AFS Intercultura

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Nel caso tu non abbia la più pallida idea su ciò di cui si parla in questo articolo, dovresti fare un salto qui.
Quote rosso1.png Credono che l'Italia sia un paese di mafiosi, pizzaioli suonatori di mandolino e costruttori di torri pendenti. Hanno ragione. Quote rosso2.png

~ Studente di Intercultura su esperienza all'estero
Quote rosso1.png Non meglio, non peggio, solo diverso! Quote rosso2.png

~ Motto di AFS per esperienza all'estero

~ Studente di Intercultura al secondo mese al pensiero che gliene mancano da scontare altri otto
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Il logo dell'associazione.

Quote rosso1.png Ragazzo coraggioso... Quote rosso2.png

~ Volontario di Intercultura a studente in procinto di partire per il Sudafrica
Quote rosso1.png Vedendolo tornare mi è venuto un colpo. Credevo lo adottassero per sempre! Quote rosso2.png

~ Genitore dello studente al suo ritorno

Intercultura, spesso identificata con la sigla AFS (Another Fat Student), è un mostro di marketing e denaro sottoposto alla dittatura dei suoi stessi volontari. In apparenza è semplicemente un'associazione che offre esperienze di scambio per imparare differenti lingue. In realtà è un organo del governo ombra.

[modifica] Fondazione

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I tre durante l'accesa discussione.

Intercultura viene fondata nel lontano anno di fondazione di Intercultura da un noto tizio, il signor X. La leggenda vuole che il signor X, discorrendo in stato di ebbrezza con il signor Y, si trovò a dire:

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«Scommetti che c'è gente disposta a pagare cifre improponibili per andare in posti selvaggi, essere ospitati da sconosciuti e mettere a rischio la propria vita solo per poter dire "io ho fatto un'esperienza meravigliosa" anche se in realtà gli incubi dovuti a essa li perseguiteranno in eterno?»

Ripresosi e trovandosi costretto a tener fede al patto, pena uno sparticulo inflitto da Mike Tyson, fondò Intercultura.

Il signor Z si disse in disaccordo, ma non fu tuttavia ascoltato. Fu trovato otto giorni dopo, semiputrefatto, nella sua vasca da bagno, le vene dei polsi recise.

[modifica] Organizzazione

Bradd pitt afs.jpg

Persona qualunque immortalata poco prima di diventare volontario di Intercultura.

Intercultura fonda il proprio potere sui non meglio definiti volontari. I volontari di intercultura sono adepti a una oscura religione che vuoi per altruismo, vuoi per dare nuova linfa al proprio commercio di organi o vuoi per avere la possibilità di scoparsi studentesse straniere, si offrono di aiutare i malcapitati nella loro esperienza. E, senti un po', senza un soldo in cambio! Quale malato di mente farebbe ciò? Un malato di mente, appunto. A capo di tutto ciò, tuttavia, non è chiaro chi vi sia, nè se esista realmente o se sia un'entità effimera simile a Dio. Che dire poi dei mutanti che ne fanno parte? Nulla, non ce ne sono. Purtroppo sembra però pulluli di democristiani.
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La stessa persona al terzo mese di volontariato.

Proprio per questo, Intercultura costa un pacco di soldi. Ma tanti, eh. Essendo un'associazione senza scopo di lucro[citazione necessaria], viene spontaneo chiedersi dove diamine finiscano i soldi. Spese per il viaggio? Difficile, visto che il prezzo è uguale sia per andare in Australia che in Francia; a meno che non viaggino col fax. In tasca ai vertici? Difficile, perché... anzi no, è facilissimo. Il sistema di pagamento funziona diversamente da quello del fisco italiano. Infatti più guadagni, più devi sborsare.

Non esistono risposte accettabili o fonti attendibili circa questo mistero. Sembra però che la stragrande maggioranza degli introiti vada a coprire le spese per la carta dei fascicoli, ipotesi del tutto possibile vista la mole.

[modifica] La spirale verso il disastro

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Da sinistra: una stordita, una fattona, un represso e un ottimista. Tipici studenti di Intercultura.

[modifica] Il primo contatto

Sembra una normale giornata di studio ma, come suggerisce questa scontata intro, non lo è: loschi figuri entrano in classe con fare amichevole - troppo amichevole. A tutti gli studenti, mentre un logorroico individuo dall'aria entusiasta espone le proprie idee, non richieste, vengono consegnati dei voluminosi fascicoli che avranno seguenti destini:

  • 42%, resteranno sul banco;
  • 37%, andranno a costituire preziosa materia prima per piccoli aeromobili;
  • 11%, saranno ricilati come filtrini e cartine;
  • 5%, forniranno carta igenica per studenti sbadati;
  • 3%, verranno letti distrattamente;
  • 2%, verranno letti attentamente.

La maggior parte dei baldi giovini li ignora, ovviamente. Ma lui no. In mezzo ai tanti c'è lui, il futuro studente di Intercultura, che aderirà all'associazione[1], riconducibile alle seguenti tipologie:

  • Il sedicente alternativo pieno di voglia di dimostrare che non è razzista e che, cosi facendo, dimostra di esserlo;
  • Il nerd desideroso di poter cambiare vita e avere degli agognati amici. Inutile dire che l'obiettivo eccezionalmente sarà conseguito;
  • Quello che passava di lì per caso e aspettava soltanto la prima occasione per andare via di casa. Questo finisce sempre col suicidarsi.

Quote1.png Il caffé qui fa schifo! Questo non è un espresso! Datemi una moka!! Quote2.png
~ Studente di AFS all'estero


[modifica] La fase preparatoria e il relativo risultato

Al malcapitato viene poi richiesto di compilare un numero di fascicoli pari a , nei quali vengono richieste informazioni essenziali come «sei vegetariano?», «fumi?» e «sei vergine?» o insomma qualunque tipo di domanda idiota come «che ne pensi della tua esperienza di vivere un anno all´estero?» (cosa che ovviamente il malcapitato non puó sapere, proprio perché è lì a perdere tempo e non ha ancora fatto la sua esperienza). Il soggetto viene inoltre analizzato sotto il profilo psicologico da Freud in persona che lo bollerà come omosessuale represso sociopatico e quindi idoneo. Esaltatissimo, lo studente compila ogni singolo campo dei questionari con impegno e dedizione. La somma estasi viene raggiunta nella pagina dal titolo "Scegli il programma che vorresti svolgere", dove però i pochi ragazzi sopravvissuti all'ingente quantità di fogli perdono ogni entusiasmo nello scoprire che i programmi in Spagna e Inghilterra non esistono. Una volta rinvenuti, i più volenterosi sceglieranno i dieci mesi in USA, Canada, Francia o Germania come prima opzione, paesi del Sud America o del Nord Europa come seconda e come terza (massì, tanto non capiterà mai) un paese del terzo mondo a caso.

Dopo un numero di settimane pari ad ∞ e un generoso versamento il candidato riceverà l'ennesimo fascicolo con su scritto "Complimenti! Sei risultato vincitore al concorso di AFS Intercultura!" (moto di felicità nello studente) "per trascorrere dieci mesi nel Burundi!" (freddo istantaneo). Consapevole del fatto che i propri genitori lo truciderebbero se dovesse mandare all'aria tutto dopo i soldoni spesi, il soggetto si rassegna e, dopo le trafile burocratiche del caso, viene costretto a partecipare alle famigerate riunioni di Intercultura.

[modifica] L'addestramento

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Studentesse di Intercultura sorridono: non hanno ancora capito niente.

Questi incontri somigliano non poco a quelli degli alcolisti anonimi. Lo schema, almeno, risulta identico.

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«Salve, mi chiamo Fabrizio e non bevo da cinque giorni.»
(Esempio #1)
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«Ciao, sono Antonio e vado a stare in India sei mesi.»
(Esempio #2)

Non solo. Le domande poste agli studenti sono così inutili che viene da chiedersi se rottamare la Duna Weekend non sia stato un errore.

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«Vi siete mai trovati unico bianco tra soli neri?»
(Esempio di domanda)
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«No, ma una volta ho visto un porno con una situazione simile.»
(Risposta corretta)

E così via. In tali raduni i giovani vengono forzati a prendere parte a giochini idioti e umilianti nell'intimo della persona, volti all'annullamento dell'amor proprio, della dignità e dell'eventuale autostima. Questo per fare in modo che non abbiano nulla da perdere durante il viaggio. Durante il supplizio i volontari malvagi diranno che serve ad aprire la mente, e in effetti è così. Il contenuto si disperde quasi sempre nell'etere.

Alcuni dei giochini idioti comprendono:

  • Passare dei post it dalla propria bocca alla bocca del prossimo sfortunato, tenendoli in bocca aspirando (non sto scherzando)
  • Buttarsi a terra sopra ad altri poveri partecipanti, formando una pizza "schiacciata" a vari strati: pasta, pomodoro, formaggio e condimenti (gioco che i volontari sorridenti dopo commentano dicendo che tutti i gioco hanno un significato. Per esempio questo era per svegliarti sotto il peso di altri tre partecipanti con mani sul tuo collo, faccia e resto del corpo).
  • Pendolo: un povero partecipante intercultura deve mettersi in mezzo ad altri due, uno davanti e uno dietro, chiudere gli occhi e lasciarsi cadere indietro o avanti, morendo di paura, sperando di essere preso e buttato nella direzione opposta, dove si spera l'altro partecipante al gioco stia aspettando. Le varianti più comuni sono quelle in cui il partecipante non viene preso e lasciato cadere al suolo, e quella in cui invece un simpatico giocherellone decide di prendere il partecipante all'ultimo momento, facendolo crepare di paura.
  • Due partecipanti si mettono spalla contro spalla. Uno dei partecipanti ha un disegno geometrico, l'altro lo deve copiare affidandosi solo alle direzioni del compagno, senza vedere il disegno. Il crudele gioco porta alcune coppie di partecipanti al ridicolo, quando in una copia il disegno non ha nulla in comune col disegno originale, ma assomiglia a un dipinto cubista.

Solitamente, in questi incontri, il sedicente alternativo passa il tempo a discutere di filosofia/politica/teologia da due lire, il nerd si conferma per ciò che è, un demofobico, mentre quello che passava di lì per caso si farà gran parte della fauna femminile.

Carretto.jpg

Studenti in partenza in un'incisione d'epoca.

[modifica] Partenza

Una volta ultimate le pratiche burocratiche del caso e pagata l'ennesima tangente versato l'acconto definitivo, lo studente sarà pronto a partire per un posto migliore. La vita quotidiana nelle settimane precedenti la partenza assume una consistenza quasi irreale, come se non si stesse davvero vivendo. Sicuro di non essersi fatto accidentalmente un acido, il partecipante attraversa, nella settimana prima del giorno X, le cinque fasi del modello di elaborazione della partenza formulato dai volontari Kübler e Ross. Nota: l'unico fascicolo realmente desiderato, quello riguardante i dati della famiglia ospitante, non arriverà prima di due giorni dalla partenza. Sempre che arrivi.

[modifica] Fase della negazione o del rifiuto:

Lo shock è troppo grosso per essere assimilato con facilità. Alla domanda «Beh, pronto per la partenza?» il povero cristo balbetterà qualcosa come «Partenza? Per andare dove? Io non ne so niente!», «Non mi sarei mai prestato a una buffonata del genere» e «Quella non è la mia firma!». A nulla valgono i tentativi di persuasione, il rifiuto rimane l'unica difesa per la psiche del malcapitato.

[modifica] Fase della rabbia:

Una volta appurato il suo destino, per il giovane comincia la rivolta interiore. Cieco dalla furia, devasta tutto ciò che trova lungo il suo cammino[2], butta giù dal calendario ogni singolo santo per via verbale ed è irritabile peggio di una zitella in quei giorni. Avvicinarlo o approcciarlo in questa fase è potenzialmente letale.

[modifica] Fase del patteggiamento:
Vincent price.jpg

Lo studente di Intercultura nel pieno della fase della depressione.

Esaurita l'energia distruttiva, il delirante individuo si calma e tenta, ragionando più o meno razionalmente, di pensare a vie di fuga. «Vale la pena di farsi bocciare e perdere la caparra pur di scamparla? Non esiste un modo per riavere i soldi in tale caso? Fuggire all'estero? No, cosa cambierebbe...» Pur di trovare una scappatoia si rilegge tutti e ∞ i fascicoli, invano.

[modifica] Fase della depressione:

Ha controllato bene. Non ha scampo. Tutti gli amici lo hanno abbandonato terrorizzati già dalla seconda fase. Rassegnato all'idea, il giuovine cerca rifugio nelle droghe, perde ogni iniziativa e si riavvicina alla religione. Il suicidio diventa tuttavia un'opzione concreta. Questo atteggiamento non farà che attirare piccoli branchi di emo, attirati dall'aura di grigiore, peggiorando la situazione.

[modifica] Fase dell’accettazione:

Il giorno della partenza arriva, e lui ne è consapevole. È stranamente calmo, il polso segnala un battito cardiaco di 24 pulsazioni al minuto e il colorito della pelle si aggira attorno all'osso di seppia. Trascorre il viaggio in catalessi e sembra non accorgersi dei commenti perplessi rivoltigli di chi gli sta accanto. Quando si risveglia negli arrivi internazionali di un aeroporto a lui sconosciuto in compagnia di un volontario di cui non capisce la lingua, crolla in un attacco di panico.

[modifica] Permanenza

Quote1.png Questi incoscienti mangiano la pizza con la banana! E hanno il coraggio di continuare a chiamarla pizza!! Quote2.png
~ Sempre lo studente di AFS all'estero

Com'è prevedibile il ragazzino, ospitato da perfetti sconosciuti, si troverà ogni momento nel guano fino agli occhi. Pur di non apparire di troppo, regredisce sino al livello di schiavo e ogni minima cortesia che gli viene richiesta la prende come un ordine marziale punito con la fucilazione[3]. Quando prenderà un minimo di confidenza smetterà improvvisamente di comportarsi in tale modo contrariando i familiari ospitanti, ormai abituati all'adagio totale. È a questo punto che cominceranno a trattarlo, come dicono i francesi, di merda[4]. È all'incirca in questo stadio che la cavia perde totalmente il poco appetito rimastogli dopo aver assaggiato le delizie locali, cominciando inspiegabilmente a ingrassare. Dopo qualche tempo di agonia, lo studente chiederà di cambiare famiglia[5] come voluto dagli ospitanti. Ma non ripeterà gli stessi errori: ne commetterà di nuovi.

Nel pieno dell'esperienza, lo studente viene bersagliato da parte dei locali da una serie di subdoli terrorismi psicologici chiamati volgarmente luoghi comuni, che ne mettono seriamente a rischio l'identità. Difatti, sin dal primo giorno, chiunque si rivolga al confuso adolescente non avrà di meglio da dire che un classico «Italy? Ah, mafia!», un originalissimo «Oh, you're italian. I love pizza!», uno pseudo-celebrativo «Yes, yes, campiounni del muondo!» sino ad arrivare a un più articolato «Io ho stato qualchi tempo ini Tallia esso parlarre uno può l'italliano!»[6]. Trascorso un primo periodo a tantare di far ragionare i mentecatti o perlomeno articolare risposte un poco complesse, l'interessato capisce che ogni sforzo è totalmente inutile e inizia a rivolgersi agli interlocutori con risposte base sempre uguali e stracollaudate come «Yes, actually Italy is beautyful» e «I'm form Parma... yes, the city of the parmigiano...» quando capisce, mentre quando non capisce (il 77% delle volte) si limita ad annuire sorridendo, compiacendo visibilmente chi gli sta di fronte.

Quote1.png Mastica e sputa da una parte il miele mastica e sputa dall'altra la cera Quote2.png
~ De André su come comportarsi a tavola da ospiti

I più abili riescono a padroneggiare tali tecniche in maniera da mettere in stand-by il cervello e mantenere inalterata, o quasi, la propria salute mentale per un tempo proporzionalmente lungo. In caso contrario, i meno fortunati verranno divorati vivi dalle loro stesse seghe mentali e soffriranno di disturbi psicosomatici manifesti con sintomi come asma, prurito nervoso, gastrite, vomiti e mancamenti frequenti, che culmineranno nei casi peggiori con l'odio profondo per il proprio paese d'origine e nella scomparsa parziale del setto nasale.

[modifica] Due mesi dopo

Chi torna dopo appena sessanta giorni o, nel caso del Giappone, ancora meno, conserva buona parte della propria personalità originale, a parte un inspegabile tic che lo costringe a urlare "lapislazzulo" ogni qualvolta qualcuno gli bussi sulla spalla.

[modifica] Sei mesi dopo

AFS mondo logo.jpg

Ecco a cosa puntano!

Qui è già più grigia. Al ritorno, quando tenterà di riabbracciare gli amici, quelli lo guarderanno commiserevoli come dire "non ho soldi appresso, mi dispiace". Alle sue spiegazioni, l'espressione muterà in un eloquente "ti ho detto che non ho niente, sparisci o chiamo la polizia". Lo studente affranto non li rivedrà mai più e andrà per la sua nuova strada.

[modifica] Dieci mesi dopo

Ecco, questo è il fondo[7]. Non solo gli amici lo rigettano, ma sulla porta di casa lo starà aspettando il padre con il fucile delle grandi occasioni caricato a sale. Cos'è successo? Semplicemente, la famiglia e la cerchia di persone con cui il giovane stava a stretto contatto prima della partenza si sono resi conto di quanto la vita sia migliorata da quel giorno. Egli verrà riaccettato dal parentado solo dopo lungo tempo passato sulla soglia del portone di casa.

[modifica] Conclusione

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Il francobollo che i massoni hanno dedicato a Intercultura. Notare il saluto romano dell'ariano e le altre razze messe in secondo piano.

Come previsto, i destini dei testardi esseri al ritorno saranno questi di seguito esposti, con intensità crescente proporzionalmente al periodo.

  • Sedicente alternativo: rifiutato dal suo branco di alternativi originale, non gli resta che chiudersi nella sua musica e nei suoi libri dedicandosi alle seghe mentali. È nato un filosofo. Anche se l'ipotesi è azzardata, non è impossibile che Leopardi abbia sviluppato il suo pessimismo cosmico dopo essere stato studente di Intercultura.
  • Nerd: fallendo miseramente nel suo intento e passati i mesi antecedenti, raggomitolato, dondolandosi avanti e indrio, si accorge di non avere nessuno da cui farsi cacciare. Non gli resterà che rallegrarsene e vivere come ha sempre vissuto, se in tal modo è definibile la sua esistenza.
  • Quello che passava di lì per caso: trovandosi solo e non avendo niente a cui appigliarsi, si suicida. Ma te l'avevo già detto! Cheé, non mi stavi ascoltando per caso?

Quote1.png Mi trascino perduto nei vicoli a maledire una terra straniera. Quote2.png
~ MCR su ultimi giorni di esperienza

La bastardata grossa, a questo punto, è che ti spediscono il fascicolo riportante le esperienze negative solo dopo il tuo ritorno, e non prima in modo da darti un'idea completa del trattamento.

Una volta cresciuti in situazioni tanto disagiate pare ovvio che essi non avranno occasione di edificarsi una vita degna di questo nome e finiranno, ebbene sì, per diventare essi stessi volontari di Intercultura. È un circolo continuo, un sistema perfetto di rifornirsi continuamente di personale. Ma alla domanda "e allora chi fu il primo volontario?" tutt'oggi non abbiamo risposte.

[modifica] Regolamento

Intercultura ha sempre avuto a cuore il comportamento degli studenti all'estero. Ogni partecipante dovrebbe quindi seguire delle ferree regole, anche se ciò accade circa ogni due passaggi della cometa di Van Hallen. Qui di seguito rimportiamo quelle più importanti, nonché meno seguite, che sembrano essere state consegnate all'associazione da un certo Mosè (tratto da "Le dieci cose che puoi fare e le seicentoventuno che non puoi fare durante un programma di Intercultura"). Esse sono:

  1. Non accettare passaggi.
  2. Non guidare.
  3. Non fare uso di droghe[8].
  4. Non uccidere nessuno.
  5. Non fidarti nemmeno del tuo migliore amico.
  6. Non giocare a pallone nelle autostrade.
  7. Non apparire triste.
  8. Non andare in giro di notte in zone malfamate, specialmente da solo o se si hanno appresso oggetti di valore.
  9. Non tirare la coda agli opossum.
  10. Non avere rapporti sessuali.

I commenti degli studenti a queste regole sono, rispettivamente:

  1. Non ho di meglio da fare che chiedere passaggi a sconosciuti in un paese sconosciuto per andare in località sconosciute.
  2. E allora che cazzo vado a fare in America?
  3. Ehi, sono un adolescente. Vola basso.
  4. Allora che ci faccio con questo coltello a serramanico? Al massimo cercherò di nascondere le prove.
  5. Ottimo! Non mi confiderò con nessuno per dieci mesi. Affiderò le sorti della mia sanità mentale a Charles, il mio amico immaginario.
  6. Ecco, mi vuoi togliere tutto il divertimento allora
    Cappio.jpg

    L'importante è che tu conosca l'alternativa...

  7. Mi farò fare un lifting per un sorriso perenne. Risulterà divertente nell'eventualità di dover andare al patibolo. O ai funerali.
  8. Dovrei volerlo fare?
  9. Cos'è un opossum?
  10. Ahahhahahaahahh!! Dai, seriamente, qual è l'ultima regola?

Non puoi inoltre partecipare se:

  • Non rientri nella fascia d'età 14-85;
  • Hai preso un insufficienza anche una sola volta;
  • Sei povero;
  • Sei in stato di coma vegetativo;
  • Il tuo cognome contiene più di due "r";
  • Hai parenti di nome Giorgio.

[modifica] Programmi

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Probabili indigeni locali.

  • Danimarca: La Danimarca potrebbe apparire come il più inutile dei paesi scandinavi, e in effetti lo è. Non c'è nulla. Il rilievo geografico più elevato raggiunge appena l'altitudine di 173cm, due mele e poco più.
  • Finlandia: Un paese dove si hanno notti di 71 giorni e giorni lunghi 51. Per questo, i rave party locali finiscono sempre in tragedia. L'80% del territorio è occupato da foreste, per cui non conviene portarsi appresso bagagli ingombranti.
  • Islanda: Uguale alla Finlandia, solo che sei in mezzo all'oceano Altantico.
  • Norvegia: I più nordici d'Europa, pur non facendone parte.
  • Svezia: Probabilmente il migliore paese del nord vista l'alta presenza di topa. Peccato che violi la regola 10. Le ragazze ci andranno per appagare il loro maniacale desiderio di scoprire i significati dei nomi dei prodotti IKEA. Venendo a sapere che sono nomi di città o di persone, si suicideranno.
  • Repubblica Slovacca: Detta anche Slovacchia. «Non si chiamava Slovenia?» è solitamente il primo interrogativo che sorge a chi vuole partecipare a questo programma.
  • Russia: Nella Russia Sovietica, l'esperienza vive te! "Sei stato a Mosca?" "No." "A San Pietroburgo?" "No, sono stato a Zav'yalovo." "E dov'è?" "Mah, vicino al Kazakistan." "Beh, almeno ti sei tirato su con la vodka!" "Ma vai a cagare, va."
  • Ungheria: in Ungheria è possibile trovare la birra migliore del mondo quasi regalata. E i migliori bordelli. Siccome[9] non puoi usufruire nè dell'una che degli altri, è inutile andarci.
  • Lettonia: Con questo programma potrete gustarvi tutti gli aspetti migliori del post-comunismo. Lasciate a casa ogni oggetto di valore superiore a quindici euro.
  • Austria: Sembra ci sia molta neve. Ma l'importante è che, in caso di bisogno, avrete ben otto frontiere dalle quali fuggire.
Giovane indonesiana in un cannibal-movie.jpg

Improbabile indigena locale.

  • Belgio: La patria dei sottaceti.
  • Francia: Paese non ancora del tutto civilizzato e semiselvaggio[10], lo ricordi prima della partenza perché ha perso ai mondiali. Lo ricorderai al ritorno perché non usano il bidé.
  • Germania: Un paese dove quando ti dicono "buonanotte e sogni d'oro" sembra ti stiano augurando una morte cruenta e dolorosa. La meta di chi non ama abbastanza il proprio fegato.
  • Irlanda: Se vi chiedono di che religione siete, dite buddista oppure improvvisate un teatrino di burattini per distogliere l'attenzione.
  • Olanda: So perché vuoi andarci, razza di fattone![11]
  • Svizzera: Il paese delle pettorute cameriere dalle treccie bionde. Serve sapere altro?[12]
  • Cina: Sono tutti uguali. Probabilmente se sbagliaste famiglia dopo due mesi di convivenza non ve ne accorgereste e verreste divorati.
  • Hong Kong: Si, è uno stato, caro ignorantone. Se hai sfiga ti deportano chissà dove, se hai fortuna non sarai in grado di rendertene conto.
  • Giappone: La scelta dei nippomani. Andranno in un paesino sperduto convinti di conoscere il giapponese. Accorgendosi di non sapere un cazzo, torneranno a casa dopo 6 settimane odiando tale paese.
  • India: Il cibo è in genere molto piccante, e non a caso. Lo fanno per disinfettare. Buon appetito.
  • Thailandia: Anche qui la qualità dei bordelli è eccellente, solo che per la giovane età delle lavoratrici dei suddetti è molto gettonato dalle scuole cattoliche.
  • Argentina: Spiaggie fantastiche, donne bellissime... cazzate. Sappi che in certi quartieri se in macchina ti fermi ti derubano e la bruciano con te dentro.
  • Brasile: Il rischio più grosso dopo l'essere accoltellati e quello di essere tramortiti dalle enormi tette delle sbarbe locali in bikini. Occhio alle sorprese.
  • Cile: Il rischio più grosso dopo quello di morire è vivere un qualcosa che vi farà rimpiangere di essere sopravvissuti.
  • Costa Rica: Vai là, e come tutti quelli che ci vanno ti apri un bar sulla spiaggia e non torni più.
  • Ecuador: Terra natìa di un'altra fiorente civiltà precolombiana distrutta come tante altre. Evabbé. In compenso ha goduto di molti governi militari.
  • Honduras: Il secondo paese più povero delle Americhe. Fai un po' come ti pare.
  • Repubblica Dominicana: L'affiliata in incognito di Cuba.
  • Venezuela: Il nome significa "piccola Venezia". Per adesso l'unico punto in comune che hanno è una fine assai prossima.
  • Canada: Non ha un granché di storia, in compenso ha molta geografia. Rifletti. Il Canada è un paese che fonde due culture: quella francese e quella inglese. Cosa ne può venir fuori di buono? Io non mi fiderei...
  • USA: Non puoi guidare, non puoi bere, non puoi fumare, non puoi guardare i poliziotti negli occhi e non puoi in generale. L'illuso crede di andare in città come New York o San Francisco mentre il villaggio dove andrà a marcire non conterà mai più di seicento anime.
  • Sudafrica: Tensioni razziali, crimine diffuso e una vasta gamma di malattie caratterizzano i due mesi di un programma particolarmente indicato per le persone sensibili.
  • Egitto: Deserto. Deserto! Vuoi andare in mezzo al nulla?! Non per altro, ma il Molise è molto più vicino ed economico.
  • Tunisia: Non c'è nulla di rilevante, ma probabilmente lo saprai già perché ci sei andato in gita con la scuola. Se sei così informato perché sei ancora qui?
  • Turchia: Entrerà in Europa? Non lo farà? Questo programma di permetterà di farti un'idea a riguardo e scoprire cosa si prova a essere una spia per conto del governo.
  • Australia: Nonostante sia in mezzo all'oceano, è una sabbiera. I vicini di casa, per chiedere lo zucchero, usano i piccioni viaggiatori. Certo, ci sono anche Sidney o Melbourne, ma se speri di finirci tanto vale che tenti di fare 6 al lotto.
  • Nuova Zelanda: Al momento dell'arrivo verrete accolti dagli All Blacks in persona. Il soggiorno non dura mai più di tre giorni per i frequenti coma etilici.
  • Padania: Nessuno la sceglie mai, e ci chiediamo tutti il perché.

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • Uno studio dell'ISTAT afferma che nelle zone frequentate da studenti di Intercultura le volgarità in lingua straniera aumentano del 376% rispetto alle altre.
  • Non sono stati riportati esempi di esperienze di ragazze perché sono uguali a quelli esposti, tranne che loro subiscono subito violenza e tornano a casa in lacrime.
  • Durante i primi incontri, alcuni studenti di Intercultura prendono il fastidioso vizio di cominciare a chiamare una studentessa a caso "Brava Giovanna, brava".
  • Anche se dal nome sembrerebbe, non è un'associazione per interisti acculturati. Anche perché non esistono.
  • I danni provocati da essa possono arrivare a indurre una persona in partenza normale a studiare meccanica quantistica.
  • Napoli si trova più a est di Trieste, e i volontari di Intercultura sembra ci tengano tu lo sappia.

[modifica] La parola agli esperti

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Attenzione: L'Omino Sentenzioso ha emesso la sua sentenza!
Un qualsiasi disaccordo con l'omino sentenzioso verrà sentenziato a morte.
Si consiglia di chinare il capo e sottomettersi alla sua infinita saggezza.
La mia sentenza è:
Ma chi cazzo te lo fa fare?
L'Omino Sentenzioso

Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un programma di intercultura.
Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un programma di intercultura.
Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un programma di intercultura.
Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un programma di intercultura.
Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un programma di intercultura.
Non parteciperò più a un programma di intercultura. Non parteciperò più a un pro



Bart senza lavagna.png
Già, è proprio così.
AFS Intercultura


[modifica] Appunti di viaggio

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Per ogni adesione muore un gattino.
  2. ^ Fonti ufficiose asseriscono che l'ira funesta del pelide Achille fosse dovuta a tale fatto.
  3. ^ O con la visione prolungata di tutti i film di Natale, a seconda dei casi.
  4. ^ -«Ho fame!» -«E sta' zitto!»
  5. ^ Nota bene: ogni volta che si cambia famiglia è sempre peggio.
  6. ^ -«Ah, davvero? Lo parli bene?» -«Sorry?»
  7. ^ Sul quale scavare.
  8. ^ Fatto curioso: non vogliono che fumi marijuana, ma tengono a farti sapere tutti i nomi con cui viene chiamata.
  9. ^ Ipoteticamente.
  10. ^ Sembra mangino rane e lumache.
  11. ^ Droghe liberalizzate, camporella legalizzata... che ci faccio ancora qui?
  12. ^ Sì. Hanno ottimo fumo a prezzi stracciati.
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