata da qualcuno che si accorge che c'è anche Dario.


[modifica] Origine

Un gruppo di ragazzi nella periferia di Chicago, in provincia di Milano, stavano giocando a calcio in un campetto tra i palazzi.

Ad un certo punto un giocatore rimase infortunato e dovette ritirarsi.
I ragazzi non seppero più cosa fare: cercarono disperati un rimpiazzo, finché videro seduto in panchina a guardarli un ragazzino poco più piccolo di loro.
Kathiusho, il ragazzo più grande del gruppo, gli chiese “Tu, come ti chiami?”. Il giovine rispose “Mi chiamo Dario”.
A quel punto Kathiusho esclamò con sollievo “Abbecedario”. Così nacque il famoso termine.

La parola divenne molto famosa e pian piano si diffuse anche al di fuori di Chicago, fino ad essere conosciuta in tutto il mondo, a Kuala Lampur e poi anche a Bari.

[modifica] Sbalzo in matematica

Il vocabolo più avanti venne adottato anche nella matematica.

Il 17 ottobre 1998 un metalmeccanico di nome Bartolomeo Hitler ipotizzò che il termine potesse essere utilizzato in matematica e, nella sua casa in montagna, si diede a fervide ricerche, senza ben sapere cosa cercasse.

Solo nel 2004 riscì a dare vita ad una formula matematica associabile al teorema di Pitaogora:

D=(A > CRETA + α) ÷ 500 × A

Dove D è ugale a Dario, A ad Abbecedario, Creta è la costante Abbecederica e α è il valora associato ad A.

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